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Morire disco dopo disco: l’inesorabile declino di Chief Keef, il King del Drill

Dopo anni il padre del Drill rap ha pubblicato il tanto atteso Dedication, album annunciato nel lontano 2014 assieme a diversi progetti che sono tutt’oggi un mistero per i fan di Chief Keef. L’abbiamo ascoltato e recensito per voi.

Chief Keef è probabilmente la personalità più controversa che la scena derivata dal Dirty South (Trap e quindi anche drill) abbia avuto negli ultimi 5 anni.
Sulla scia del suo padre spirituale Gucci Mane è forse più celebre per i casi di cronaca che per la sua rivoluzionaria musica, passata immeritatamente sotto traccia. Con una carriera iniziata ad appena 15 anni ed uno storico album di debutto a 17 ha fatto innamorare molti e guadagnato l’odio di altrettanti, portandosi dietro tutta la sua GLO Gang di Chicago. Al giorno d’oggi non si può parlare di rapper influenti senza nominare il figlio illegittimo di Kanye West, da Lil Uzi Vert a Lil Pump non ce n’è uno che si salvi dall’influenza di Chief Keef. Se oggi il vostro rapper preferito fa “Ayy” o “Eskeetit”, dovreste ringraziarlo! Keith Cozart incarna appieno la definizione di O.G. di questo filone, uno dei vecchi saggi da ascoltare attorno al fuoco. 

Cover di Dedication

Il titolo è una probabile citazione alla saga Dedication di Lil Wayne, lo lascia intuire anche un’alternative cover pubblicata dallo stesso Keef su instagram. Come anticipato dai mixtape pubblicati durante l’anno Dedication è “un ritorno alle origini”, il classico Chief Keef, diretto e crudo come non mai e senza un minimo di autotune che possa alleggerire il suo suono. Accompagnato da produzioni aggressive come il suo immaginario di droghe e violenza di strada ci porta nella sua ormai lontana ma per nulla cambiata Chiraq. Quello che lascia indietro in cura metrica e lirica lo compensa col suo caratteristico e inconfondibile stile e la sua carismatica attitudine.

Dedication è interamente autoprodotto da Chief Keef con lo pseudonimo di Turbo, escludendo Young Chop che attualmente è impegnato nella gestione della Chop Squad e si prepara alla pubblicazione di un album. Come c’era d’aspettarselo, Dedication vanta ben poche collaborazioni, sono infatti unicamente presenti il cugino ed eterno socio Tadoe, Lil Yachty e A Boogie with da Hoodie. Traccia banger dell’album è sicuramente la collaborazione con il giovane Lil Boat, Come On Now.

Dai tempi di Back from the dead e Finally Rich, progetti che hanno reso Sosa leggenda di strada, sono cambiate inevitabilmente molte cose, la fame è diminuita e Chief Keef (come Fredo Santana e altre “vittime” del mercato) è passato da volere troppo a non voler più nulla.
Le droghe, come uno stile di vita fin troppo svelto e pericoloso, hanno reso Keef ciò che è ora, nient’altro che il riflesso di ciò che è stato. Un uomo che a soli 21 anni è probabilmente stanco di tutto questo e ha perso l’ispirazione per produrre progetti che meritino di essere ricordati dal grande e piccolo pubblico. Una mancata voglia di fare che, negli intervalli in cui non beve Lean o fuma Backwoods, lo porta a produrre dischi forse neanche degni di quel giovane ragazzo dell’O block venuto dal niente e che con la sua grinta incredibile conquistò gli Stati Uniti d’America.

Sebbene Dedication segua la china decadente della carriera di Keef, concede ancora lampi di vero Keef, picchi di qualità che fanno da paracadute a una discesa nel mediocre che il rapper di Chicago sta attraversando da un paio di anni. Guai a chiamarlo one hit wonder, però: Keef sarà sempre e comunque il trap rapper preferito del tuo trap rapper preferito.

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Fabio Russo

Fabio Russo

Mi piace il rap coreano.

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