Autore: Matteo Carena

Ho vent'anni, studio psicologia e vado matto per la corrente cyberpunk. Nel tempo libero arricchisco la mia cultura leggendo, andando al cinema e ascoltando più musica possibile. Ho anche una certa passione per il calcio e la pallacanestro, ma il Milan e gli Oklahoma City Thunder, per mia sfortuna, non sono esattamente al top ora come ora.

Nonostante sia passato circa un anno e mezzo dalla dipartita di Mac Miller, pseudonimo di Malcolm McCormick, la sua stella continua tuttora a brillare. L’album postumo Circles – del quale abbiamo scritto la recensione – è sicuramente uno dei migliori progetti usciti in questo complesso 2020.
La carriera di Mac si è impennata grazie al mixtape Best Day Ever, che esamineremo oggi nella nuova puntata del “Discovery Album”.

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After Hours, ultima fatica di Abel Tesfaye, in arte The Weeknd, era sicuramente uno degli album più attesi del 2020. Il cantante canadese era a secco da due anni ormai, quando l’EP My Dear Melancholy colpì pubblico e critica grazie alle sue atmosfere cupe e malinconiche, che rimandavano ai fasti della Trilogy.
I primi tre estratti del nuovo progetto – Heartless, Blinding Lights e After Hours – hanno riscosso un ottimo successo, alimentando la fiamma della curiosità verso l’imminente disco.
Perciò, sono state rispettate le sempre più alte aspettative?
Si può rispondere già ora: sì, eccome. Perché, con buona probabilità, ci troviamo di fronte al lavoro più maturo, curato e personale che The Weeknd abbia mai composto.

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Descrivere Heaven Or Hell, il primo album di Don Toliver, potrebbe sembrare un gioco da ragazzi. Ad un primo ascolto, magari poco attento, si rischierebbe di giungere ad una conclusione sbrigativa e superficiale, giudicando il rapper di Houston come una versione 2.0 del mentore Travis Scott. In realtà non è così: Toliver ha creato Heaven Or Hell a sua immagine e somiglianza.

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La scorsa settimana è uscito YHLQMDLG (acronimo di Yo Hago Lo Que Me Da La Gana), secondo album solista del rapper e cantante portoricano Bad Bunny, nome d’arte di Benito Martínez. Dopo i successi – ben contornati dall’ottimo responso della critica – di X100PRE e Oasis (quest’ultimo in collaborazione con J Balvin), sarà riuscito il Conejo Malo a ripetersi ancora una volta?

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