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Eminem contro tutti: tutti i dissing contenuti nel suo nuovo album, Kamikaze

L’uscita di Eminem con Kamikaze lo scorso venerdì ha lasciato tutti sgomenti; se non per la sorpresa ed il ritorno ad un’attitudine più vicina alle proprie origini, è stato grazie alle numerose frecciatine alla scena attuale. È doverosa una sintesi delle punchline più rilevanti e delle risposte dei diretti interessati.

Il rapper di Detroit ha attaccato moltissimi elementi della scena statunitense di oggi. Le offese più presenti nel progetto sono rivolte verso la scena dei cosiddetti “Mumble rappers”, ovverosia tutti coloro che tendono a sbiascicare le parole nei pezzi, opinabilmente in cerca di un risultato che vada oltre l’immediata comprensione del testo e renda l’aspetto musicale più curato.

L’attacco a questo maniera di fare rap, negli ultimi anni divenuta sempre più popolare, non è cosa nuova per Slim Shady, che già aveva attaccato la categoria senza fare nomi in Chloraseptic, contenuta in Revival; gli unici allora presi in causa erano i Migos, attraverso la barra “Bitch, I told you I’m a dog (woof)” che, priva di reale profondità di significato, fa il verso alla famosa hit Bad and Boujee degli artisti sopracitati.

Non contento, Eminem nella prima traccia del disco The Ringer inizia a lanciare frecciatine, nell’ordine, a 21 Savage, Lil YachtyMachine Gun KellyIggy AzaleaLil PumpLil Xan proprio per il loro approccio al genere musicale. Di seguito le barre incriminate, con le dovute traduzioni e spiegazioni:

A 21 Savage è diretto un semplice gioco di parole, con l’intento di menzionarlo.

Savage but ain’t thinkin’ ‘bout no bank account” (Crudele ma non penso a nessun conto in banca)

Il chiaro riferimento fatto è proprio alla famosa hit del rapper di Atlanta, Bank Account, tra le più popolari dell’artista. Più pesanti diventano gli interventi verso Lil Yachty:

“What the fuck half the shit is that you’re listenin’ to (Che cazzo è anche solo la metà di ciò che ascolti)
Do you have any idea how much I hate this choppy flow (Hai un’idea di quanto io odi questo flow saltellante)
Everyone copies though? Probably no (Che tutti copiano? Probabilmente no)
Get this fuckin’ audio out my Audi yo, adiós (Butta ‘sta fottuta musica fuori dalla mia Audi yo, adiòs)
I can see why people like Lil Yachty, but not me though (Capisco perché alla gente piace Lil Yachty, a me no però)
Not even dissin’, it just ain’t for me” (Non sto neanche dissando, soltanto non è roba per me)

Lil Yachty

Seppur affermando che non si tratti di un dissing, ma una semplice incapacità di apprezzare le tendenze odierne dell’hip-hop, l’aggressività nel testo è palpabile, specialmente a riguardo del flow “choppato” molto in voga ultimamente. E ancora, proprio rifacendosi al flow usato in Gucci Gang da Lil Pump, continua:

So finger-bang, chicken wang, MGK, Iggy ‘zae
Lil Pump, Lil Xan imitate Lil Wayne
I should aim at everybody in the game, pick a name (Dovrei puntare a tutti nella scena, dammi un nome)
I’m fed up with bein’ humble (Sono stufo di essere umile)

Eminem è stufo di essere umile e non litigare e dunque, complice la consapevolezza della propria abilità, è disposto ad attaccare chiunque, lamentando in particolare la scarsezza di originalità degli ultimi due menzionati che, a sua detta, si limitano a copiare Lil Wayne. Nel resto della traccia, inoltre, sono contenute varie menzioni a personaggi politici quali Donald Trump, ora chiamato “Agent Orange” in virtù del naturale colorito facciale che indubbiamente non passa inosservato, ed a coloro che hanno criticato il precedente disco Revival, tematica onnipresente in tutto Kamikaze.

Ciò che più è curioso notare è come tutti i mumble rappers menzionati non abbiano risposto, se non gioiosi semplicemente di essere stati menzionati da Eminem, come nel caso di Lil Xan. Al contrario, 6ix9ine ha pubblicato un video su Instagram, successivamente rimosso, in cui apparentemente dissava Eminem senza nemmeno essere stato nominato sopra il beat di Lose Yourself; trattasi ovviamente, conoscendo il personaggio, di un troll.

Quanto a Machine Gun Kelly, invece, gli attacchi non finiscono: nella traccia Not Alike è contenuta, oltre alla presa in giro del flow usato dai Migos per il ritornello di Bad and Boujee, la risposta al diss inesplicito di MGK nella traccia No Reason dall’ultimo disco di Tech N9ne, uscito a gennaio.

“But next time you don’t gotta use Tech N9ne (Ma la prossima volta non ti serve usare Tech N9ne)
If you wanna come at me with a sub, Machine Gun (Se vuoi venirmi addosso con una mitraglietta)
And I’m talkin’ to you, but you already know who the fuck you are, Kelly (E sto parlando con te, ma sai già chi cazzo sei, Kelly)
I don’t use sublims and sure as fuck don’t sneak-diss (Io non uso messaggi subliminali e sicuramente non disso da infame)
But keep commenting on my daughter Hailie” (Ma tu continua a fare commenti su mia figlia Hailie)

Le critiche qui mosse al rapper di Cleveland partono dall’origine dei loro screzi, il tweet in cui l’allora ventiduenne MGK si complimentava in modo, a discrezione di Mathers, offensivo con la figlia, ancora minorenne. Proseguono poi gli attacchi verso il modo scorretto che l’artista ha avuto di dissarlo dopo che Eminem lo ha bannato dalla propria stazione radio.

La risposta di MGK non ha tardato ad arrivare: solo 3 giorni dopo è uscita Rap Devil, un attacco diretto in cui il Slim Shady è subissato di insulti e critiche per le sue azioni negli ultimi anni, sia dal lato musicale, considerato nettamente inferiore rispetto ai lavori di tempo addietro, sia dal lato personale: Eminem sembra incapace di accettare critiche o anche solo battute, e l’orgoglio nel considerarsi il migliore di sempre lo ha reso finché mai odioso.

Altri artisti a cui sono rivolti gli attacchi di Eminem sono Tyler, The Creator in Fall, per aver definito Walk On Water una canzone orribile, e presumibilmente Drake in Kamikaze poiché, seppur non venga nominato direttamente, l’allusione al ghost-writing abbinata ad un grande successo fa pensare proprio al rapper canadese.

Tyler create nothin’, I see why you called yourself a faggot, bitch (Tyler non crea nulla, capisco perché ti chiami frocio da solo, troia)
It’s not just ‘cause you lack attention (Non solo perché ti manca l’attenzione)
It’s because you worship D12’s balls, you’re sack-religious (Ma perché veneri le palle di D12, sei sacrilego/discepolo dello scroto)
If you’re gonna critique me, you better at least be as good or better” (Se devi criticarmi, dovresti almeno essere forte come me se non meglio)

Qui è una delle uscite più infelici dell’intero disco: nonostante grande abilità nei giochi di parole per un dissing ben costruito, gli insulti omofobi verso Tyler fanno storcere il naso e, considerati i già deboli moventi per l’attacco al rapper, lasciano a chiedersi se Eminem non si sia spinto troppo oltre.

L’artista di Detroit attacca poi, come anticipato, anche Drake, il colosso canadese:

“Put me on a track, I go cray on it like a color book (Mettimi su una traccia, ci pennello sopra come un libro a colori)
You got some views, but you’re still below me (Tu hai qualche view, ma mi stai comunque sotto)
Mine are higher, so when you compare our views, you get overlooked (Le mie sono più alte, quindi quando metti a confronto le nostre visualizzazioni, passi inosservato)
And I don’t say the hook unless I wrote the hook” (E io non canto il ritornello se non l’ho scritto)

Abbastanza terra-terra come accuse, esse sono legate all’attitudine hip-hop di Eminem, secondo la quale un MC dovrebbe essere in grado di comporre autonomamente i propri testi; essendo Drake considerato tra i rapper più di successo di sempre, per Shady è necessario precisare la differenza.

Non contando gli altri innumerevoli attacchi, quali più specifici quali meno, a rapper, politici, figure televisive della radio e quant’altro, questo articolo è un riassunto abbastanza fedele delle barre più mirate e delle opinioni di Eminem, nell’attesa che oltre a MGK altri si facciano avanti e rispondano al rapper del Michigan che, molto probabilmente, si sta già sfregando le mani e non vede l’ora di divertirsi ancora di più.

 


Matteo Pozzi

Ho 17 anni, mi piacciono il rap, i soldi e la pizza.

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