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Fino alla luna e ritorno: la storia di Kid Cudi

Quando parliamo degli artisti hip hop più influenti per la scena attuale, i nomi che si fanno sono sempre gli stessi: Kanye West, Lil Wayne, Drake. Ma c’è uno che troppo spesso si tende a dimenticare: Scott Mescudi, in arte Kid Cudi.

La carriera di Scott svolta attorno al 2006 quando conosce Kanye West e muore suo zio Kalil, con il quale viveva a New York. Da questa morte ha inizio la storia di Kid Cudi, come affermato da lui stesso. Il 2008 è un anno di svolta per l’artista di Cleveland. In primis, a luglio, esce il suo primo acclamato mixtape, A Kid Named Cudi, contenente lahit Day ‘n’ Night la cui scrittura è stata influenzata proprio dalla scomparsa dello zio.

Ad oggi il brano, inserito anche nel primo disco ufficiale del rapper dell’Ohio, ha ottenuto 6 dischi di platino (5 negli States ed uno in UK) e 2 d’oro (in Australia e Nuova Zelanda). Dopo questo tape, Cudi firma per la GOOD Music, l’etichetta di West. In realtà, la collaborazione con Yeezy era già iniziata: Mescudi infatti è una delle menti senza le quali non sarebbe venuto alla luce 808 & Heartbreak, forse il più influente disco di Kanye pubblicato nel novembre 2008.

Nel 2009, dopo essere stato inserito nella lista degli XXL Freshman, lancia un’altra hit: Memories, in collaborazione con il deejay francese David Guetta, brano di successo mondiale con 4 platini (due sia in Austria che Australia) che anche in Italia sarà certificato disco d’oro. Altra collaborazione da sogno è quella con Jay-Z che vede Cudi comparire come feat nell’undicesimo disco ufficiale del newyorkese The Blueprint 3 (disco al quale ha collaborato nella realizzazione), nella traccia Already Home. A settembre esce il primo disco ufficiale, The Man on the Moon: The End of Day che è anche il primo capitolo della saga dell’uomo sulla luna.

Il disco è un concept album diviso in cinque atti che racconta dei sogni dell’artista e dell’avvento, quasi improvviso, della fama. Lo stesso Cudi lo descrive come una fusione tra la realtà e il mondo onirico con le visioni che quest’ultimo comporta. The Man On The Moon è una sperimentazione che parte da 808 & Heartbreak per ampliarne gli orizzonti sia tematicamente che musicalmente e ciò si evince chiaramente dalle collaborazioni: dai rapper Kanye, Common (la cui voce fa anche da narratore del disco) e il concittadino Chip the Rapper al duo elettronico Ratatat passando per la rockband MGMT e per uno degli storici collaboratori di West Jeff Bhasker (accreditato come Billy Craven).

Nel novembre 2010 viene pubblicato il secondo capitolo della saga: Man on the Moon II: The Legend of Mr. Rager, disco molto più cupo sia come suoni che come tematiche. Infatti, buona parte del disco è costruita su argomenti delicati come la dipendenza dalla cocaina e la depressione. Le collaborazioni sono molto più varie spaziando da CeeLo Green a Mary J.Blidge, dall’immancabile Mr. West a St. Vincent.

Dopo questo disco Cudi decide un cambio di rotta musicale – accantonando la saga – per intraprendere un percorso con lo storico collaboratore Dot da Genius formando il duo WZRD. WZRD è anche il nome del disco del gruppo, un album rock alternativo uscito per la nuova etichetta di Mescudi, la Wicked Awsome Records, e per la sua major Universal nel febbraio 2012. Questo capitolo nella sperimentazione dell’artista di Cleveland è meno fortunato dei precedenti, sia nel riscontro di critica che di pubblico.

Nonostante questo “scarso successo” non sarebbe corretto parlare di ritorno sui propri passi. Sicuramente il lavoro successivo rientra nella sfera musicale a lui più famigliare ma è, comunque, un lavoro sui generis. Infatti, nell’aprile 2013 esce Indicud, disco hip hop che non fa parte dell’epopea dell’uomo sulla luna. È un disco di cui Cudi decide di curare praticamente tutta l’opera, tappeto musicale compreso (è solo una la traccia non prodotta da lui stesso, Red Eye, curata da Hit-Boy.

L’obiettivo di Mr. Rager era quello di fare “una mia versione di The Chronic 2001”. Anche come mood questo progetto si discosta molto dal precedente disco solista portando atmosfere maggiormente positive e suoni più up-tempo. Come sempre le collaborazioni spaziano dal rap (con featuring inediti come Kendrick Lamar e A$AP Rocky) ad altri mondi musicali (compaiono per esempio gli HAIM e Father John Misty). Indicud è anche l’ultimo disco uscito sotto GOOD Music ma nonostante l’allontanamento discografico i rapporti con il mentore West non si interromperanno.

Nemmeno un anno dopo, nel febbraio 2014, viene rilasciato Satellite Flight: The Journey to Mother Moon, una sorta di tie-in della saga The Man on the Moon con lo scopo di congiungere Indicud al terzo capitolo della saga. Anche questo disco vede Cudi come curatore totale del progetto, basi comprese. La differenza principale è che un disco più breve (10 tracce) con un solo feat, Raphael Saadiq.

Nonostante ciò il terzo capitolo ufficiale della saga non ha ancora visto luce. Nel dicembre 2015 è uscito Speedin Bullet 2 Heaven, primo disco solista rock: il risultato si divide tra la pesante bocciatura della critica e l’elogio di artisti del calibro di André 3000 ma comunque si conferma una parentesi poco riuscita nell’esperienza artistica di Mescudi. Il 2016 è, infatti, l’anno del ritorno al rap con il feat in Birds in the Trap sing McKnight di Travis Scott che definisce Cudi come l’artista più influente nella sua carriera e con il suo nuovo disco, uscito a dicembre, Passion, Pain & Demon Slayin.

Il disco, per la prima volta da Man on the Moon II, viene acclamato dalla critica e contiene feat abbastanza omogenei: compaiono Travis, André 3000, Willow Smith (figlia di Will e sorella di Jaden) e Pharrel Williams. È un album che, come reso evidente dal titolo, racconta di un duro periodo per Cudi, nel quale egli stesso ha scelto di farsi ricoverare per affrontare impulsi suicidi e depressione.

Proprio questi problemi sono stati causa di un attrito fra Cudi e West. Infatti, Kanye, assieme a 40, ha prodotto la traccia Two Birds, One Stone di Drake che, a insaputa di Yeezy, sarebbe stata un diss del canadese a Cudi, Pusha T e Meek Mill. Nel brano Champagne Papi – accusato da Mescudi di usare ghostwriter (accusa rivolta anche a West) – ha attaccato l’artista di Cleveland proprio per i suoi problemi di salute.

La riconciliazione fra mentore e allievo in realtà inizia prima che il diss venga pubblicato (ossia il 23 ottobre 2016). Infatti, durante il Saint Pablo Tour, Yeezy, nella data di Houston del 20 settembre, ha voluto distendere la tensione definendo Cudi come l’artista più influente degli ultimi 10 anni. A ciò si aggiungono i complimenti per Passion, Pain & Demon Slayin.

La riconciliazione viene evidenziata ufficialmente l’8 giugno 2018, quando West e Mescudi pubblicano il loro primo joint album, Kids See Ghosts. Il disco, uno dei cinque prodotti di Kanye pubblicati tra maggio e giugno, è un successo per la critica e vede le collaborazioni di Pusha T, Ty Dolla $ign e Yasiin Bey (aka Mos Def). È un album con influenze rock (testimoniate dal campionamento di Burn the Rain di Kurt Cobain in Cudi Montage) e psichedeliche. Nel progetto vi è anche un pizzico di Italia: 4th Dimention campiona What Will Santa Claus Say del jazzista Louis Prima (accreditato come featuring), il cui nonno era siciliano.

Qui si conclude per ora la storia, o per meglio dire  il viaggio astrale, di Scott Kid Cudi Mescudi, uno degli artisti più influenti per la scena musicale degli ultimi anni. Forse dire il più influente degli ultimi dieci anni è un’iperbole (non ce ne vorrà Kanye) ma è indubbio che l’ascendente di Cudi sia stato enorme su un grande novero di artisti, dallo stesso West a Travis Scott. È la storia di un uomo che ha sempre fatto musica a proprio modo, senza curarsi delle mode del momento, senza paura di innovare e di innovarsi abbracciando anche il rischio di fallire. È La storia dell’uomo arrivato sulla luna.

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Matteo Merletti

Sono Matteo, ho 23 anni. Se non vi piace ciò che scrivo offritemi un gin tonic e ne parliamo.

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