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Tutti Fenomeni è Franco Battiato ai tempi della Trap

Tutti Fenomeni sta conquistando, giorno dopo giorno, lo scettro di emergente più promettente d’Italia. Ecco dunque il nostro viaggio nel mondo di un artista singolare dal nome plurale.

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– Bondage, Tauro Boys ft, Tutti Fenomeni

L’articolo potrebbe terminare qui. Non sarebbe necessario aggiungere altro per definire la genialità di un artista come Tutti Fenomeni che, nell’ultimo anno, ha fatto accendere più di un riflettore su di sé, pur considerando tutto ciò il frutto di un semplice fraintendimento.

Bondage, per una fascia di ascoltatori più aperta alle novità, è stata un’epifania, uno spartiacque. Prima d’allora erano stati in pochissimi ad aver avuto accesso agli inediti di Giorgio, e, al di fuori del Grande Raccordo Anulare, molti si interrogavano sulla possibilità di nuove produzioni da parte di chi, con solo 8 versi, era riuscito a introdurre una ventata di freschezza tale da scatenare una nuova Piccola Era Glaciale (senza diffusione susseguente della peste).

Ma è stato il riscontro avuto da Per Quanto Ti Amo che ha cementificato definitivamente lo status di promessa da parte di Tutti Fenomeni. Il suo immaginario e le sue scelte lessicali sono qualcosa di totalmente inedito in Italia. In un periodo nel quale è abbastanza facile puntare su determinati temi e su determinati stilemi, la scelta fatta dall’artista di Monteverde è stata completamente in controtendenza e si è rivelata vincente: in Italia nessuno suona come lui, fa categoria a sé stante e questo, analizzando il percorso di colleghi “illustri”, si è rivelato sempre come l’elemento chiave per avere una carriera brillante.

Che si tratti di un unicum nella scena italiana, di una singolarità fortunata, è evidente già dalla pluralità del nome: l’Onomastica, tanto cara agli Offlaga Disco Pax, ha sempre un suo peso e la scelta di Tutti Fenomeni è da intendersi sia come una ironica presa in giro della pretenziosità di alcuni nickname da rapper, sia come descrizione accurata del bacino dal quale tutti i testi provengono. I fenomeni, infatti, sono quelli della filosofia classica, quelli che appaiono e si riconoscono solo attraverso i sensi, e sono proprio questi fenomeni ad essere l’ispirazione dell’artista.

Un brano come Troppa Vendetta, infatti, stando a quanto dichiarato dallo stesso autore, si è scritto quasi da solo, attraverso la semplice osservazione dell’ambiente circostante e la riproposizione in chiave ironica di ciò che non a tutti poteva apparire come evidente.

Nelle strofe di Tutti Fenomeni è concessa l’auto-citazione, come avvenuto nel caso della recente 2004/2005, uno dei tanti brani in collaborazione con i Tauro Boys: non si tratta di una sterile riproposizione di versi già sentiti, ma del perfetto accompagnamento per un crescendo che porta a uno dei finali più brillanti della storia del rap italiano, perso nel flusso del ricordo di epoche mai vissute.

Non mancano neanche i riferimenti ironici allo scenario politico, un campo quasi del tutto abbandonato dall’attuale scena rap dopo il giogo asfittico degli anni ’90, un campo che l’artista ha fatto suo in una chiave completamente diversa e più rispondente a quella cultura contemporanea dissacrante che tanti successo sta riscontrando soprattuto sui social network.

La crescita di Tutti Fenomeni è evidente, soprattutto dal punto di vista musicale: se brani come Colazione a Cortina ipnotizzano per la loro musicalità (come avvenuto nel caso della regista stessa del video), i riferimenti musicali variegati dietro alle composizioni (in universo che spazia da Battiato ai Talking Heads fino ad arrivare ai già citati Offlaga Disco Pax), lo hanno portato verso nuovi campi, quasi a sfiorare il cantato, e ciò lo avvicina sempre di più all’agognato status di performer. Si sta dunque assistendo a un’abluzione che, spogliandolo dell’etichetta limitante di rapper, lo sta portando verso quel ruolo universale di esibizionista selettivo, e questo traspare rispetto a tracce come Saranno Madri (rilasciato sotto lo pseudonimo di Skamarcho e con Tea Falco nel video) che risentono più di determinate caratteristiche tipiche del genere, essendo state composte all’incirca due anni fa.

Non resta dunque che aspettare il rilascio di nuovi capitoli dell’avventura multipiattaforma di Tutti Fenomeni, atteso al varco per confermarsi come uno tra i più geniali artisti che il rap italiano abbia visto affacciarsi sulla sua scena.
Le abilità ci sono tutte e anche la volontà di arrivare, nulla è precluso a Giorgio, soprattutto tenendo presente due cardini fondamentali della sua poetica: l’amore, in tutte le sue forme, per la Lazio, e l’odio, profondo, per le donne di facili costumi.

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Savio De Vivo

Savio De Vivo

24 anni. Sono un uomo di poche parole...ci sono domande?

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