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Dalla periferia alla leggenda: i PNL ci sono riusciti

Tarik e Nabil, più conosciuti come PNL, l’hanno rifatto. Sono tornati e sono pronti finalmente a prendersi il mondo intero.

Dopo un inizio di 2019 pirotecnico, dove hanno ricevuto la certificazione di disco di Diamante (800k+ vendite in Francia) per l’album “Dans la Légende”, il 5 Aprile hanno fatto uscire l’album “Deux Frères”, che si compone di 17 tracce e, come i precedenti capitoli, non presenta alcun artista in featuring: non c’è altro “Que la famille”.

Il duo franco-algerino continua il suo percorso nel cloud rap, portando al pubblico un progetto estremamente vario musicalmente e denso sentimentalmente, capace di portare l’ascoltatore all’interno dei vari stati d’animo di cui si compongono le tracce.

Sin dai tre estratti (A l’Ammoniaque, 91’s e Au DD) prima del rilascio di Deux frères, si è visto come il pubblico fosse pronto e carico di aspettative per il ritorno dei PNL. Questi hanno risposto “presente” e non hanno deluso i loro fans, tanto che il clip A l’Ammoniaque è stato visto 9 milioni di volte nelle prime 24 ore di pubblicazione. È un record mondiale in classifica su Youtube, diventando l’undicesimo video più visto sulla piattaforma in 24 ore.

Una settimana fa invece, è stato il turno di “Au DD”, assieme al quale è stato annunciata la data di uscita dell’album. Altra hit, altro successo, altro record: stracciando il primato precedente di Ninho in ascolti premium, si sono stabiliti primi negli ascolti settimanali in Spotify France, oltre che diventando la prima canzone rap francese ad entrare nella Top 30 globale sulla piattaforma.

Ma quali sono le ragioni di un tale successo planetario?

Si potrebbe dire grazie alle couilles de Papa? O grazie al melting pot di culture che li caratterizza essendo franco-algerini? Forse entrambi, ma la wave di rinnovo che i PNL hanno portato alle orecchie del mondo grazie al cloud rap – genere musicale dei quali ormai sono i più grandi ambasciatori – è di sicuro il motore di questa straordinaria carriera.

Le strumentali sono estremamente efficaci e curate in maniera certosina: ad essere spetta infatti il compito – estremamente importante – di trasportare l’ascoltatore sopra le nuvole, nel mondo dove i PNL regnano incontrastati. In questo album vi sono differenti tappeti sonori e lo si nota senza troppe difficoltà scorrendo tra le tracce che compongono l’album: si possono riscontrare i ritmi del rap attuale ma anche rimandi alla dance degli anni ’90, oltre che inserti esotici e latineggianti sui quali i PNL rappano con delicatezza accompagnati dalla melodia di un pianoforte o dagli arpeggi di una chitarra.

Queste melodie vengono coniugate a dei testi profondamente introspettivi nei quali ogni ascoltatore si può rispecchiare: la ricerca continua di sè stessi, la perenne tensione alla redenzione spirituale che stuzzica l’animo, il desiderio di ricongiungersi alle profonde radici. La forte vocazione biografica del duo francese è una costante irrinunciabile che viene rinnovata di album in album, imprescindibile da ogni loro lavoro: essa vive sotto la loro pelle ed è componente ontologica nel progetto Deux Frerès. Già il titolo, traducibile in “due fratelli”, evidenzia immediatamente all’ascoltatore il protagonista indiscusso della musica dei PNL: loro stessi.
Dopo essere entrati nella leggenda N.O.S. e Ademo sono tornati per ribadire già dal primo impatto che il mondo è soltato loro.

Ora la vita è bella, ma non è sempre stato così. Nel corso del disco viene più volte esplorato il classico topòs dell’Hip Hop: il resoconto di un viaggio travagliato. I due fratelli si guardano spesso indietro per ammirare la strada percorsa e tirare un sospiro di sollievo ricordando le memorie che hanno caratterizzato un adolescenza poco tranquilla, complice l’attività di spaccio che hanno portato avanti per molto tempo. In questo senso è esemplare la traccia di apertura Au DD il cui titolo – letteralmente “al dettaglio” – rimanda al passato criminale di Tarik e Nabil, che tuttavia ora osservano dall’alto della Torre Eiffel le strade della città in cui un tempo dovevano lottare per sopravvivere.

Il duo non sembra capace di staccarsi dal quartiere e dai sogni che avevano coltivato lì dentro per anni. N.O.S. (nome d’arte di Nabil) spera ad esempio che la torre dove ha vissuto con la famiglia non venga mai distrutta, per farla ammirare ai figli. Insomma, se le basi possono metaforicamente essere definite “spaziali”, i loro piedi sono ben piantati per terra, così vicini al marciapiede che hanno calcato per tutta una vita.

Ad oggi, in soli 4 giorni, l’album ha raggiunto l’incredibile cifra di 74mila copie vendute, certificandosi così disco d’oro (oltre 50mila copie vendute), e avviandosi a grandi passi a raggiungere il platino (100mila copie) in un batter d’occhio.

Nella giungla urbana si continua a stare con la mente tra le nuvole e ad ogni ascolto si prenota un viaggio verso una meta poco definita ma sicuramente piacevole. La loro musica è un atto di vita, il miracoloso riscatto di una realtà adesso positiva sopra un sentimento, spesso anche malinconico, delle azioni passate e dei ricordi.

Tarik e Nabil partono dal nulla, vengono dalla periferia di Parigi con un bagaglio di sogni grandi come le torri dei quartieri che abitano dove, seduti su una sedia in fondo a un corridoio, aspettavano di vendere qualche dose. Ma se oggi vediamo i “Deux frères” in cima alla Tour Eiffel per girare un videoclip è soltanto perchè hanno realizzato i propri sogni seguendo nien’altro che un unico comandamento: il mondo è di chi se lo prende.

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