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Comunicare in modo efficiente sui social: dire poco e dirlo bene come Izi

Al giorno d’oggi i social network sono diventati uno strumento fondamentale e imprescindibile per un artista, ma esiste un metodo di utilizzo veramente efficiente? La lezione di Izi, all’insegna del Less is More.

Se tiri troppo la corda, la corda si spezza. Se esageri con le pubblicazioni, il pubblico si stanca. L’abbiamo visto e ne abbiamo già parlato con il disco di Quavo, spesso il “troppo” rischia di creare l’effetto opposto a quello desiderato, oltre che mettere in difficoltà l’artista stesso, che difficilmente riesce a pubblicare con frequenza sempre più assidua musica di qualità, il pubblico finisce col trovarsi davanti una quantità di materiale al quale non riesce a prestare la giusta attenzione e il giusto tempo, trasformando la musica in uno strumento usa e getta con ricambio settimanale.

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Fumo da solo, il video, fuori ora. Link in bio ??

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Quello di cui vogliamo parlare qui però non è la musica in sé, bensì le modalità e i canali di comunicazione usati dagli artisti (con focus sui social network) per promuovere i propri progetti o più in generale per rapportarsi con fan e mondo esterno. Partiamo da un concetto semplice: se sei un artista con buon seguito e con un certo numero di interazioni sui social, è certo che questo tipo strumento al giorno d’oggi sia un mezzo (se non il mezzo per eccellenza) di comunicazione ideale, difficile trovare siti internet di artisti che propongano funzioni elaborate, molto più facile trovare semplici schermate con le date dell’ultimo tour, con la sola copertina dell’ultimo disco oppure con il classico rimando alle pagine social.

Già, sempre lì si va a finire, e così i vari Facebook, Twitter e sopratutto Instagram sono diventati i nuovi luoghi di incontro virtuali artista / pubblico, spesso gestiti dagli artisti stessi e per questo ancora più apprezzati visto l’assenza di mediazione tra le due parti. Basta aprire la home di Instagram e boom, ci troviamo davanti agli occhi centinaia di esempi diversi di utilizzo dei social da parte di artisti diversi, la domanda che ci siamo posti è stata: qual è (se c’è) un metodo vincente per utilizzare questo mezzo di comunicazione?

Potremmo dire che le correnti di utilizzo, un po’ come per le scelte di pubblicazione, siano due: da una parte l’uso continuo e totale, il “mostrare sempre tutto”, dall’altra l’assenza, la scelta di mostrare l’essenziale. Ovviamente tutto ciò è relativo, ci sono artisti che si collocano a metà tra i due poli opposti, non ci sono leggi scritte e la comunicazione, per quanto sia estremamente importante, nel mondo della musica non è (ancora) tutto. Quello che possiamo fare noi è sbloccare lo schermo e farci un giro tra i vari profili dei nostri rapper preferiti andando a caccia di esempi da confrontare.

“Izi è morto” – semicit di un tormentone sempre più ingombrante dall’uscita dell’ultimo album Pizzicato, pubblicato nel maggio del 2017, circa un anno e mezzo fa. I seguaci social del rapper ligure in questo periodo di silenzio in effetti hanno avuto poco, qualche foto per ricordare al mondo la propria esistenza e qualche storia per ricordare che la musica sarebbe arrivata, prima o poi.

Tutto ciò fino all’arrivo dell’ultimo singolo Fumo da solo, anticipato da storie contenenti brevi anticipazioni del video, tutte curatissime dal punto di vista grafico e poi accompagnate da alcune foto pubblicate insieme ad alcuni pezzi del nuovo singolo. Strategia che si è mostrata subito vincente, portando in alto in breve tempo il nuovo brano, che ha trovato un largo apprezzamento da parte del pubblico. Brevi spezzoni del video arrivati come un fulmine a ciel sereno che hanno catalizzato immediatamente l’attenzione di tutto il mondo rap su questo nuovo progetto, senza per altro aggiungere informazioni rilevanti per quanto concerne il nuovo disco e quindi senza levare quel velo di mistero che aleggia all’interno del mondo del giovane artista.

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Horsing around #newalbum

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Di altri esempi se ne troverebbero a palate: Marracash ha pubblicato da giugno ad oggi una ventina di foto, tra le quali molte sono relative alla promozione della riedizione del primo omonino album, niente praticamente, qualche hashtag #nuovoalbum che ha infammato i fan e poco altro. Come Izi anche Marra oggi lascia poco di sé ai propri seguaci, se non quello quello che il pubblico dovrebbe volere da un artista (ma seguendo i propri tempi), non una formula fissa, ma un trend che va in netta contrapposizione al “tanto” proposto da altri artisti della scena. Usare poco i social ma usarli bene, sparire per riapparire e proporre nuova musica, svuotare i social per poi riempirli nel momento più importante della carriera di un artista, questa sembra una formula vincente, puntare su una comunicazione mirata ed essenziale, senza riempire la bacheca di cose irrilevanti dal punto di vista artistico.

Tutto questo non vuol dire che un uso esasperato di questo canale di comunicazione sia deleterio, vedere Fedez che gioca con il figlio o compra la sua nuova Lamborghini può farci innervosire ma è pane per i denti per i chiacchieroni da bar, “l’importante è che se ne parli” dice un saggio detto, ed è così che Guè Pequeno riesce a trasformare una palese gaffe in una delle strofe più forti dell’anno in Adios (dall’album Supereroe di Emis Killa), tutto sempre relativo e variabile. 

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Started from Rozzano now we’re here ???

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Da grandi poteri derivano grandi responsabilità e da grandi numeri (di follower) derivano grandi possibilità, comunicare sapendo che hai un grande pubblico all’ascolto è una grossa chance ma anche un grosso rischio, sono spariti i filtri nel bene e nel male, non c’è nemmeno più bisogno di trovarsi per discutere, né di un beat per dissarsi, basta un telefono e farsi una storia, con il rischio di effetto boomerang, puoi dire quello che vuoi e puoi dirlo nel modo che vuoi ma devi stare attento, perché a offendere qualcuno o a creare una situazione scomoda ci si mette un attimo e recuperare alla fine non è poi così facile e scontato.

Adottare una scelta comunicativa che opta verso una una minor presenza ma più mirata potrebbe essere la direzione vincente. Ripetiamo una formula fissa non esiste, esistono gli esempi e gli esempi ci dicono che il pubblico, per quanto sia assetato di nuova musica, comincia a stancarsi del troppo in troppo poco tempo, specie quando questo troppo non riesce a mantenere le aspettative, certo esagerare non è mai una buona idea (chiedetelo al buon Mezzosangue…).

Di certo, il flop di determinati progetti supportati da altrettanto fallaci campagne di comunicazione faranno ricredere buona parte degli artisti, prima orientati verso l’ubiquità social, oggi incuriositi dal sano mistero che determinati artisti padroneggiano perfettamente.

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