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Dai campetti di Torino al mito di Cardi B: intervista a Chadia Rodriguez

In così pochi mesi di carriera ha già attirato tantissime invidie e insulti. Chadia Rodriguez si racconta per la prima volta ai nostri microfoni.

E non è nemmeno difficile capire il perché, conoscendo i meccanismi di difesa del pubblico italiano. Una ragazzina di 19 anni che sbuca dal nulla, viene propsata dai big, firma un contratto con la Sony. E’ molto facile, anche per un navigato addetto ai lavori, andare oltre il pregiudizio e guardarla veramente in faccia.

L’obiettivo di questa intervista, la prima mai rilasciata dalla rapper torinese, era proprio questo: permetterle di raccontare il suo punto di vista, di esprimere un contraddittorio che risponda alla valanga di commenti controversi e avventati che ha ricevuto dalla pubblicazione di Dale.

CMC: Ciao Chadia. Partiamo dalle radici dell’albero: com’è iniziata la tua passione per la musica?

Chadia: Ho la passione per la musica da quando sono piccola, era la cosa che mi faceva stare meglio, oltre al calcio. Ho giocato a calcio sette anni nella Juventus femminile, poi ho smesso a causa di un infortunio. Ho iniziato a scrivere testi descrivendo la mia vita, però all’inizio mi vergognavo e non riuscivo a pubblicare i pezzi o a far sentire qualcosa a qualcuno.Poi grazie a un amico in comune, alcune mie canzoni sono arrivate a Fish ed è nato questo rapporto..

CMC: Quindi sei uscita completamente inedita, con Dale?

Chadia: Esatto, completamente inedita.

CMC: Quindi facevi girare i pezzi alle persone che conoscevi?

Chadia: Cercavo di farle arrivare alle persone che stimavo di più. Fortunatamente sono arrivati a Jake e Fish, che sono miei idoli da quando sono piccola, essendo cresciuta con le Sacre Scuole, i Club Dogo, li seguo da un bel po’ e sono fiera di essere arrivata qua.

CMC: Pensa che metà della gente che ti da della “troia” neanche sa cosa siano le Sacre Scuole

Chadia: Dare della troia è una cosa così scontata che non mi tocca minimamente.A volte l’apparenza inganna, certo, però si dice anche di non giudicare un libro dalla copertina. Perchè devi venire a giudicarmi solamente perchè prima di iniziare a fare musica magari facevo la fotomodella di nudo? Nella mia vita, in quello che faccio, ci metto il cuore. quindi se tu vieni a darmi della troia non mi tocca, mi fa ridere, sei banale.

CMC: Essendo mezza marocchina, mezza spagnola in casa si sentivano suoni spagnoli e marocchini? Questo ha influenzato il tuo modo di fare musica?

Chadia: Certo, sono abituata a sentire quel genere di suoni, ma per la musica che faccio cerco sempre di collegare ciò che scrivo a un beat che renda giustizia a quel tipo di mood. Se voglio fare un pezzo che risalta il mio stato d’animo, scelgo il beat di conseguenza. A volte mi viene più spontaneo fare cose calienti, che possono richiamare musicalmente il Marocco. Per Fumo bianco non avrei mai potuto mettere un beat arabo o spagnoleggiante, ci doveva essere la base giusta, e questa dipende da cosa voglio dire in quel momento.

CMC: Le tue origini combaciano con quelle che sono le influenze dominanti nella trap di oggi, quelle latineggianti e quelle arabe. Questo ti rende più propensa a far risaltare queste contaminazioni musicali?

Chadia: Voglio fare quello che mi piace, devo sentirmi libera. Proprio perché sono mezza marocchina, la gente mi viene a dire “Ah ma i tuoi genitori per le foto nuda, per le canne, per le parole volgari che dici non ti rompono?”.  In realtà i miei genitori mi hanno sempre dato la libertà di fare quello che mi piaceva di più: Se mi vedono felice, sono felici, e anche io voglio continuare a fare quello che mi rende felice.

CMC: Concentriamoci sul tuo percorso di costruzione dell’immagine, che è una cosa fondamentale nei momenti iniziali della carriera. Tu ti stai proponendo come quel tipo di rapper donna che in Italia manca, quell’immagine alla Cardi B che però, oggi, non è del tutto compresa e accettata dal pubblico.

Chadia: La gente ascolta Cardi B, non capisce ciò che racconta nei pezzi, e poi viene a rompere a me se dico cose esplicite o mi atteggio in questo modo.

CMC: Anche se sei in giro da poco, è molto interessante vedere come il pubblico si relazione a te, e il modo in cui ricorre senza mezzi termini all’insulto sessista piuttosto che articolare una critica musicale.
Chadia: Ci sono molti complimenti e, ora come ora, neanche più tanti insulti. Che poi magari adesso mi insultano e tra sei mesi, un anno saranno sotto il palco a cantare, mai dire mai nella vita.

CMC: Quali sono i tuoi progetti, da qui a sei mesi?

Chadia: Continuerò a “farmi un culo così” come faccio tutti i giorni, sto mettendo tutto l’impegno e la passione possibile. La Sony, con cui ho chiuso un contratto, sta credendo in me fortemente, come Fish e tutto il team di Doner. Da qua a sei mesi farò uscire molta roba, spero che quello che farò uscire piaccia e ovviamente quando sarà il momento penseremo all’album.

CMC: Possiamo ufficializzare il beef con Beba?

Chadia: Detto sinceramente ho “saputo” dell’esistenza di questo suo freestyle dissing perchè cinquanta persone mi hanno taggato sotto.

CMC: Beba però non fa nomi. Sicura si rivolga a te?

Chadia: I riferimenti erano molto palesi. “Hai tolto le foto da zozza e ti sei messa a rappare”, “Questi rapperini ti propsano nelle storie”. La questione non mi ha toccato in realtà. però una risposta se la meritava. Se lei non ha il coraggio di fare il mio nome, io non faccio il suo. Ho cose più importanti a cui pensare, i lavori con la Sony, ho delle persone che credono in me, è inutile perdere tempo dietro a una persona che non ho mai visto, a cui non ho mai fatto niente, che mi mette in mezzo così. La ringrazio per la pubblicità, alla fine mi ha fatto solo pubblicità lei, ora mi seguono pure le sue fans per insultarmi (ride, ndr).

CMC: I tuoi testi sono molto espliciti, soprattutto sulla sfera sessuale. E’ una scelta consapevole, quella di usare un linguaggio forte e poco “femminile”?

Chadia: Quello che dico rappresenta moltissime ragazze, questa cosa l’ho notata anche dai messaggi che mi scrivono. Io lo faccio perchè mi sento a mio agio, come mi sentivo a mio agio a fare foto nuda, mi devo sentire a mio agio in quello che faccio. Come io mi sento a mio agio con il mio corpo, mi sento a mio agio con queste parole perché alla fine so che è quello che vivono le ragazze della mia età o pure più piccole.

CMC: Iniziano a sentirsi rappresentate da qualcuno secondo te?

Chadia: Moltissime ragazze mi hanno scritto di sentirsi rappresentate dalle mie parole, e altrettante mi hanno detto, riferendosi al dissing di Beba, che le donne, in un contesto come quello del rap, dovrebbero evitare di insultarsi e sostenersi maggiormente.   

CMC: Secondo me, molto dello scalpore che crei lo fa il linguaggio che usi, che utilizzato da un maschio sembra la prassi, usato da una ragazza è dirompente.

Chadia: In questa scena sono soprattutto i maschi che dicono “la tipa”, “la bitch”, questo e quell’altro. Io mi sento femminile ma allo stesso tempo mi sento un po’ maschiaccia, ho giocato a calcio, gioco alla play, faccio molte cose tipicamente da maschi. Sento che moltissime ragazze che fanno il rap parlino troppo poco e in maniera poco sincera di ciò che realmente amano fare.

Il mio personaggio è quello che sono. Chi mi conosce, chi ha sentito le canzoni, ha detto: “se non ti conoscessi, potrei dire che racconti bugie, ma conoscendoti, è proprio quello che fai”. Non mi sento un personaggio, se lo diventassi probabilmente inizierei ad odiarmi. Chi fa musica perchè vuole diventare un personaggio, vuole diventare famoso, vuole i soldi allora non ha capito niente di musica. Tra un anno, voglio che le persone che mi hanno seguito dall’inizio vedano che sono rimasta sempre la stessa. Non voglio arrivare tra un anno a interpretare un personaggio costruito e non poter farmi neanche una storia che devo chiedere il permesso.

CMC: Dalle cose che si dicono nella community, è veramente difficile avere una buona idea di te. Senti di essere pregiudicata?

Chadia: Certe cose vanno oltre l’immaginazione. Uno mi ha scritto su IG, inviandomi uno screen di Spotify con il nome di Jake La Furia nella scrittura dei testi, e io gli ho detto “Jake e il mio manager e quindi il suo nome è lì”.

CMC. Quindi possiamo ufficializzare che Jake la Furia è il tuo manager?

Chadia: Sì, Jake e Fish sono i miei manager.

CMC: Nei primi due prezzi riveli due atmosfere contrastanti. Dale è molto ghetto, trap, Fumo Bianco è cantata ma soprattutto è più moody come pezzo: malinconico, triste.

Chadia: In Dale ti racconto che non vengo dall’attico del papi, tutto quello che ho me lo sono guadagnata da sola; ho 19 anni, vivo da sola a Milano. “Chadia cresciuta in mezzo una via” racconta della mia adolescenza a Torino: piuttosto che stare a casa, quando ero piccolina, avevo questa forte voglia di sperimentare il mondo.

Le cose che dico sono cose realmente accadute e chi mi conosce lo sa, e a me basta questo.

CMC: C’è un momento in cui ti chiedi: sto sbagliando qualcosa? O sei super determinata e sai che quella è la strada, a prescindere dagli insulti e le malelingue?

Chadia: Sono determinata perché so dove sto andando, so che faccio musica perchè mi fa stare bene. Il karma colpirà chi mi insulta a sproposito, che facciano pure (ride, ndr). Spero solo che tutto il lavoro che sto facendo dia i risultati. Io scrivo semplicemente quello che mi sembra giusto scrivere.

Ascolta Bitch 2.0, il nuovo singolo di Chadia Rodriguez uscito oggi:


Michelangelo Arrigoni

Michelangelo Arrigoni

Responsabile della Redazione di Chiamarsi MC. Se abbiamo recensito male il disco del tuo artista preferito, devi incazzarti con me.

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