• Home
  • Ce la meritavamo una Deluxe Edition come Re Mida: Aurum di Lazza

Ce la meritavamo una Deluxe Edition come Re Mida: Aurum di Lazza

Ce ne sono pochi di artisti come Lazza nel panorama musicale attuale. Non solo è una delle
nuove leve più promettenti del rap italiano, ma è anche produttore e, cosa assai unica nella
scena, pianista. Il repack del suo album “Re Mida” uscito lo scorso 4 ottobre per 333 Mob e
Universal consente di ammirare al meglio tutte le sue sfaccettature artistiche.

Pubblicato
originariamente il 1° marzo, Re Mida ora è stato ampliato e suddiviso in due parti: “Aurum”,
composto da cinque nuovi pezzi oltre a quelli contenuti nella versione classica, e “Piano solo”,
la parte sicuramente più interessante e innovativa, composta da una selezione di canzoni
riarrangiate e proposte piano e voce.
Questo testimonia la grande versatilità di Lazza, al secolo
Jacopo Lazzarini, capace di differenziarsi dai suoi colleghi proprio grazie a una profonda
conoscenza tecnica dello strumento, studiato per anni al conservatorio “Giuseppe Verdi” di
Milano.

Già in passato si era percepita la passione di Lazza per il pianoforte ma è solo negli
ultimi mesi, grazie alla spinta dei colleghi di etichetta e produttori Slait e Low Kidd, che si è
convinto a proporsi in questa veste dal vivo e in studio, fino a realizzare un vero e proprio spin-
off del disco. Si osserva un buon equilibrio tra due cose apparentemente antitetiche, gli studi
classici e le esperienze di rap freestyle, che qui trovano una sintesi come raramente prima d’ora
si era visto. “Re Mida” anche per questo può essere definito un album di crescita.

Le due anime del rapper-pianista sono perfettamente visibili in “Ouver2re”, brano che apre il
disco con un’introduzione in cui la voce si appoggia solo al pianoforte per poi esplodere in una “trappata” come Dio comanda.
La produzione di tutto il lavoro è affidata allo storico collaboratore Low
Kidd, affiancato dallo stesso Lazza alla co-produzione in molti brani. I beat permettono al rapper
notevoli incastri metrici e spaziano molto per adattarsi ai vari ospiti e ai loro stili. Sono infatti
numerosi i featuring presenti; nella versione originale troviamo gli amici Tedua e Izi, Fabri
Fibra, Giaime, Luchè e il mentore Guè Pequeno.

Tutti loro partecipano ai pezzi con estrema
naturalezza e facilità, proprio grazie alle soluzioni ritmiche che Low Kidd propone vestendo ogni
canzone attorno alle caratteristche dei singoli autori per farli inserire al meglio. “Aurum” vede poi
una nuova collaborazione con Sfera Ebbasta e Capo Plaza nel singolo “Gigolò”, co-prodotto
insieme a Charlie Charles e Ava, in cui i tre partecipano suddividendosi in modo
complementare le strofe con grande maestria, trovando soluzioni melodiche accattivanti e
d’effetto. E’ proprio questa maggiore attenzione alle melodie un altro punto di forza del disco,
figlio dell’evoluzione di Lazza, il quale ha dichiarato di usare l’Auto-Tune tipico della Trap non
come un semplice correttore di intonazione ma come un vero e proprio strumento,
indispensabile alla riuscita del brano grazie alla forza che conferisce a determinate parole.
Nonostante gli innumerevoli ospiti, tra i quali nella nuova edizione figura anche Emis Killa in
Million Dollar”, l’album ha il pregio di
mantenere una coerenza sonora di fondo, con una precisa scelta di sound, il che dona
compattezza e uniformità ai pezzi, molto ben legati tra loro dal punto di vista delle atmosfere. Le
più grandi variazioni si trovano in “Porto Cervo”, racconto di nottate in Costa Smeralda con la
propria ragazza nonchè uno dei singoli di maggior successo del disco, e la stessa “Netflix”.

In
questi ultimi la produzione di Low Kidd si sposta verso territori estivi e vagamente latini, senza
mai scendere però nel clichè del tormentone. “Morto mai” è un ulteriore esperimento
interessante a livello di sound, portando Lazza nel mondo della Emo Trap, uno dei sottogeneri
più popolari del momento. Le tematiche affrontate sono quasi esclusivamente autobiografiche e
legate anche alla nuova vita di Lazza dopo la pubblicazione del suo precedente album “Zzala”
e alla successiva popolarità. In molti pezzi le liriche mettono in luce la voglia di rivalsa e si fanno
autocelebrative, ma non mancano le citazioni al mondo della moda, dell’arte e del cinema, con

un sapiente uso del name dropping, inserendo riferimenti a Gaber, Banksy, Sean Connery e
Bruce Willis (“Andavo a scuola, zaino vuoto senza quaderno / Farò il botto come Bruce Willis
in Armageddon” ). La maturità dell’autore si percepisce dalla capacità di alternare momenti più
spacconi a riflessioni più intime sull’amore, la vita e la fama, calibrando molto bene gli stati
d’animo nelle varie tracce (“Penso le parole siano i miei super poteri”). Ciò è accentuato ancora
di più con la versione “Piano solo”, in cui l’album si arricchisce di una sfumatura più profonda e
intimistica, capace di mettere ancora più in evidenza le trame metriche e le punchline dei brani.
La versione piano e voce di “Catrame” con Tedua, è impreziosita dalla voce di Elodie, creando
un accostamento inedito, inaspettato e molto ben riuscito (“Pensieri come katane / Siamo fiori
nel catrame”).
Jacopo sembra aver preso coscienza delle sue capacità artistiche, confermandosi una delle
penne più interessanti in circolazione, dallo stile estremante personale e riconoscibile. “Re
Mida”, e in particolare il repack, è la testimonanza di un punto di passaggio importante, in cui
emerge in Lazza la consapevolezza di avere gli strumenti necessari per distinguersi dalla scena
trap italiana e per raggiungere nuove vette, trasformando sempre in oro ciò che tocca.

Recensione di Filippo Duò
Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per
raccontarti la musica come nessun altro. Seguici su Instagram e Facebook!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici