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    Il 2020 del rap americano è una royal rumble

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    Intervista a Random: il suo primo ep tra Chiasso e Montagne Russe

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  • Intervista a Random: il suo primo ep tra Chiasso e Montagne Russe

Intervista a Random: il suo primo ep tra Chiasso e Montagne Russe

Emanuele Caso, in arte Random, ha solo 19 anni ma sembra avere già le idee chiare. Montagne Russe è il suo primo ep, uscito da pochissimo, e l’immagine adrenalinica suggerita dal titolo potrebbe rappresentare bene, per analogia, la sua storia con la musica. In Frasi fatte dice di essere solo uno come tanti, ma i numeri dicono tutt’altro: conta già un doppio disco di platino, milioni di stream su Spotify, e videoclip che in pochissimo tempo finiscono tra le prime tendenze di YouTube. Spopola grazie a social come TikTok, e con la recentissima partecipazione ad Amici Speciali consolida, ed amplia, i suoi ascoltatori. Fa parte di quei ragazzi giovanissimi che stanno raggiungendo, in musica, numeri incredibili – Tha Supreme, Anna, Madame, solo per citarne alcuni: la nuova generazione sembra avere una marcia in più, in fatto di originalità artistica e velocità, raggiungendo un pubblico molto vasto in tempi relativamente brevi.

Pochi giorni dopo l’uscita dell’ep, nel corso di una chiacchierata insieme e in merito ai risultati raggiunti, dice di sentirsi: felice, tantissimo. Perché vedo che tutti i sacrifici stanno andando a buon fine, non mi sento assolutamente arrivato. Voglio fare ancora di più.

Si avvicina alla musica da piccolissimo, così sorge spontanea la domanda sul primo ricordo che ha, della sua infanzia, legato a questo mondo: mio padre. C’eravamo appena trasferiti (stavamo mettendo a posto la nuova casa), ricordo che mio padre in una stanza a caso ha montato la batteria, avevo 9 anni… Lui suonava non curante dei vicini, quando lui non c’era suonavo io, fino a quando abbiamo capito che una batteria acustica non ci poteva stare in casa… l’ho iniziata a suonare in chiesa.

La sua storia con la musica inizia a prendere una forma più concreta quando nel 2019 pubblica Chiasso, un brano che si rivelerà poi importantissimo, per lui e il suo staff. La canzone, prodotta e registrata insieme a Zenit, è nata durante i tragitti che lo portavano a lavoro. Alla domanda su cosa rappresentasse per lui, in quel momento, la musica risponde: era quella cosa che facevo appena avevo un secondo libero, anche nel periodo in cui facevo il muratore… appena avevo la pausa pranzo o mentre montavo le mattonelle… In qualsiasi momento il mio cervello produceva musica e nuove idee, ho mantenuto lo stesso approccio anche adesso, semplicemente non devo ritagliare del tempo per fare musica perché ad oggi posso dire che sia il mio lavoro a tempo pieno.

E in merito a come è cambiato, oggi, il suo modo di approcciarsi alla musica, visto il successo raggiunto, dice: sicuramente mi ha caricato, però non bisogna adagiarsi sulla prima ventata di notorietà. In qualsiasi momento può andare male qualcosa, un pezzo che per esempio non piace o non viene capito e in quel caso bisogna essere forti e non mollare, ma anzi crederci ancora di più.

L’ep Montagne Russe è uscito il 5 giugno, contiene otto tracce – tra cui successi come Chiasso e Rossetto – ed è stato preceduto negli scorsi mesi da alcuni singoli, come Marionette: una collaborazione con Carl Brave che tratta, dietro la metafora del burattinaio il tema delle relazioni tossiche. 

Ma sei sempre uguale, non ti sai accontentare / E siamo come marionette innamorate, non sappiamo che / Non ti puoi fidare e non ne posso più / A volte basta chiudere gli occhi / Perché non fidarsi, un po’ fa male anche a me / E non prendi le tue scelte da un po’ / E quel burattinaio forse ha fatto un guaio quando ha scelto te.”

 

 

Parlando del brano, è facile chiedergli quale consiglio si sentirebbe di dare a chi si ritrova in una relazione di questo tipo: l’unico consiglio che mi sento di dare è di riuscire a fare un bilancio delle cose che ci fanno stare bene e di quelle che ci fanno soffrire e in seguito scegliere come affrontare la situazione. Io l’ho fatto e subito dopo mi sono sentito davvero libero, come se rompendo quella relazione tossica mi fossi tolto un peso dal petto.

Tra le otto tracce che formano Montagne Russe, compaiono i nomi di Ernia ed Emis Killa, oltre a quello di Carl Brave: ho sempre seguito tutti e tre, li ho scelti apposta perché mi sembravano i più adatti per quei pezzi. Li ammiro tantissimo, si sono impegnati nel mio progetto e hanno creduto in me, questa è forse la cosa che mi gratifica di più.?

I testi di Random racchiudono, tra i versi, un’attenzione particolare ai dettagli delle parole, le quali sembrano essere sempre scelte con cura. Le tracce dell’ep risultano tutte ben amalgamate al contesto, e se l’amore fa da padrone, è vero anche che vengono toccati altri temi e riflessioni più ampie. 

Ma col tempo il successo ti comprerà / Mi è successo ma adesso so come fare / Neanche il male più grande mi toccherà / Me la godo su un’isola tropicale / Ogni rima sul foglio è un’opera / Però non sono in grado di disegnare.”

Nonostante la giovanissima età, la mano che scrive questi testi appare matura, e soprattutto decisa: Random sembra sapere bene quello che vuole trasmettere e i risultati che vuole raggiungere. Il risultato dell’ep è un lavoro chiaro, e sicuramente curato in ogni suo dettaglio. Così come tutto il complesso del suo progetto artistico. Molta attenzione è rivolta anche ai video ufficiali; quindi gli si può chiedere il rapporto che ha la sua musica con le altre arti, e in particolare se ha mai pensato di collaborare con il cinema: sì, ma in questo momento voglio dedicarmi alla musica e basta, e poi magari provare a cimentarmi come registra o attore per miei nuovi progetti. I miei pezzi si ispirano a cose che vivo o ho vissuto, ora mi trovo spesso a scrivere e raccontare di emozioni e sentimenti passati che mi tornano alla mente.

Prima dei saluti un’ultima domanda, vista la situazione di stasi che sta vivendo la musica live, relativa a come Random trascorrerà l’estate: non voglio forzare la mano, non nascondo che vorrei risalire sui palchi e non vedo l’ora che questo sia possibile. Ho bisogno del contatto con il mio pubblico e inoltre la riapertura degli eventi permetterebbe a tantissimi professionisti di tornare a vivere a pieno la loro professione.

 

Articolo a cura di Chiara Grauso  e di Futura 1993, il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro.

 

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