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Ill Bill vi mangerà tutti: Cannibal Hulk è un piccolo gioiello dell’underground

Cannibal Hulk è il nome del nuovo progetto di Ill Bill, uscito il 29 marzo. Il lavoro è una collaborazione con il producer Stu Bangas. Per il rapper di Brooklyn è un ritorno dopo poco più di un anno dal precedente disco: era il 27 ottobre 2017 quando veniva rilasciato Black God White Devil, il secondo progetto degli Heavy Metal Kings, duo composto dallo stesso Ill Bill e Vinnie Paz.

Come facilmente intuibile da titolo, il progetto è costruito attorno al personaggio Marvel. I riferimenti all’universo della Casa delle Idee son molteplici: innanzitutto il titolo, la versione Ultimate di Hulk – uno degli universi Marvel – che ha dimostrato una certa propensione al cannibalismo tanto che non son mancati episodi in cui abbia sbranato il proprio avversario.

La quarta traccia, World War Hulk, prende il nome da una saga crossover del 2007 in cui il Golia Verde torna sulla Terra per vendicarsi degli Illuminati, un gruppo segreto degli Avengers composto da Iron Man, Mister Fantastic, Namor (re di Atlantide), Doctor Strange, Freccia Nera (re degli Inumani) e Charles Xavier aka Professor X. Perché dovrebbe volersi vendicare? Perché il gruppo (con l’opposizione di Namor e l’assenza di Xavier legata agli eventi di un’altra saga Marvel, Decimazione) ha pensato bene di spedire Hulk nello spazio con l’inganno dopo l’ennesimo caos combinato dal Gigante di Giada (nulla di che, ha solo raso al suolo mezza Las Vegas). Gli eventi ovviamente hanno preso una piega inaspettata (la saga Planet Hulk) portando l’alterego di Banner a volersi vendicare degli ex compagni.

Altri tre titoli della tracklist, composta da dieci tracce, sono espliciti riferimenti a personaggi Marvel. La traccia 6, Russo’s on the Bay, rimanda al personaggio di Henry Russo, un hacker noto come Micro e presente in diverse avventure del Punitore. Il personaggio, seppure con nome diverso, compare anche nella serie Netflix The Punisher. La traccia 8, Joe Fixit, si riferisce all’omonimo personaggio che non altro che un alias dell’Hulk Grigio. Infine, la traccia 9, Shiva Call, non è una citazione alla divinità induista ma ad un robot del programma Arma X, quello a cui partecipa Wolverine ricoprendogli lo scheletro di adamantio. La seconda traccia, Antron Singleton, invece, non prende il nome da un personaggio fumettistico ma è il vero nome del rapper Big Lurch che nel 2002 ha ucciso la compagna e ne ha mangiato dei pezzi. Tranquilli, sta scontando l’ergastolo.

Tornando a Joe Fixit, il personaggio in apparenza potrebbe essere in opposizione con il concept del disco. L’idea dell’Hulk cannibale tramanda un senso di brutalità irrazionale mentre Fixit è una figura molto differente. Innanzitutto, dimenticatevi l’idea dell’Hulk stupido. Joe, così come l’Hulk di World War Hulk, ha tutta la genialità di Banner ma, invece di applicarla alla scienza, si dedica alla malavita divenendo il boss mafioso principale di Las Vegas e non a caso Ill Bill apre la traccia con il ritornello che recita:

“I got killers that’ll kill your killers
I got gorillas that’ll kill gorillas
I got shooters that’ll shoot your shooters”

Insomma, con Ill Bill non si scherza. Di un certo livello è anche l’attacco della prima strofa: “Children of God, planet of apes, rachets and blades”. Saremo anche figli di Dio, ma la realtà che Bill conosce mostra il genere umano non migliore degli animali, invischiato in violenze e soprusi. È l’umanità che si rivela cannibale. Il riferimento al Pianeta delle Scimmie, inoltre, rimanda all’idea stessa di quella saga che critica proprio quegli aspetti di un’umanità arrogante convinta di poter disporre del pianeta a suo piacimento.

Il disco vanta le collaborazioni di Goretex (ben in quattro tracce, Antron Singleton, World War Hulk, Shiva Call e Hulk Meat), Slaine (World War Hulk) Vinnie Paz (Russo’s on the Bay) e Snak the Ripper (Joe Fixit). Uno dei passaggi che meglio spiega il concept del lavoro è lo skit di apertura di Antron Singleton che interpola un’intervista rilasciata da Lurch, il rapper cannibale, alla Fox in presenza del suo avvocato. Alla domanda dell’intervistatore, Singlelton risponde così per giustificare il destno riservato alla compagna:

“[…] I had to find the devil and kill the devil before the world ended.”

Il lavoro svolto da Bangas funge da colonna sonora perfetta, fornendo le atmosfere che esaltano il rap di Bill anche ricorrendo a scratch come nel caso di Russo’s on the Bay in cui vengono campionati due brani: Delete traccia di Blacastan prodotta dallo stesso Stu e con Bill in featuring e Simple Murder dei The Beanuts.

L’obiettivo del disco era quello di combinare il personaggio Marvel con suoni e liriche molto crudi ed aggressivi e Bill, Bangas e i featuring riescono perfettamente nel risultato. A ciò si aggiungono l’abilità lirica e il talento naturale nel rappare di Ill Bill che rendono questo disco un piccolo gioiello dell’underground.

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Matteo Merletti

Sono Matteo, ho 23 anni. Se non vi piace ciò che scrivo offritemi un gin tonic e ne parliamo.

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