• Home
  • Dieci anni fa, “Marracash”

Dieci anni fa, “Marracash”

Sembra ieri ed è passato un decennio: Marracash debuttava discograficamente con il suo omonimo album, ricco di classici come Bastavano Le Briciole e Badabum Cha Cha. Stiamo invecchiando in fretta.

Quando si parla di dischi che hanno fatto la storia del rap in Italia, si citano sempre i soliti: Mr. Simpatia, Mi Fist, Penna Capitale, ecc… Ne si parla con una certa nostalgia per chi li ha vissuti quando era più giovane e comunque con rispetto da chi ha scoperto il rap qualche anno dopo.

Di tempo dagli anni d’uscita di questi capolavori ne è passato molto, tantissime cose sono mutate in questo periodo, sono cambiati parecchio anche gli stessi autori di questi dischi. In molti casi questi “gioielli” continuano a splendere di luce propria, in quanto godono di uno stato di canonizzazione, dovuto al fatto che i temi trattati nei vecchi brani contenuti vengono ritenuti sempre attuali. In altri casi invece, nonostante ci siano le condizioni, alcuni capolavori subiscono l’effetto del tempo, vengono maggiormente offuscati dalle numerose nuove uscite finendo per essere sottovalutati;

Marracash, primo album dell’omonimo artista è un album immortale, di importanza trascendentale per il nostro mercato, che merita di essere raccontato di nuovo a dieci anni dalla sua uscita.

Marracash uscì il 13 giugno 2008. Quello che era il primo disco ufficiale per il rapper della Barona si trasformò in un grande successo: divenne infatti disco d’oro entro la fine dell’anno, risultato incredibile per quei tempi.

Marracash, dopo il mixtape Roccia Music vol. 1, realizzato in collaborazione con tutta la Dogo Gang si ritrovò a pubblicare il disco che gli fece acquisire il ruolo di portavoce di tutte le periferie d’Italia; erano infatti intramontabili canzoni come Badabum Cha Cha ad esprimere a piena voce alcune realtà sociali in una maniera differente rispetto al solito, con un ritmo meno cupo e più espandibile ad un vasto pubblico, senza togliere veridicità né serietà ai contenuti del Principe della Barona.

Analizzando album di questo calibro è difficile per tanti trovare la propria canzone preferita, proprio perché il livello rimane alto in tutte le tracce, dall’inizio alla fine.

Questo dubbio è molto vivo anche in Marracash, dove coesistono singoli dalla natura molto differente; si passa infatti dalla poesia dei versi di Chiedi alla Polvere e Solo Io e Te a pezzi ben meno poetici e più vivi, quelli che quando poi vengono cantati nei live richiedono il massimo delle energie: tra questi ci sono Non Confondermi e Fattore Wow, definita la “collabo del millennio”, in cui sono presenti anche Guè Pequeno e J-Ax, vere e proprie icone del rap italiano, soprattutto nel 2008, quando la concorrenza non era così numerosa come oggi.

Proprio pochi giorni fa lo stesso Marracash, con un post sul suo profilo Instagram, ha rotto il silenzio che durava da diversi mesi, annunciando la riedizione del suo primo album ufficiale in occasione dell’anniversario dei 10 anni dalla sua uscita. In attesa del suo prossimo album ufficiale, questo progetto uscirà il 22 giugno; saranno presenti due cd e una super deluxe box edition con inediti, rarità e alcuni brani cult registrati nuovamente.

La speranza è quella che, grazie a questa riedizione di Marracash, una generazione di nuovi consumatori come quella in auge oggi riscopra questo grande capolavoro, magari trovando la forza di approfondire tutte le altre gemme della corona chiamata rap italiano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici