Autore: Cristiano Prataviera

Cristiano, 22 anni, do voce alla mia decennale passione per il rap e tutto quello che ci gira attorno. Laureato in Economia, mi sono trasferito da poco a Milano per frequentare il Master in Marketing e Comunicazione della Bocconi e iniziare ad approcciarmi al mondo del mercato discografico.

Young Thug è, ormai da anni, uno dei volti di riferimento della scena mondiale: è stato uno dei primi a far incazzare i puristi per il suo stile rivoluzionario, estetico e totalmente fuori da ogni concezione di rap conosciuta fino al momento in cui il classe ’91 di Atlanta non ha cominciato a scalare le classifiche, affermandosi come un guru per un’intera generazione di nuovi talenti e dettando i canoni di quello che molti, oggi, definiscono – in modo dispregiativo ed estremamente limitativo – mumble rap.

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Gemitaiz è senza alcun dubbio uno dei rapper più importanti e allo stesso tempo controversi dell’ultimo decennio abbondante. Messo sotto i riflettori del rap romano grazie ai lavori rilasciati insieme a Canesecco ai tempi dell’Xtreame Team, Gemitaiz ha conquistato a suon di progetti una delle fanbase più vaste dell’intero panorama italiano, affiancato a partire dal 2009 dalla sua storica controparte artistica, Madman. I due da quel momento diventeranno una delle coppie più iconiche del rap italiano, e daranno il loro importantissimo contributo per dare al genere l’ultima spinta verso il mainstream.

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Il 2014 è probabilmente uno degli anni di svolta per il rap tricolore, perché se da un lato entrava nella fase finale della sua commercializzazione con lavori come Kepler e il terzo capitolo del Machete Mixtape – processo che si concluderà definitivamente grazie all’esplosione della trap che in quei mesi iniziava a muovere i primissimi passi – dall’altro è stato un anno che ha accolto anche diversi lavori dei maggiori esponenti della scena underground, tra artisti storici come E-Green e Mistaman e rapper già affermati nella scena come Ensi e Johnny Marsiglia.

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Nell’intervista rilasciataci qualche giorno prima dell’uscita dell’album Gianni Bismark ci racconta di come abbia iniziato a lavorare a Nati Diversi subito dopo l’uscita di Re Senza Corona, e di come questo nuovo progetto segua il percorso artistico iniziato da quello che si è affermato come uno dei migliori album del 2019, riprendendone il filone narrativo che ha in Gianni Bismark stesso e nell’ambiente che lo circonda le sue colonne portanti.

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