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Keith Ape, il Ninja coreano che ha conquistato gli Stati Uniti

In vista delle olimpiadi di Pyeongyang nel Nord della Corea abbiamo deciso di approfondire uno dei movimenti più particolari della scena musicale mondiale, la così detta Trap coreana o K-Hip-Hop. Il maggiore esponente? Keith Ape.

Se vi dicessi che nel paese confinante con il regime di Kim Jong-Un c’è un’attivissima scena Hip-Hop che per di più ha poco da invidiare a noi occidentali e molto da insegnarci come la prendereste? Non sono sicurissimo che mi prendereste sul serio, eppure questi quattro ragazzi dagli occhi a mandorla vestiti BAPE hanno letteralmente stregato gli Stati Uniti con il loro Rap dall’influenza atlantiana (come d’altronde gran parte dell’Hip-Hop degli ultimi tempi a livello mondiale) e la loro attitudine ben lontana dagli stereotipi che qui si hanno degli orientali.

La così detta “Underwater Squad” (il cui logo non è altro che una storpiatura psichedelica di quello del brand giapponese BAPE) si è presentata al grande pubblico ben tre anni fa con l’oramai celeberrima “It G Ma“, una traccia composta da ben cinque MC tra coreani e giapponesi che valse a Keith Ape la definizione di “Korean OG Maco” (data la somiglianza con “U Guessed It” del rapper americano) e portò non poche critiche, tra cui addirittura accuse di plagio, ma questo non fermò l’ascesa di Keith e della sua cricca che anzi riuscirono ad aprirsi la strada realizzando un remix della canzone in cui erano presenti anche i Traplord A$AP Ferg e Waka Flocka Flame.
Quest’ultimo fu solo l’inizio di una connessione USA-Corea portata avanti dal paladino della trap del sud est asiatico che perpetua ancora (Nel mezzo ci passano collaborazioni con Denzel Curry, Ski Mask the Slump God, K$upreme e XXXTentacion).

Come già detto, colui che spicca maggiormente in questa scena è Keith Ape, membro del collettivo 88rising ed in un certo senso “padre” di questa wave asiatica.
Keith ha 24 anni ed è di Seoul, la futuristica capitale coreana in cui è più che noto e rappresenta (assieme a tutti gli altri affiliati) l’alternativa alla classica musica popolare della nazione e una fuga dagli stereotipi.
Keith non c’entra nulla con anime, idol o qualunque altra cosa per noi rappresenti l’Oriente, si pone esattamente allo stesso livello dei soundcloud rappers americani ed ha la stessa grinta dei rappers del southside di Chicago. Il più grande esempio della versatilità del suo stile lo troviamo in una traccia di Rich Brian (o Chigga) assieme a lui e XXXTentacion in cui Keith esordisce con un aggressivo “I got opiate in my mothafuckin’ vein” in una strofa a metà tra l’inglese e la sua lingua d’origine, dando filo da torcere ai due colleghi. Non solo, in vari pezzi come “Diamonds” con Jedi P sperimenta un sound che fa l’occhiolino al cloud rap di Yung Lean e la sadwave che ha generato.

Keith Ape a un concerto

Il rapper ha attualmente pubblicato solo un breve mixtape e decine di tracce soliste, featuring, collaborazioni internazionali e non e vari remix come quello di “Hot N*gga” del compianto Bobby Shmurda, tramutato da Keith in “Hot Ninja”.
A tal proposito, sono oramai tre anni che lo stesso MC nomina un album ancora inedito ai giorni nostri, anche se molti sospettano non vedrà mai la luce in virtù della nascita della fruttuosa collaborazione tra Keith Ape e l’ex collega e amico di XXXTentacion Ski Mask the Slump God, che potrebbe aver portato all’annullamento di questo progetto.

La Trap coreana dimostra che le realtà interessanti della musica Hip-Hop non si fermano agli States, bensì possono essere trovate anche dove meno ce lo si aspetta.

Anche nei luoghi adatti, nelle situazioni più sui generis, quando c’è di mezzo il talento e l’attitudine non ci sono muri invalicabili.

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Fabio Russo

Fabio Russo

Mi piace il rap coreano.

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