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Discovery Album: No Hooks

No Hooks è stato il primo progetto solista di Ernia dopo l’esperienza con i Troupe d’Elite e, nonostante dal 2016 sia passato qualche anno, risulta ancora tremendamente attuale sia nelle sonorità sia nelle tematiche.

La caratteristica che più colpisce di questo Ep, composto da 4 tracce, è proprio la qualità generale molto elevata. Capita molto spesso infatti che i primi progetti degli emergenti siano leggermente acerbi in qualche aspetto, dalla scrittura al flow. No Hooks no. E forse proprio perché Ernia un emergente non lo era affatto. Se è vero che l’esperienza musicale precedente non ha avuto i risultati sperati, è altrettanto vero che ha pesantemente forgiato il ragazzo sia musicalmente sia umanamente.

L’Ep funziona perché è molto minimale. Come lo stesso Ernia fa intendere dal titolo, in nessuno dei 4 brani è infatti presente il ritornello ed è forse questo il motivo principale della sua prolungata vitalità e durevolezza.

Certo, per potersi permettere di fare una scelta simile senza risultare pesante bisogna sicuramente sapere il fatto proprio nel rappare. E il punto è proprio questo, il Bel Mattè rappa veramente in modo eccelso. Marciando con il flow disegna versi e strofe che si stampano nella testa dell’ascoltatore proprio come fossero ritornelli.

Ogni brano è un viaggio pressoché differente, anche se in ognuno di essi è possibile scorgere un fil rouge comune: la rivalsa. Sentimento che però ha due facce, rispecchiate entrambe dall’insieme dei brani, una più rabbiosa e vendicativa dettata dalla grinta e della volontà di risalire dal fondo e un’altra più malinconica dovuta all’effettivo dolore che un fallimento cela.

Passando alla tracklist, Lewandoski 4 puó benissimo essere considerata come un perfettamente riuscito esercizio di stile, Santa Maria è anch’esso un brano molto tecnico ma nel quale Ernia ha scelto di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, oltre che omaggiare il QT8, suo quartiere d’origine.

Presi di mira perché troppo giovani da mezzi uomini
Io non rappo, io vi bacio in fronte come i morti

Instagram svela invece un’altra caratteristica che diventerà poi iconica nell’autore: la critica sociale senza peli sulla lingua e molto spesso celata dietro un neanche troppo velata ironia.

Tutti che parlan sempre di un che che non sanno fare
La foto del culo con didascalia di E. Montale
Dimostra che è profonda, non vuole solo montare
Ci parli e comprendi al volo: è analfabeta funzionale

In ultimo rimane Neve, forse una delle tracce più belle dell’intera carriera di Ernia. In essa il rapper milanese incolla sulla delicata base un mosaico di esperienze personali e pensieri che difficilmente lasciano indifferente l’ascoltatore.

Ne ho amata una per anni e altre solo per un attimo
Ma dimmi in fondo che differenza ci sta nel battito

In molte interviste Ernia ha raccontato di non aver mai avuto grandi pretese da questo progetto, anzi a suo dire l’obiettivo principale era solamente entrare gratis a qualche festa. Che sia stata proprio questa spensieratezza di base uno dei fattori che hanno fatto in modo si generasse un prodotto di tale qualità? Probabilmente si, anche se è evidente che i pianeti allineati durante la realizzazione di questo progetto sono stati molteplici.

Insomma, “No Hooks” è veramente un progetto ben fatto, poco impegnativo da riprendere e che risultata ancora oggi molto fresco. Cosa stai aspettando per andare a recuperarlo?

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