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L’Arte di andare controcorrente come Salmo…ni




In questo anno sovrabbondante di progetti Salmo è riuscito a catturare l’attenzione del pubblico usando tattiche creative che l’Italia non si aspettava.

In un 2018 ricco e sovrabbondante di uscite musicali, catturare l’attenzione del pubblico da parte degli artisti è diventata una sfida sempre più complessa e faticosa dove le strategie di comunicazione creativa e innovativa hanno svolto sempre più un ruolo decisivo e incisivo.

Colpire l’immaginario delle persone nell’era in cui viviamo non è affatto semplice, creare una promozione efficace che garantisca la creazione di hype attorno al proprio progetto in uscita risulta difficoltoso, ma non per tutti gli artisti: Salmo in uscita con Playlist il 9 novembre 2018  è riuscito ad incuriosire un grosso numero di ascoltatori grazie alla presunta performance dove si sarebbe travestito da barbone e avrebbe cantato alcuni brani dell’album per le strade milanesi, pubblicando poi una preview su Pornhub.

Altri elementi riusciti nell’intento far parlare di sé sono l’alone di mistero attorno ai cinque artisti ospiti del disco non svelati e la copertina: il disegno fatto da un bambino che l’ha postato sulla pagina ufficiale dell’artista che ha apprezzato a tal punto da ripostarlo su Instagram e affidarlo a Moab – che fa parte del collettivo 333MOB– per realizzare l’artwork.

Il retro della copertina sia per il colore scelto come sfondo dove trascrivere la tracklist, l’arancione, sia per l’aspetto vero e proprio del CD rimandano gli amanti del genere ad un disco che ha segnato una generazione: Yeezus di Kanye West.

Scegliere la copertina dei propri progetti musicali non è mai una scelta semplice o scontata perché è l’immagine sulla quale le persone fanno supposizioni su quello che andranno ad ascoltare, creando una ipotetica cornice musicale che verrà completata o stravolta una volta volta ascoltato l’album. È l’immagine che accompagna l’ascoltatore durante tutto il suo percorso, è l’immagine alla quale irreversibilmente verrà associato il proprio lavoro.

Nell’Hip Hop, dove una delle 4 discipline è il writing, l’impatto visivo gioca sempre un ruolo di primo piano: per scegliere come impostare l’artwork del progetto in base al fil rouge che collega tutte le tracce, creando un biglietto da visita che indichi e trasporti in un viaggio non fatto solo a livello uditivo ma anche visivo e grafico, l’attenzione al dettaglio deve essere alla base di tutto.

In controtendenza a quello che si potrebbe pensare, l’avvento della musica digitale ha reso questo lato della progettazione ancora più decisivo: proprio grazie alla copertina molte persone sono invogliate ad ascoltare un nuovo album o singolo uscito.

Se guardiamo il percorso fatto dal rapper sardo si nota che ogni copertina rimanda ad un concept chiaro e preciso: ad esempio la copertina di Midnite creata da Mirko De Angelis delinea l’intreccio aggrovigliato tra il presente, passato e futuro concept del disco oppure la copertina di Hellvisback creata da Fr3nk, nella quale si fonde la maschera iconica di Salmo e il ciuffo di Elvis Presley per creare una nuova figura atipica per una copertina (di solito il primo piano dell’artista nella maggior parte dei casi è legge). 

Questo nuotare contro corrente è stato azzardato ma efficace allo stesso tempo: Salmo ha risalito le rapide per arrivare ora a pubblicare Playlist che, come ogni progetto da lui creato, ha già iniziato ad avere una storia da raccontare.

L’immagine di Salmo disegnata è la base da cui tutti partiremo quando schiacceremo play: sta poi a ciascuno di noi, con le immagini che ci creeremo, completare lo sfondo bianco presente.


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