Autore: Alberto Coletti

Avvocato affetto da un'incontrollabile passione per il rap italiano. In questo mondo di numeri, sono finito a essere il Numero 2 di Chiamarsi MC. E sarà solo Dio a giudicarmi per questo.

“Ma capitano, il mio capo mi licenzierà se non parlo con lei. Dicono che lei sia un uomo con una visione”.

“Sì, una fottutissima visione”, disse Cal.

Dovette piantare lo sperone nel fianco del baio per allontanarsi dal ragazzo, che restava lì in piedi a scribacchiare sul suo taccuino.”

LarrMcMurtry, “Colomba Solitaria

 

Sid Vicious: sguardo stralunato, giacca stazzonata sopra il petto nudo, glabro, pallido mentre si esibisce in una versione sgangherata e scurrile di quella “My Way” resa famosa da Sinatra, armeggiando con una pistola. Andy Warhol: magro, apatico come una Sfinge, pallido, seduto al centro della sua Factory, motore immobile delle vampe ipercrome che gli danzano intorno. Marilyn Manson sulla cover di “Mechanical Animals: androgino, allo stesso tempo asessuato e ultrasensuale, pallido, con due occhi di brace conficcati dritti nelle pupille dell’ascoltatore, quasi un invito al voyeurismo.

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Il 24 maggio usciva “Acquario“, il primo disco ufficiale di Corrado Migliaro, in arte Coco, che viene anticipato dai singoli “Bugie Diverse“, “Dietrofront” e “Non ho più amici“. Dopo essersi preso 3 anni dall’uscita dell’ultimo album, attesa intervallata dalla pubblicazione dell’EP “Quanto ci costa essere noi“, le pressioni nei confronti del pupillo di Luché erano consistenti, ma a cinque mesi dall’uscita di Acquario si può tirare un bilancio e dire che le aspettative non sono state deluse. Un soleggiato pomeriggio napoletano nel Cavone siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con Coco, parlando di disco, tour e percorso musicale.

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Il nuovo aggiornamento della popolare applicazione FaceAPP consente di applicare un filtro che trasforma i selfie caricati nella versione più anziana dei protagonisti. Inutile dire che la scena rap ha colto la palla al balzo per ingannare la noia estiva in cui è impantanata, e una cascata di ritratti di Dorian Gray della scena italiana si è riversata sul feed di Instagram. Ne abbiamo approfittato anche noi, sfruttando l’occasione per domandarci  “cosa resterà di questi anni dieci”, che fine faranno la maggior parte dei grandi nomi del rap game italiano di oggi tra quarant’anni.

Eccovi quindi qui le idee che si è fatta nostra redazione e che nessuno ci ha chiesto. Salite sulla nostra Delorean, allacciatevi le cinture e preparatevi al decollo. SIGLA!

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