Autore: Gabriele Pettinà

Quello di Ketama126 è un percorso musicale davvero notevole che l’ha portato da 10 Pezzi, il suo primo progetto, alla realizzazione di Kety, il suo primo album sotto contratto di Sony. A metà strada tra questi lavori troviamo Oh Madonna, l’album che l’ha lanciato a tutti gli effetti nel panorama della scena rap italiana.

Siamo a giugno dell’estate 2017: Polaroid di Carl Brave e Franco126 è uscito da appena un mese e l’Italia sta impazzendo. Chi ha conosciuto la Love Gang con quell’album e pensava che il collettivo fosse improntato solo quel tipo di mood nettamente più spensierato si sbagliava di grosso: ecco che il 6 giugno esce “Oh Madonna” di Ketama126. Se Polaroid narra di una Roma a tratti allegra e a tratti malinconica seguendo un’impostazione sicuramente più cantautorale, Oh Madonna lo fa con una vera e propria trappata vecchio stile, diremmo ormai.

“Ho una carbonara al polso

Un un fiocco di neve al collo”

Così si apre il disco e non potrebbe esserci preludio migliore per far capire all’ascoltatore a cosa sta andando incontro. Siamo nel 2017 e la trap in Italia è appena spopolata: Ketama lascia subito intendere il suo modus flexandi intriso della romanità che lo contraddistingue paragonando il giallo della carbonara a quello di un orologio d’oro.

Come testimoniano tracce come Giuro su Dio piuttosto che Pantani, quest’album è un vero e proprio manifesto della trap fatta come si deve: un racconto senza peli sulla lingua della strada quella vera, quella vissuta, su un tappeto sonoro carico di 808 che a tratti distruggono l’impianto. Oh Madonna è un album che non spicca certamente per contenuti di spessore, ma che lascia sicuramente un forte impatto emotivo. È infatti costante la sensazione di disagio che il rapper cerca di trasmettere all’ascoltatore e che raggiunge il picco in Triste, in collaborazione col compagno di cuffiette Franco126, nella quale sprigiona tutta la sua angoscia.

Brani come Piccolo Kety o Lacoste, invece, portano una ventata d’aria fresca che serve a spezzare il ritmo del disco quando diventa troppo cupo, sebbene anche in questi casi ritorni sempre, anche se in modo più velato, il senso di angoscia citato poco fa. Questo filo conduttore è da  rintracciare anche nei beat, i quali sono stati curati, oltre che da Ketama stesso, dai produttori targati Love Gang, ovvero Drone126 e Nino Brown.

Oh Madonna si rivela essere quindi un album solido, il cui punto di forza risiede nell’essere essere variegato nell’insieme per quanto riguarda flow e produzioni ma che allo stesso tempo riesce a rimanere omogeneo nelle vibes che questo che trasmette, inserendosi perfettamente in un nuovo contesto musicale apparentemente tanto frivolo quanto profondo come quello della trap italiana, alla quale ha insegnato che fare questo tipo di musica non è solo una gara a chi dimostra di avere più soldi.

“Piccolo Kety non vogliono che tu vinca”. E invece, il Piccolo Kety sta vincendo.

Il viaggio che ha portato alla realizzazione di Eternal Atake, il nuovo album di Lil Uzi Vert uscito il 6 marzo 2020, è stato una vera e propria Odissea, un lungo percorso dove il mito intorno al disco è parte integrante della caratura del prodotto finale. Questo disco dai contorni mistici, tra i lavori più attesi dell’ultimo biennio per quanto riguarda la musica rap mondiale, è stato concepito come un nuovo punto cardine nella carriera del rapper: c’è un Lil Uzi Vert prima di  Eternal Atake e uno dopo. La differenza? Il totale dispiegamento dei propri poteri.

Continua a leggere

Venerdì 17 uscirà Merce Funebre, il primo album di Tutti Fenomeni. Cosa bisogna aspettarsi da questo progetto? Beh, questa è una domanda da un milione di dollari. Anzi, da un miliardo.

Tutti Fenomeni (per chi non lo sapesse è un artista solo) inizia il suo percorso musicale con la pubblicazione di alcuni brani su SoundCloud. La prima fase consistente della sua musica è, però, quella contemporanea all’uscita del TauroTape1 dei Tauro Boys, in cui compare numerose volte. I suoi testi si fanno subito notare, e le sue strofe diventano presto culto tra gli ascoltatori di rap un po’ più ricercato. Un esempio è sicuramente la sua strofa considerata ormai leggendaria in B0ndage (non presente però nel TT1).

Successivamente il suo stile evolve ulteriormente, o meglio, inizia a prendere una linea stilistica più determinata, fino ad arrivare al suo ultimo singolo Qualcuno che si esplode.

Il nome di Tutti Fenomeni è stato spesso affiancato a quello di Franco Battiato; può sembrare un paragone un po’ troppo azzardato, ma in realtà, se si fa attenzione ad analizzarli nel proprio contesto temporale e musicale, sono molte le analogie tra i due. Innanzitutto più che rap, quello di Tutti Fenomeni ricorda il primo Battiato: un pop rivisitato in maniera colta e raffinata contaminato da più stili musicali, che siano essi più tendenti al jazz come ad esempio in Modigliani Ultras o più all’elettronica come nel caso di Troppa vendetta. Ma i due artisti si somigliano ancora di più sul piano dei testi. Questi risultano essere infatti, in entrambi i casi, molto criptici, inusuali e di carattere citazionista, con numerosi riferimenti polemici rivolti alla nostra società.

Pochi giorni fa è stata pubblicata la tracklist ufficiale dell’album, che sarà interamente prodotto da Niccolò Contessa.

Tutti Fenomeni ci ha abituati in questi anni a innumerevoli riferimenti culturali di ogni tipo. Dalla citazione del primo verso dell’Iliade in Qualcuno che si esplode alla rivisitazione de Rondo Alla Turca di Mozart nel beat di Trauermarsch, passando per Valori aggiunti in cui cita Pyrex (sì, quello dello Dark) prima di inginocchiarsi di fronte alla tomba di Giacomo Leopardi.

Leggendo i titoli dei brani dell’album, e tenendo in considerazione gli ultimi pezzi pubblicati, possiamo quindi aspettarci un progetto super innovativo nel panorama della musica italiana, in un mix di critica, pazzia e cultura che sembra aver trovato il giusto contenitore nelle strumentali di Contessa.

Per la nuova puntata di Discovery Album nuova tappa in America per parlare di Lil Uzi Vert vs The World, il secondo progetto ufficiale datato 2016 del nanetto più famoso di Philadelphia. Per capire la potenza di questo progetto è sufficiente pensare al fatto che, prima della sua pubblicazione, Lil Uzi Vert fosse praticamente un Signor Nessuno; con sole 9 tracce e per giunta senza featuring è riuscito a catapultarsi nel mainstream arrivando oggi ad avere tra le mani uno degli album più attesi di sempre nel mondo del rap.

Continua a leggere

Dopo quasi due anni dalla pubblicazione del Cozy Tapes Vol. II, l’A$AP Mob sta finalmente tornando. La Mob è il collettivo nato a New York ormai nel 2006 di cui fanno parte, tra gli altri, A$AP Rocky e A$AP Ferg, oltre che una grande pletora di rapper, producer, fashion designer e direttori di videoclip.
A darci la notizia è A$AP Ant, membro del collettivo sopracitato, il quale ha twittato poche settimane fa l’arrivo del terzo volume della saga dei Cozy Tapes.

Continua a leggere

Seguici