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  • Non potete perdervi il documentario su Travis Scott

Non potete perdervi il documentario su Travis Scott

Il 28 Agosto è uscito “Look mom I can fly“, un documentario prodotto da Netflix incentrato sul periodo di realizzazione di Astroworld, terzo disco del rapper Travis Scott, al secolo Jacques Webster. Lungo il cammino, l’esistenza di Travis verrà sconvolta da profondi cambiamenti, il più grande sicuramente la nascita della figlia Stormi, e l’artista di Houston si troverà ad affrontare le conseguenze del proprio successo. Abbiamo deciso di raccontarvi questa storia attraverso alcune citazioni tratte dalla pellicola stessa.

 

I feel that, at some point of your life, you just have to be extreme

 

Travis si esprime così nelle primissime battute del documentario. Egli non dà solo un importante consiglio agli spettatori, ma definisce ciò che è divenuta la sua vita, specialmente dopo lo spaziale successo di Astroworld.  Una vita più volte paragonata ad un rollercoaster di emozioni e sentimenti, caratterizzata da un ritmo frenetico, ampie salite, discese mozzafiato e magari, perché no, qualche giro della morte.

 

 

She couldn’t survive the rodeo, not everybody meant for this

 

Quest’espressione viene da un fan presente ad un live di Scott. Il ragazzo cita le parole con le quali T.I chiude “Apple Pie” (“Will he survive the Rodeo?”) per biasimare una ragazza fattasi male durante l’evento. Nonostante all’apparenza il significato del Rodeo cambi a seconda del contesto, in pratica rimane il medesimo, quantomeno alla radice: il Rodeo è stata la prima definizione dello sregolato stile di vita di Travis Scott, che entra in contatto con i fan attraverso gli incredibili live, ai quali evidentemente non tutti riescono a sopravvivere.

 

He changes your heart, makes you feel loved

 

Tali parole esplicano alla perfezione ciò che Scott suscita nei confronti degli spettatori ai suoi concerti. Il documentario, specie nella prima parte, concentra la sua attenzione proprio verso i concerti dell’artista texano. Egli empatizza parecchio con i proprio fan, coinvolgendoli in diverse maniere. Stage diving, poghi, effetti speciali, montagne russe, gente svenuta: tutto ciò potrete trovarlo ad uno spettacolo di Travis Scott, e la regia racconta tutto questa senza la minima censura, invogliando lo spettatore a catapultarsi immediatamente sul palco con La Flame.

 

Astroworld, done.”

Travis chiude il tanto atteso progetto alle Hawaii, dopo che anche l’ultimo ospite del disco, Drake, manda la sua strofa. L’album scala le vette delle classifiche, e SICKO MODE diviene il primo pezzo di Scott a raggiungere la prima posizione nella Billboard Hot 100. Il disco è nominato ai Grammy nella categoria per il miglior album rap dell’anno. Il premio verrà poi vinto da Invasion Of Privacy di Cardi B, facendo nascere in Scott un forte senso di smarrimento.

 

We in history with Michael Jackson

 

Queste sono le parole di Travis dopo l’ottima prestazione ad un cinquantatreesimo “Superbowl Halftime Show” che si rivela (in generale) alquanto deludente. Il palco dell’evento sportivo più seguito al mondo è l’ultimo step di un’ascesa che ha attraversato, tra l’altro, un tempio della musica come il Madison Square Garden di New York. La Flame è ormai una vera e propria superstar.

 

You’ve just been an AstroWorld man for those of us who remember Astroworld

 

Così si esprime il sindaco Turner a Scott prima di donargli le chiavi della città di Houston direttamente ad un suo concerto. Il primo cittadino di Houston risolleva il morale del fondatore della Cactus Jack dopo la cocente delusione dei Grammy, ricordandogli quanto abbia fatto per aiutare la sua città natale, facendo letteralmente rivivere Astroworld, non solo come idea concettuale, ma anche come un vero e proprio festival musicale.

 

Jacques Junior driving the taxi at AstroWorld

 

AstroWorld, il punto cardine non solo del documentario, ma della vita intera di Travis Scott, viene mostrato in alcune vecchie riprese dei genitori di Webster. Esse sono poste strategicamente all’interno della pellicola, in modo da sottolineare l’indistruttibile filo che lega passato e presente. Non per niente, Scott stesso, all’inizio della pellicola, afferma di lavorare al concept dell’album dall’età di soli sei anni, quando il parco era già stato chiuso.

 

In conclusione, “Look mom I can fly” è un’opera che merita di essere vista da chiunque. Essa delinea con scrupolosità l’intensa evoluzione della vita di Travis Scott e di come il rapper abbia reso Astroworld un’autentica icona, anche grazie all’intenso rapporto coi suoi fan.

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Matteo Carena

Ho vent'anni, studio psicologia e vado matto per la corrente cyberpunk. Nel tempo libero arricchisco la mia cultura leggendo, andando al cinema e ascoltando più musica possibile. Ho anche una certa passione per il calcio e la pallacanestro, ma il Milan e gli Oklahoma City Thunder, per mia sfortuna, non sono esattamente al top ora come ora.

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