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Un rapper cresciuto nel mito di De André: Bresh vuole giocare la Champions League

Se la Zona4Gang fosse una squadra di calcio sarebbe sicuramente il Milan. Se Bresh fosse un calciatore sarebbe sicuramente Patrick Cutrone.

A primo impatto sembrerebbe un paragone tanto assurdo quanto improbabile, ma soffermatevi un attimo sui dettagli di questo parallelismo: in comune l’amore per la maglia che indossano e per il mestiere che fanno, l’umiltà con la quale si allenano a testa bassa il triplo dei compagni quotidianamente pur di affermarsi nei rispettivi ruoli – in un campo da calcio come in uno studio di registrazione – la sana aggressività che li contraddistingue in ogni prova, la giovanissima età e, cosa più importante, il talento. Lo stesso talento che, però, se non viene costantemente stimolato e spronato può dissolversi nella confusione di un’epoca, tanto musicale quanto calcistica, basata sulla fruizione usa e getta, ricadendo così nel baratro iniziale.

Con questo singolare paragone oggi cercherò di guidarvi alla scoperta di un rapper che, a mio parere, possiede le stesse doti tecniche e morali del giovane centravanti rossonero, con un carattere ed una squad pronti a supportarlo.

Bresh è un rapper classe ’96 di Bogliasco

Al secolo Andrea Brasi, classe ’96, Bresh nasce a Bogliasco, piccolo comune di 5000 anime nell’area metropolitana di Genova, dove vive fino al termine degli studi. Il primo approccio al rap, quasi involontario, lo ha intorno ai 14 anni grazie a Fabri Fibra (tanto per cambiare) ed è proprio da qui che inizia il nostro viaggio.

Bresh, durante l’ascolto di Tradimento, viene letteralmente stregato dalle rime del Fibroga ma soprattutto ha quell’intuizione che distingue un tenace da una persona comune: mettersi in gioco. Dopo qualche tempo infatti, ancora pervaso dalla sensazionale scoperta di questo fitto e complicato mondo (all’epoca), inizia a frequentare uno studio di registrazione che presto si rivelerà l’ormai noto Studio Ostile – dimora dei primi progetti di Izi, Tedua, Vaz Tè, Cromo e tanti altri – dove, per l’appunto, inizia a frequentare i suddetti artisti, all’epoca perfetti sconosciuti, dove instaura un rapporto di amicizia aldilà del luogo/ceto sociale/cultura di provenienza, basato sostanzialmente sull’amore per il rap e sul rispetto reciproco.

 

“Durante le sessioni di studio pomeridiane ci si conosce, ci si capisce, e data l’unione che c’è tra tutti noi in questo momento sono convinto che il lato personale e umano sia stato fondamentale nell’averci resi quelli che siamo. Io da Bogliasco, Vaz Tè da Palmaro, Tedua e Izi da Cogoleto, Disme da La Spezia, Nader da Molassana, lì ci siamo conosciuti e siamo subito diventati quasi una compagnia.” spiega Bresh in un’intervista per Noisey.

parte dei membri di Drilliguria

Si tratta della forma primordiale di ciò che in seguito assumerà il nome di Drilliguria. Un’unione di soli rappers e producers genovesi che hanno in comune questa spasmodica passione spesso influenzata da fattori apparentemente opposti, come il cantautorato genovese ed il drill di Chicago, ma che fondendosi crea una perfetta armonia riproposta nelle strofe di Tedua, Bresh, Izi, Vaz Tè, Nader ed Ill Rave, i quali raccontano chirurgicamente l’ambiente in cui vivono, le difficoltà dei quartieri periferici, le condizioni spesso disumane a cui sono obbligati ad assistere ma anche lo spirito di condivisione, il senso di appartenenza alla propria città e alla propria gente, il buon senso nell’essere consapevoli degli enormi risultati ottenuti pur rimanendo attraccati alle origini. Il tutto narrato con uno storytelling degno di un film di Spike Lee.

Dalle teorie, però, bisogna passare ai fatti e Bresh di certo non aspetta. In contemporanea ai primi lavori dei sopracitati artisti, anche il nostro protagonista si rimbocca le maniche, pubblicando a soli 17 anni ben due mixtape; era il 2013, Bresh era in una fase artistica embrionale ma aveva già ben chiare le idee sin dal primo giorno. Pubblica Cambiamenti Mixtape – in collaborazione con Gughi P (oggi noto come G Pillola) – e Cosa Vogliamo Fare Mixtape da solista, dove troviamo all’interno anche Tedua e Vaz Tè. Ovviamente le lyrics e l’approccio al microfono hanno quel retrogusto acerbo, ma sin da subito si può notare la determinazione e la caparbietà del rapper genovese nel confrontarsi con un panorama nuovo, sconosciuto, del quale però è del tutto invaghito.

Poi è la volta di Milano, nel 2016, tappa fondamentale per la formamentis di Bresh. Inizia mantenendosi con diversi lavoretti, ma l’obiettivo principale rimane uno solo. Il vero punto di svolta è dato dalla convivenza con Tedua e Rkomi e dall’incontro con Falco e Ciccio, con i quali decide di fondare la Zona4Gang. Zero pretese, zero secondi fini, solo la grande voglia di cominciare a far musica seriamente. In contemporanea all’exploit dei due colleghi/amici però – Tedua con Orange County e Rkomi con Daisen Sollen – Bresh continua il suo percorso sotto traccia, guadagnandosi ogni piccola cosa con sacrificio e dedizione, senza facili scorciatoie o false illusioni.

Pubblica prima Prestigio e poi Ande feat. Tedua, ad oggi la traccia di maggior successo, catalizzando l’attenzione degli osservatori su di se e dimostrando versatilità, adattamento alle produzioni e tanta voglia di raccontare il suo vissuto ed il suo presente, lontano da casa per inseguire un sogno.

“Il mondo me lo sono fatto io, fatto mio / Ho fatto tanto per lo spazio mio, spazio io” dice Bresh in Gazza Ladra, riassumendo in rima il suo percorso artistico e personale.

Ad oggi il progetto più importante a cui ha partecipato Bresh è indubbiamente Amici Miei Mixtape, pubblicato il 9 maggio 2017, il quale coinvolge l’intero movimento Drilliguria ed ha un concept talmente intimo quasi da non risultare a primo acchito un progetto ufficiale ma un lavoro home made, partendo dal nome – chiaro riferimento al celebre film di Monicelli – e finendo ai contenuti, ai testi, alle interpretazioni ed alla spontaneità con cui è stato partorito questo mixtape. D’altronde ciò che contraddistingue la scena genovese nel panorama rap attuale è proprio la genuinità contenuta nelle barre di ogni singolo artista ligure, consapevole delle potenzialità ma al contempo cementato coi piedi per terra.

Proprio questa continua dialettica tra l’ambire e il raggiungere, tra il sognare e il realizzare, tra l’ostentare ed il voler restare umili, si fonda la scena genovese, orfana del grande cantautorato e in cerca di nuovi poeti che raccontino quei vicoli stretti del centro e quelle enormi e degradanti periferie.

copertina di Amici Miei Mixtape

“Sono venuto su cibandomi a pane e De Andrè / E’ come se c’hai cinque anni e apprezzi già il caffè” rima Bresh in Baghera, sottolineando il peso artistico che si porta in spalla ogni singolo artista genovese, inconsapevolmente ereditiero di una responsabilità enorme a chiunque.

Ciò, però, ha fatto si che questi scapestrati ragazzi di periferia crescessero con dei criteri e dei principi ben definiti, basati sul rispetto e sulla vita condivisa, ma soprattutto che coltivassero un’amore sfrenato per l’arte e per la musica nelle sue forme più pure.

Il percorso artistico di Bresh prosegue con la pubblicazione di altri singoli con video, Il Bar dei Miei – dove da prova delle sue doti da storyteller e riesce anche qui a dimostrare al pubblico l’intimità che mette in mostra in ogni singola traccia – Astronauti e Snake, pubblicata qualche giorno fa, dove invece esalta e mostra il suo lato più creativo e spensierato piuttosto che rielaborare i già collaudati flussi di coscienza.

Molti si chiedono che fine faranno, nel corso degli anni, queste entusiasmanti realtà di cui Bresh fa parte. A mio modesto giudizio, il progetto Drilliguria è un qualcosa destinato a rimanere intatto nell’ambra, Zona 4 è la squadra attuale dove il rapper ligure è in forza e vuole affermarsi come centravanti indiscusso, e Amici Miei rimarrà un felice ricordo del mixtape più genuino e intimo degli ultimi anni.

Da solista, invece, sarà inevitabile la pubblicazione di un disco ufficiale, per dimostrare le sue capacità senza la spinta di nessuno. Si allena dal 2013 per questo momento, ormai sempre più imminente. Si allena ogni giorno, duramente e con dedizione, sognando una maglia da titolare in Champions League.

Bresh e Tedua insieme live

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Riccardo Rochira

Riccardo Rochira

Penso sia troppo presto per scrivere la mia biografia.

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