• Home
  • Sembra di stare allo Zoo: Quentin40 è pronto per il grande salto

Sembra di stare allo Zoo: Quentin40 è pronto per il grande salto

Da zero a Quaranta in meno di un anno. Ha stregato Achille Lauro ed è stato preso sotto l’ala da uno degli addetti ai lavori più influenti della scena. Quentin40 è il nome da spendere se si parla di futuro.

Se si parla di “arte”, in qualsiasi forma/luogo/periodo storico si voglia, il tassello mancante per renderla tale è indubbiamente l’originalità: un artista, per definizione, è colui che crea qualcosa di unico e forse irripetibile attingendo dal proprio ingegno e dal proprio estro. In un arco temporale in cui la maggior parte dei rapper sono stati travolti dallo tsunami trap che, almeno nella maggior parte dei casi antepone ai contenuti dei testi il look, la ripetitività e la (quasi) totale omologazione, chi nuota controcorrente viene visto come un salmone pregiato da non farsi sfuggire per nessun motivo.

Tra essi, in un angolo buio lontano dai riflettori di una vita privata sempre più intaccata dall’assillante presenza dei social networks, c’è il giovane romano Quentin40, ritenuto forse il più talentuoso ed introverso artista degli ultimi periodi.

Quentin40 in posa per County of Milan

Probabilmente attratto dalla geniale ambiguità del sommo regista Quentin Tarantino, egli dimostra la versatilità e la passione che nutre nel fondere musica e cinema: l’intro di Thoiry – il singolo con cui il rapper romano ha avuto un’esposizione nazionale – è il prologo del celebre film La Haine, dove un giovanissimo Vincent Cassel è alle prese con la dura vita condotta nelle banlieue parigine e dove la cittadina di Thoiry viene definita come la culla della criminalità, gestita da polizia violenta e delinquenti del posto.

Quentin40 rielabora il tutto e crea un’opera d’arte capace di esprimere l’aggressività e l’esasperazione del suo quartiere, paragonandolo a quelle difficili banlieue, ma con un marchio di fabbrica che è ormai celebre: il suo slang. Sostanzialmente consiste nel troncare a metà le parole – rievocando per certi versi lo stesso dialetto romano, composto da parole tronche – il che sembrerebbe piuttosto facile; l’estrema difficoltà è riuscire a non compromettere il senso e la comprensione delle parole da parte del pubblico, ma in questo Quentin è sicuramente un maestro: la scelta accurata dei singoli termini, il giusto incastro delle rime e le produzioni elettroniche di Dr.Cream danno vita ad un prodotto senza precedenti.

Non è però andata sempre così. Facendo un passo indietro al 2016 infatti, troviamo un acerbo ed inesperto Q40 intento a lanciarsi a capofitto sul mercato discografico con la Honiro Label, prima con la track Wendy – che pur risultando l’ennesima trappata riesce a mantenere un taglio raw e a tratti originale – e poi con la collaborazione nella traccia di Sercho Damm Khueti, dove inizia ad intravedersi un nuovo Quentin, guidato da sonorità decisamente più classiche ma con un’impronta contemporanea.

Qualcosa sta cambiando, egli inizia a discostarsi sempre più dai trend del momento optando per il salto nel vuoto piuttosto che seguire il gregge. La rescissione del contratto con la Honiro sembra segnare il vero momento di svolta per Quentin40. Entra in contatto prima con Dr.Cream e poi gli altri componenti della Mitraglia Rec. – che al tempo era solo uno studio di registrazione – Puritano e Sfregio, con cui decide di materializzare le idee concepite e creare un’etichetta discografica indipendente, così da poter esprimere la propria arte senza alcun limite.

La prima comparsa ufficiale di Q40 in questo nuovo progetto è nel singolo Trinità feat Puritano & Sfregio, dove non emerge ancora il peculiare slang ma si possono apprezzare ugualmente notevoli giochi di stile del trio, risultando promettenti e carichi di energia per l’approdo nella scena rap.

L’innovativo modo di scrivere ed interpretare i testi, come già anticipato, emergerà per la prima volta in Thoiry ed avrà seguito nelle tracce Bomber Ve e Luna Piè, dove Quentin, Puritano e Sfregio (diventato Joe Sfrè) coniano ufficialmente un nuovo linguaggio che si incastra alla perfezione con le originali produzioni di Cream.

Le bombe sganciate dalla crew romana si propagano rapidamente in tutta la Penisola raccogliendo numerosi consensi tra gli addetti ai lavori, in particolare da qualcuno che scova spesso la genialità nei pischelli scapestrati: Achille Lauro.

Quest’ultimo era a lavoro con il braccio destro Boss Doms alla realizzazione della saga Samba Trap, quando la sua attenzione venne catturata dall’attitudine del singolo Thoiry; da qui la brillante idea di includere nella suddetta saga un remix della traccia, utilizzando lo stesso slang e coinvolgendo anche fisicamente Quentin e Puritano – insieme a Gemitaiz – nel folle video dove accadde che “più di duemila persone radunate a Milano in Piazza del Duomo senza sapere cosa stesse per succedere” (intro di Thoiry Remix). Il resto è già storia.

Con questa stravagante quanto geniale collaborazione completamente Made in Rome, Q40 ha acquisito di fatto una consacrazione fulminea nella scena rap, rendendolo uno degli artisti più promettenti e talentuosi degli ultimi tempi.

L’imminente popolarità, inoltre, innesca l’ormai inevitabile meccanismo puramente legato al business, dove numerosi brand gareggiano per accaparrarsi l’immagine del giovane rapper romano: primi fra tutti Marcelo Burlon – presente anche nel video di Thoiry Remix – con il marchio County of Milan e Nike per la presentazione delle nuove Air Max 270.

Quentin40 in posa per la presentazione delle nuove Nike Air Max 270

 

Benché lo status di celebrità sia ancora lontano, Thoiry RMX è stato un notevole trampolino. Ma a differenza di molti suoi colleghi, Quentin lavora a fari spenti, rimane nell’ombra, studia le prossime mosse. Dietro un grande artista c’è spesso un grande manager, e infatti a curare la sua immagine e la sua carriera c’è uno dei più noti insider del rap game: Ale Puntoebasta, booker di tanti nomi di successo della scena, da un anno a questa parte anche “padrino” delle vite artistiche di OG Eastbull, Danien & Theo, Boro Boro e del nostro Que’.

La sua discrezione e il non voler attirare facili attenzioni sono la sua ricetta per il successo, un contorno di pregio alla sua arte che, presa da sola, ha comunque le carte in regola per affermarsi in questa giungla.

Freschezza, innovazione, carisma: senza queste caratteristiche non vai da nessuna pa’.

 

Tag: , , ,


Riccardo Rochira

Riccardo Rochira

Penso sia troppo presto per scrivere la mia biografia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici