• Il Rap È Poesia? L’Esperto Risponde

    Il Rap È Poesia? L’Esperto Risponde

    Quante volte, discutendo di rap italiano, siamo stati tentati di definire il nostro idolo “un poeta“? Quanto spesso abbiamo visto accostare queste due discipline artistiche, spesso sulla base del malinteso che la stessa parola “rap” nasca come un acronimo dell’espressione “rhytm and poetry” (“ritmo e poesia“)? La risposta, in un caso e nell’altro, è senza dubbio “innumerevoli“. Ma, da un punto di vista strettamente lirico questa equiparazione è davvero possibile? In altre parole, il rap è poesia?

    Per chiarirci una volta per tutte le idee al riguardo, abbiamo sottoposto la questione ad un giovane esperto del settore: Paolo Di Nicola, direttore editoriale della rivista culturale “Il Fuco” e laureando in Lettere Moderne presso l’Università di Siena. Di seguito trovate la sua prospettiva.

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    Immaginate di unire le sonorità della musica country a quelle della trap: probabilmente ne uscirebbe una canzone che parla di cowboy col cappello di Gucci che bevono lean sul proprio trattore. E questo è esattamente ciò che è successo con “Old Town Road”, il brano di Lil Nas X che sta attualmente dominando tutte le classifiche.

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  • 5 rapper sui quali puntare secondo Sgamo

5 rapper sui quali puntare secondo Sgamo

Una delle espressioni più frequenti tra i rapper è “Questo sarà il mio anno”, alludendo a grandi progetti in cantiere o a mosse di marketing tali da far emergere/confermare un artista nel rap game. Alcuni ci riescono, altri tradiscono le aspettative, altri ancora si approcciano per la prima volta in questa nuova dimensione cercando di dimostrare le proprie qualità al grande pubblico. La storia però ci insegna che un elemento fondamentale per emergere in questa scena rap così fitta e trafficata è la “spinta” di artisti già rinomati, i quali notano nelle giovani leve delle qualità uniche e determinanti tanto da promuoverli e puntare su di loro facendo quasi da garanti.

Oggi abbiamo chiesto a Sgamo quali fossero secondo lui i 5 rapper emergenti più caldi su cui puntare in questo 2019.

Per chi ancora non lo conoscesse, Alessandro “Sgamo” Nuzzo nasce in Puglia nel 1990 e da una decina d’anni è parte integrante della scena rap. Al momento è una delle figure più in voga nei party trap/hip hop di tutta Italia, tanto da posizionarsi 1° nella classifica ‘Trap’ di Mixcloud con il suo mixtape e pubblicare successivamente il primo EP in esclusiva per redbull.com.

Il 2016 è l’anno della consacrazione per Sgamo: per la prima volta infatti il suo dj set approda anche all’estero facendo tappa a Londra, Amsterdam e Parigi. Nel 2018 prosegue collaborando con brand internazionali come Jordan, New Era, Foot Locker e Nike condividendo gli stage con dj e rapper del calibro di  Skepta, Sfera Ebbasta, Rvssian, Noyz Narcos, Guè Pequeno, Dark Polo Gang, Tedua e molti altri.

Sgamo

Al momento Sgamo è dj resident di Uptown al Volt (club milanese che non ha bisogno di presentazioni) e lo scorso anno Big Fish lo ha inserito nella scuderia di Doner Music, divenendone manager ed editore. Il suo primo lavoro sotto la supervisione di Fish è il remix di Cupido di Sfera Ebbasta, divenuto immediatamente virale nei club di tutta Italia pur non essendo mai stata fatta una release ufficiale.

Dopo averlo introdotto, gli cediamo il posto così da presentarci la sua Top 5 dei rapper su chi puntare quest’anno.

“Se mi avessero detto di scegliere qualcuno su cui puntare tutti i miei risparmi nel 2018 avrei lanciato un sasso nel mare con tutto il mio budget e ci avrei scritto sopra il nome di Ketama126, Tauro Boys e Mose Cov. Evidentemente qualcuno avrà avuto la mia stessa idea, tant’è che i primi due sono in tour e non si fermano da quando sono usciti i loro dischi e il terzo è praticamente su tutti i magazine più importanti dello stivale.

Sul 2019 ho qualche dubbio, la trap italiana accusa il colpo di essere un genere musicale “inventato” a tavolino senza basi solide e ritornano sempre più pressanti le liriche piene di storytelling parallelamente alle schitarrate emo. Se dovessi scegliere degli emergenti da tenere d’occhio tirerei fuori dal mazzo questi 5 giovani“:

K BEEZY 28
K BEEZY 28 è un rapper classe ’95 di Milano ed è da un mesetto il mio preferito in assoluto. Un po’ Chief Keef, un po’ Tedua, insieme ai suoi producer La Noyee 28 e KC ha cacciato fuori un disco di 28 tracce che non riesco a smettere di ascoltare. Un’ora di neologismi, autotune e beat fatti col compasso che dicono tutto quello che mi va di sentire.

Primavera, la mia traccia preferita, non è in quest’album ma ve la lascio qui sotto, così ve ne innamorate anche voi.

TALBOT
Arriva da Catania, ha 23 anni ed è freschissimo. Conosciuto artisticamente grazie ai suoi show insieme al dj/producer Rickie Snice allo 095hotline – che per chi non lo sapesse è il party più caldo d’Italia – Talbot ha all’attivo un album curato e direzionato dal suo collettivo Woorap Industries. All’interno troviamo tracce ben armonizzate e facili da ascoltare.

Per quanto riguarda il fattore visual, il loro ultimo video è un mini capolavoro da non perdere assolutamente.

KNOWPMW
Knowpmw è l’artista che serviva a Milano. Non so se è merito della sua lingua inventata, della supervisione artistica di Peppe Amore o delle skills del suo videomaker Enrico Maspero, ma l’immaginario che i ragazzi hanno creato buca letteralmente lo schermo: un mumble rap mixato alle chitarre che piacciono tanto ai 2000s.

Seguiteli se volete vederci chiaro sulla cosa più fresh d’Italia al momento: se n’è accorto persino Ghali, propsandolo in una story in cui se la cantava e se la ballava.

LA NIÑA
Ok, ormai anche in Italia il rap femminile è una thing. Tra dissing, chiappe volanti e produzioni al top sono diversi i video delle rapper nostrane che hanno spopolato su YouTube. LA NIÑA arriva da Napoli e l’ho scoperta nel 2016 con Vulkaan, singolo degli Yombe che ancora oggi è una delle mie band preferite. Nella sua musica il rap ha un flow nostalgico e strizza l’occhio ai mezzitempi che piacciono un po’ a tutti.

In Anni90 si prende poco sul serio, ma fa molto sul serio.

NASKA
Nato nel ’97 a Civitanova Marche, arriva a Milano non appena finito il liceo ed oggi è a lavoro per Sony Music a stretto contatto con Big Fish e Jake La Furia. Diego è a tutti gli effetti il portavoce più autentico del filone emo trap in Italia, aiutato dal suo amico D.O.D. che lo accompagna in questa avventura servendogli arpeggi e batterie ispirate dai classici punk/rock degli anni 2000.

“Dormi” è la voce della gelosia, dell’insicurezza e della fiducia. Se sei rimasto sveglio anche solo una notte ad aspettare qualcuno o se semplicemente non hai mai visto l’Indonesia ti consiglio di guardare questo video.

Mani su per questi ragazzi che secondo me spingono tantissimo, il 2019 è appena iniziato e spero possa andare alla grande per loro. Detto questo è inutile fare finta che non esistano già fenomeni nazionali come Massimo Pericolo e Sxrrxwland, giustamente già endorsati da tutti i magazine del settore e quindi superfluo citarli.

Piuttosto, se è vero che gli ultimi saranno i primi, vi lascio con la vera one-man-band da scoprire assolutamente, il figliol prodigo in arrivo da Taranto: SickSubPark.

Sperando vi sia piaciuta la top five di Sgamo, che ringraziamo per il tempo e la disponibilità, non vi resta che dare anche solo un’occhiata a questi baldi giovani di cui al momento ancora in pochi ne parlano, ma che potreste ritrovarveli nelle cuffiette da un giorno all’altro senza preavviso. Poi non dite che non ve l’avevamo detto!

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Riccardo Rochira

Riccardo Rochira

Penso sia troppo presto per scrivere la mia biografia.

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