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Cloud Rap e Dark Polo Gang: istruzioni per l’uso

Tipografia giapponese, video di stampo amatoriale, abbigliamento e riferimenti ad un’estetica totalmente inesplorata nel nostro Paese e nel nostro rap. Ecco come la Dark Polo Gang sta portando il Cloud Rap e la Vaporwave nel panorama musicale italiano.

Tralasciando la maggior parte dei discorsi rivolti alla Dark Polo Gang, metà dei quali sono inutili, noiosi e reiterati fino al vomito, l’onda di freschezza in ambito estetico, musicale e mediatico che portano ogni volta che la loro navicella spaziale decida di far parlare di sé è oggettiva. Freschezza, novità al potere, ancor prima della qualità effettiva che è un aspetto secondario per la loro visione (ingenua e spontanea) della propria produzione e della propria immagine.

I quattro rapper romani assieme al loro producer, Sick Luke

 

Ciò per cui la DPG è balzata agli onori della cronaca è stato il completo calarsi nella parte della musica che, ai tempi di Full Metal Dark Cavallini volevano proporre al pubblico: la Trap Music. Se il personaggio dei Fabri Fibra e dei Noyz Narcos di inizio carriera finiva quando il vinile smetteva di girare, la Dark Polo Gang non ha mai voluto (o saputo) smettere di rompere i freni a Caparezza con lo scardina-radici. Questa incapacità (voluta o non) di scindere il proprio io-artistico dall’io-reale ha creato non pochi problemi ai quattro rapper romani, vedi querelle-Bello Figo, ma ha anche amplificato la portata mediatica delle loro gesta. Un completo calarsi nella parte, dicevamo, una parte che, nell’Italia dove il concetto di Trap è stato trafugato e goffamente esplicato in milioni di salse, non poteva prescindere dal modello di credibilità che gli avi americani hanno sempre assegnato alla Trap. Spaccio, riciclo soldi sporchi attraverso la musica, gang, traphouse. Oggi il modello-trap (per quanto ancora si abbiano difficoltà di interpretazione sia dalla parte di chi ascolta sia dalla parte di chi canta) appare assimilato dal pubblico, e il collettivo romano sta già preparando la muta per rimanere saldi nel loro ruolo di trendsetters.

Copertina del prossimo singolo di Tony, Magazine

 

Artisti come Lil Peep, Bones e SuicideBoy$, in America, stanno uscendo piano piano dalla loro bolla di nicchia e pure in Italia stanno venendo sempre di più ricercati dagli affamati di “roba fresca”. Altri come Yung Lean sono ormai nella cerchia del mainstream. Parole come Vaporwave, Vaportrap, Cloud Rap Aesthetics cominciano ad arrivare sulla bocca degli appassionati, anche se, come nel caso della già trattata trap, la confusione domina.

In pieno spirito di buoni samaritani, ci sentiamo in dovere di fare chiarezza tra questi concetti, prima di razionalizzare la questione in chiave-DPG e prevedere le mosse della Gang più “odi et amo”-way del rap italiano.

Vaporwave

La matrice (più estetica e musicale che prettamente filosofica, a dire il vero) di questa nuova sensation, che poi andremo a definire sotto il larghissimo e vaporeo nome di Cloud Rap, è la Vaporwave Culture, immaginario culturale oltre che genere musicale da cui vari artisti rap hanno trafugato a man bassa concetti, estetica e suoni.

Cos’è la Vaporwave, vi chiederete ora.

Piccola postilla introduttiva: Gli anni ’10 del 2000 sono caratterizzati dall’incredibile velocità del progresso tecnologico, si hanno macchine operative sempre più piccole e costi sempre più elevati e, nonostante la crisi economica, la società ti impone di comprare determinate cose per poterti sentire accettato. In una parola: consumismo.

Un grido di battaglia e di voglia di ribellarsi si è alzato, dando così la nascita ad un nuovo genere musicale: la Vaporwave.
Il genere nasce grazie ad una branca di produttori musicali (Vektroid, James Ferraro, Chuck Person su tutti) che hanno voluto esprimere la loro critica verso la società moderna.

Copertina di un lavoro di Macintosh Plus, artista vaporwave

Musicalmente ha tutta la sua essenza nei sample e nei campionamenti di musica anni ’80 e ’90 di generi quali: Synthpop, Soft Pop, Smooth Jazz e colonne sonore di film Cyberpunk. La musica originale viene campionata, rallentata, effettata con riverberi, filtri ed equalizzazioni particolari per poter dare un feeling sonoro che rimanda alle musicassette e vinili.

La Vaporwave si ferma a questo? Ovviamente no. Il rimando al dispotismo presente in film come Blade Runner, Tron, Robocop e Rollerball significa criticare in chiave anni ’80 e ’90 il capitalismo, il consumismo e l’estetismo dell’era moderna; infatti tutte le peculiarità estetiche del genere hanno un significato ed uno scopo preciso.

Gli scenari paradisiaci presenti nelle cover di moltissimi album (hotel, spiagge tropicali, reception ecc) servono a dare un senso di pulito, di perfezione che nasconde il vero marcio della società. Posti del genere servono per far dimenticare alle persone i loro problemi, invogliandole ed inserendole in un ciclo consumistico senza fine. I simboli ed i kanji giapponesi riprendono, come detto prima, il tipico mondo cyberpunk: metropoli infinite governate da multinazionali ed agglomerati industriali. I colori spenti indicano la depressione e la distopia retro-futuristica industriale Cyberpunk, a questo si contrappone un forte uso di colori accesissimi (colori candidi come il bianco ed il rosa) che vogliono rimandare alla bellezza, ai mondi tropicali e alle luci dei neon che contraddistinguono gli scenari metropolitani. Le statue ed i busti di stampo classico, con pavimenti a scacchi e colonne greche, rimarcano senza ombra di dubbio l’estetismo a cui ogni persona è costantemente sottoposta ogni giorno dalla società. Si ricerca la perfezione come erano perfetti i busti greco-romani. Keyword per questo feeling figurativo: Aesthetics, spesso scritto a caratteri separati nel font tipico della Vaporwave. Figliol prodigo in campo rap di questa sensibilità artistica che trascende dalla musica e tocca le più disparate questioni è il genere di cui ora vi andremo a parlare: il Cloud Rap.

Yung Lean, esponente della cloud più noto al pubblico

 

Cloud Rap

Il cloud rap è spesso visto come l’espressione rap della vaporwave, ma quali sono le sue caratteristiche specifiche?
Sin dal primo ascolto, si può notare una preferenza per strumentali chill, dai ritmi mistici e sognanti, accompagnate da un flow lento e rilassato. I temi classici spaziano dalla riflessione sull’io, alla tristezza, alla malattia, fino a giungere al sogno, che forse è il concetto che più si avvicina a ciò che la Cloud vuole portare nelle orecchie degli ascoltatori.
Pioniere è stato Lil B, The Based God, anche se l’esponente internazionale più noto è Yung Lean. Spesso accostato al cloud rap è Asap Rocky, che ha collaborato, soprattutto ad inizio carriera, con Clams Casino, uno dei produttori più in voga in questo campo. Con temi più street, anche i francesi PNL possono ascriversi a questa categoria, idem i vari Bones, SuicideBoy$…

 

E in Italia?

In Italia, la Cloud è già una realtà senza che nessuno le abbia dato un nome. Cali, col preziosissimo aiuto del producer Aleaka, si è già cimentato con questo gioco, idem CoCo nel suo ultimo EP.

Quanto ci costa essere noi, ultimo EP di CoCo

Il Belpaese era però troppo impegnato, a maggio scorso, a definire la parola “trap” per preoccuparsi dell’incredibile novità sonora ed estetica che aveva portato il mixtape di WayneSucco di Zenzero, subito rubricato come lavoro trap alla stregua dei precedenti in casa DPG. Quest’ultimo lavoro aveva sì canzoni in pieno stile Dark, ma anche pezzi totalmente slegati dalla natura “trappara” come Gioco dell’Uva Passala.

La copertina di Succo di Zenzero è in pieno stile aesthetics, tra caratteri giapponesi, predominanza del viola e ambientazione posteriore alla figura dello Spezzacuori.

Quasi un anno dopo Succo di Zenzero, con un Dark Album in mezzo che aveva riavvicinato Wayne alla sua parte più gangster, la DPG si è ripresentata con Spezzacuori, singolo che ha fatto scoppiare il web per una serie di particolari non capiti, come la voluta amatorialità del video, girato con ben altri intenti rispetto ai più patinati e tecnici video a cui Alxssvndroman (videomaker della DPG) ci ha abituato. Per il video di Spezzacuori, invece che affidarsi al solito regista, Wayne ha scelto la direzione di Paula Ling Yi Sun, già adoperatasi per video a rimando vaporwave.

Con Twins, nuovo mixtape di Wayne e Tony presto in uscita, potrebbe concretizzarsi la definitiva affermazione del Cloud Rap e dell’estetica Vaporwave, segnali che possono intravedersi dalla copertina pubblicata da Tony Effe riguardante il prossimo singolo, Magazine.

I fan della Cloud in Italia scaldano i motori, perché se la Trap avrà ancora qualche anno sulla cresta dell’onda, non ci sono ad oggi correnti che possano salire agli onori della cronaca quanto lo è il Cloud Rap.

La Dark Polo Gang potrebbe essere, ancora una volta, il grande catalizzatore mediatico che rivoluzionerà il modo in cui suona il rap in Italia.

A quel punto, si salvi chi può dalle fatidiche domande che inevitabilmente inonderanno i portali…

Ma il Cloud Rap è hip-hop?

 

 

(Grazie a Mattia Colombi e Savio de Vivo per l’aiuto)

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Michelangelo Arrigoni

Michelangelo Arrigoni

Responsabile della Redazione di Chiamarsi MC. Se abbiamo recensito male il disco del tuo artista preferito, devi incazzarti con me.

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