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Lele Blade: da “Scimmia” a “Re della Giungla”

Un progetto di sole 6 tracce, dove la musicalità la fa da padrona. 6 facce di un dado, che lanciato da Lele Blade, ha come risultato Vice City. Questo è il titolo del suo ultimo EP, uscito il 21 Giugno per conto di BFM Music e UMI, che vede tre ospiti di pregio: Luchè, Gemitaiz e il suo alter ego, Vale Lambo.

Lele Blade nel suo studio di registrazione

Lele Blade vuole intraprendere un percorso originale e di distinzione dal resto della scena. Dopo il successo di Ninja Gaiden, trascinato da titoli come Sosa e Bentley, è pronto a riconoscersi come hitmaker unico nel suo genere. Con Vice City dimostra di essere particolarmente duttile, rimanendo fedele al suo diktat: non ci sono solo hit come Loco, ma anche pezzi di spessore. Ed è qui che Luchè, serve su un piatto d’argento il suo protetto con un pezzo sentimentale dei suoi, vestendo i panni della provvidenza nel conferire un perfetto equilibrio al progetto.

Lele Blade inoltre, fa di necessità virtù: la profonda coesione che ha con i suoi grandi amici Vale Lambo e Yung Snapp, è altresì mentale e musicale. Non riusciamo a fare a meno di questo duo, come avessimo provato la bamba a Miami.

Non poteva protrarsi ulteriormente l’assenza di collaborazioni con l’artista di Secondigliano: Vale Lambo torna per un singolo in questo ep, e non delude le aspettative. Questo prima del prossimo progetto insieme sotto il segno de Le Scimmie, come anticipatoci da Alessandro in una chiacchierata, prima dell’instore di Vice City a Milano.

Complice dei successi di Lele Blade, c’è un 22enne alquanto ispirato: Yung Snapp. Egli riesce a trovare ad ogni testo dell’amico la melodia perfetta, rendendo quindi un pezzo esotico oppure emotivo. Vice City racchiude tutte queste caratteristiche, perché Lele pone al centro delle sue canzoni la strumentale. Ragionevolmente, se un testo dovesse essere carico emotivamente, ma la base non dovesse calzare a pennello con il testo, sarebbe sprecata. Ciò non accade in quanto è riuscito ad affinare così tanto l’intesa con Yung Snapp, per cui è in grado di divertirsi anche scrivendo un testo di getto. Vederli lavorare insieme, è come vedere Ruiz che prepara Insigne al gol.

Finalmente anche gli ascoltatori del Nord Italia, riescono ad apprezzare la musica del Mezzogiorno: oltrepassando il limite del dialetto, riescono a capire gli artisti, facendo in questo senso, bullseye.

Musicalità e fantasia sono gli ingredienti del successo. Lele Blade riesce a trarre ispirazione dall’estero, senza apparire una macchietta o una brutta copia di altri artisti. Evidente è l’influsso dei due fratelli più famosi d’Europa: i PNL, suo sogno nel cassetto per un featuring.  Con essi, ci sono molti punti in comune se consideriamo anche Le Scimmie: i loro sound sono molto freschi ed entrambi intendono preservare il loro nucleo artistico, la loro “fam“. Entrambi cercano di creare un’aura di mistero attorno alle loro figure, e utilizzano la giungla come metafora dell’essere selvaggi e cresciuti in un ambiente alquanto difficile.

Lele Blade sul palco durante un concerto

Insomma, se le Scimmie non sembrano essere gli animali più forti della giungla, sono in compenso quelli più adatti a viverci. Si stanno piano piano avvicinando a quell’ambita corona che spetta al Re e, se i PNL volevano essere “Dans la Légende“, alrettanto Lele Blade: la scimmia è sul trono della giungla.

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