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Verrà Aletheia e avrà i tuoi occhi: Izi presenta il suo nuovo album

Grazie ad Island Records abbiamo potuto assistere all’Aletheia Experience, l’evento di presentazione del nuovo disco di Izi. L’album, ad oggi è stato anticipato da due singoli ufficiali (“Fumo da Solo” e “Dammi un Motivo”),  segna il ritorno del rapper sulla scena. Un ritorno che ha il sapore di reboot della sua personalità pubblica, sancito dal cambio di etichetta e dall’aura di silenzio e riflessione che l’artista ha ostinatamente ricercato nell’ultimo biennio.

Quando questo silenzio stava per farsi opprimente però, ecco arrivare la ricompensa al termine di una lunga attesa: sembra proprio che questa volta il Bimbo Magico abbia deciso di fare le cose in grande.

La maggioranza dei suoi estimatori avrà modo di scoprilo solo il prossimo venerdì. Noi lo abbiamo capito nel momento in cui, invece che nella solita conferenza stampa a base di sbadigli e gadget in similplastica, ci siamo trovati catapultati nel buio di un’esperienza immersiva organizzata in un ambiente ad hoc, un viaggio attraverso le emozioni e le influenze di Diego Germini, fino all’epicentro della sua vena creativa.

Ne siamo usciti con la convinzione  che il concept intorno al quale l’intero progetto di Izi  si impernia possa riassumersi in una sola parola: RIVELAZIONE.

Quella del suo autore, naturalmente, ma anche e soprattutto quella dell’ascoltatore.

Perchè in una scena in cui artisti e addetti ai lavori si affannano a rincorrere i gusti del pubblico, nel mondo del “too big to fail“, delle ricerche di mercato e degli user test, Izi incita il suo pubblico ad un impegno di segno opposto.  Per essere apprezzato in pieno, “Aletheia” richiede un allineamento allo stesso piano astrale in cui il rapper di Cogoleto si trova ora, lo sforzo (non sempre facile, non sempre immediato)  di avvicinarsi alla sua sensibilità, mai così obliqua, notturna e apparentemente indecifrabile.

Sono le parole di un antagonista di Adventure Time quelle che il nostro sembra sussurrare all’orecchio dell’ascoltatore sulla soglia della sua ultima fatica:

“Ora entrerai nel mondo della mia mente, dove ti mostrerò alcuni aspetti di te stesso di cui non sei ancora pienamente a conoscenza”

Definito dallo stesso autore “l’inizio della mia esplosione interna, della mia manifestazione”, “Aletheia” è  dunque un libro da decrittare, un tentativo di cartografare l’Es più recondito tramite un lungo esercizio di autoanalisi, compiuta su due fronti.

Da un lato abbiamo l’ epifania inconscia, così improvvisa, violenta e incontrollabile. Dall’altro l’esplorazione cosciente, sviluppata mediante lo studio del sacro e del filosofico, alla ricerca spasmodica di una chiave di lettura del proprio Io, unica vera via per ottenere la pace.

Izi ricerca con il suo pubblico una comunione profonda di sentire, animata da quello che appare come il genuino intento di trovare insieme a chi sta dall’altra parte del microfono una via per migliorare sè stessi. È questo il background celato dietro l’imperante simbologia dell’occhio, evidente fin dalla copertina del disco, da millenni considerato in molte tradizioni la chiave di accesso alll’anima. Proprio tramite quest’occhio si entra in “Aletheia”, non soltanto un progetto discografico, ma vero e proprio simulacro del complesso labirinto interiore di Diego.

Ma come il rapper, anche chi è all’ascolto dell’album deve essere disposto ad uscire dal proprio guscio. E quale luogo più evocativo per risvegliare la coscienza sopita del decadente ospedale psichiatrico allestito sul set dell’Aletheia Experience?

Richiamando la tradizione letteraria e cinematografica degli esperimenti volti all’esplorazione (e all’alterazione) della psiche, siamo stati calati nei panni di osservatori/pazienti, e come tali sottoposti ad un’autentica aggressione sensoriale: prima tramite la visione di una clip del film “Il pianeta Verde”, ed in seguito con la stessa voce registrata di Izi che, tramite le parole di Baudelaire, Calvino, Robin Williams, Bukowski e molti altri,  ammoniva i presenti sull’importanza della follia, scintilla e porta d’accesso al risveglio personale.

La follia – questa sembra il messaggio dell’evento – non va respinta ma accolta, è una conditio sine qua non per sciogliersi dal senso di smarrimento e torpore che attanaglia la Generazione Y. Per questo motivo, quale ultimo atto di questo cammino iniziatico, è stata somministrata a noi cavie la cura ultima per la nostra miopia musicale. In una stanza totalmente buia ecco che finalmente abbiamo proceduto all’atmosferico ascolto di alcuni brani di “Aletheia”, sul cui contenuto il sipario sarà alzato a tempo debito.

Per ora dobbiamo lasciarvi con una domanda, la stessa che Izi rivolge da giorni al pubblico di tutt’Italia:

“Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?”

Non è solo un modo per inserire il proprio percorso nel solco della grande tradizione cantautorale ligure,  è il mantra che anticipa l’album e riassume tutto il viaggio del suo autore, un viaggio che probabilmente è iniziato molto più di due anni fa. Forse il punto di partenza risale ad ancora prima di emergere, prima di “Zeta” e “Julian Ross”, da quando non era altro che il Bimbo Magico di “Macchie di Rorschach” e “Kidnapped Mixtape”.

Pur senza aver raggiunto l’illuminazione auspicata dall’Aletheia Experience, possiamo serenamente concludere che abbiamo già preso la nostra decisione.

Scegliamo di credere in Diego ancora una volta.

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Nicola Los Simonutti

Nicola Los Simonutti

Born and Raised nelle periferie della Brianza. Da anni mi cibo di musica Rap e pallacanestro, con una passione smodata per la Dogo Gang e i Boston Celtics. Durante il giorno frequento l' Università di Scienze della Comunicazione a Bergamo.

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