• Home
  • Iridescence è il viaggio che accompagna i Brockhampton nel mainstream

Iridescence è il viaggio che accompagna i Brockhampton nel mainstream

Nell’articolo dell’anno scorso avevamo lasciato i Brockhampton impegnati in un tour che li vedeva in viaggio per tutta l’America e con tre album auto-prodotti all’attivo, la trilogia dei Saturation, che macinava dei numeri pazzeschi per una band al proprio battesimo del fuoco nel mainstream. Ecco la recensione di Iridescence.

Per chi non avesse la minima idea di cosa io stia dicendo eccovi un breve viatico per scoprire i Brockhampton: i Brockhampton sono un gruppo di personalità artistiche composto da una quindicina di persone tra performer, produttori, stilisti, grafici e web designer provenienti da varie zone degli Stati Uniti e d’Europa nato all’interno del forum di fan di Kanye West, Kanyetothe.com, quando Kevin Abstract, frontman e leader del gruppo, postò questo stato:

“Anyone wanna start a band”

Per informazioni più dettagliate sulla formazione e sugli albori dei Brockhampton vi rimandiamo al nostro articolo di presentazione della band dello scorso anno

BROCKHAMPTON, la boyband nata su Internet che sta sconvolgendo il mondo del rap americano

 

Con Saturation 3 che debuttava alla numero 15 di Billboard, posizione davvero impressionante per un gruppo senza una vera etichetta che registrava i brani in una specie di comune nella zona nord di Los Angeles in cui vivevano in 15, si prospettava un futuro radioso dopo un 2017 così brillante, che li aveva consacrati tra le novità più interessanti del panorama musicale americano.

“esto es el fin de un’era”

E infatti non tardarono ad arrivare props da vari artisti e addetti ai lavori, tra cui Tyler The Creator e Frank Ocean, indubbiamente tra i maggiori riferimenti musicali nonché figure ispiratrici del progetto Brockhampton, e Anthony Fantano, the internet busiest music nerd, uno dei più famosi youtuber del mondo specializzato in review e reaction degli album.

Il primo tour americano della band si è rivelato un successo inaspettato. E’ bastato un anno di attività ai Brockhampton per costruirsi una solida e affezionata fanbase pronta a far sentire il proprio calore in ogni data dei live, assomigliando più ad una grande famiglia che a un pubblico.

Il 2018 dei Brockhampton si apre con la firma per RCA, una delle più grandi case discografiche al livello internazionale che può vantare nel proprio roster nomi altisonanti come quello di Khalid, Childish Gambino, A$AP Mob e Foo Fighters.

L’attesa per il primo vero e proprio album in studio del gruppo comincia a fermentare, l’hype inizia a salire quando viene annunciato un primo titolo di quello che sarà il disco, Team Effort”, che verrà poi cambiato nelle settimane succesive in favore di “Puppy”, con data d’uscita prevista per i primi giorni di giugno e l’annuncio fatto direttamente su Youtube da un fan celebre della band, Jaden Smith.

Ma come nelle migliori sceneggiature hollywoodiane, quando tutto sembra pronto per il lancio ufficiale del disco, alla vigilia della pubblicazione ecco la tragedia. Uno scandalo investe i Brockhampton: Ameer Vann, uno dei membri fondatori del collettivo, nonché volto che compare in solitaria sulla copertina della trilogia dei Saturation, viene accusato di atteggiamenti violenti e persecutori da alcune sue ex ragazze e conoscenti. La voce impazza su Twitter, dove appaiono le prime rivelazioni delle ragazze interessate, si alza un polverone mediatico che costringe Kevin Abstract a pubblicare un comunicato ufficiale a nome della band in cui formalizza l’uscita di Ameer dai Brockhampton.

 

Anche se Kevin Abstract stesso ci tiene a prendere personalmente le distanze dagli atteggiamenti tenuti da Ameer, questa mossa è con ogni probabilità un’imposizione dall’alto della casa discografica in quanto una questione come quella di Ameer avrebbe pregiudicato il contratto appena firmato dalla band. Infatti tra i motivi che hanno spinto la RCA a prendere i Brockhampton nella propria scuderia ci sono tutta una serie di messaggi di fratellanza e rispetto per la vita umana in generale che il gruppo ha sempre avuto a cuore di veicolare, che vanno in contrasto con l’immaginario attuale e non solo del rap, va da sé che avere un membro sul cui capo pesano tali accuse avrebbe minato l’immagine e la credibilità di tutta la band. I Brockhampton ne escono sconvolti, a tal punto da sospendere il tour che li vedeva ancora impegnati, in modo tale da riorganizzare le idee e riprodurre da capo un intero progetto che prevedeva la presenza di Ameer al proprio interno. In uno degli ultimi live nei drammatici giorni dello scandalo, Joba, istrionico ed eclettico performer del gruppo, scioppiò in lacrime, e tutta la band si raccolse intorno a lui in un abbraccio che commosse l’intera folla.

I giorni passano senza notizie dei Brockhampton mentre i fan si chiedono se la band riuscirà a cavarsela anche senza Ameer, ma la risposta a questa domanda non tarda ad arrivare. La prima apparizione pubblica dei Brockhampton dopo la vicenda Ameer è sul finire del mese di giugno, da Jimmy Fallon al Tonight Show, in cui il gruppo si esibisce in una toccante esibizione di un brano inedito, TONYA, che si rifa ad un documentario celebre negli Stati Uniti sulla figura dell’ex pattinatrice sul ghiaccio, Tonya Harding, che mette in luce i problemi e le contraddizioni che portano con sé il successo e la fama. Jimmy Fallon annuncia TONYA come estratto di un album di prossima uscita, chiamato The best year of our lives, che però non vedrà mai la pubblicazione, infatti bisognerà aspettare la fine dell’estate perché finalmente il tanto atteso lavoro targato Brockhampton veda la luce.

Comunque i Brockhampton non se la sono sentita di lasciare i loro fan all’asciutto per tutta l’estate, visto che nel corso dello scorso anno sono usciti più di 70 pezzi, pubblicando tre brani, 1999WILDFIRE, 1998TRUMAN,   e 1997DIANA, esterni al progetto che sarebbe arrivato a settembre, che forse saranno parte di un altro tape di prossima uscita.

 

Iridescence è fuori dal 21 settembre scorso, registrato per metà alle Hawaii e per metà negli storici studi londinesi di Abbey Road, e risponde inequivocabilmente alla domanda che si ponevano i fan, “ce la faranno i Brockhampton anche senza Ameer”, con un grandissimo sì. L’album si apre con NEW ORLEANS che mette subito le cose in chiaro, i Brockhampton fanno sul serio, sono determinati e sono qui per restare.

Sin dalle prime tracce si nota l’alternanza tra brani con beat che guardano alle atmosfere musciali industrial come la stessa NEW ORLEANS, BERLIN, WHERE THE CASH AT, o J’OUVERT, per i quali la collaborazione di un maestro di questi suoni minimali come Rick Rubin, co-produttore di un classico del genere come Yeezus, è fondamentale, e pezzi melodici che strizzano l’occhio al neo-pop rivisto in chiave sperimentale alla Frank Ocean caratterizzato da un massiccio uso di vocoder e altri effetti distorsivi della voce, sono esempi canzoni come SOMETHING ABOUT HIM, dedicata al fidanzato del leader Kevin Abstract, destinato a diventare un inno della musica queer, THUG LIFE, interessante per il contrasto tra un testo tipicamente trap e un sottofondo musicale e dei vocalizzi prettamente da ballad, SAN MARCOS e la stessa TONYA.

Lo stile di scrittura e metrico dei Brockhampton rimane legato al mondo del trip hop e dell’avant rap, con dei testi più freak e da nerd se vogliamo, lontani dall’autocelebrazione narcisistica e dalla glorificazione del vizio e del Dio Denaro molto comune nel rap, oggi con la trap come negli anni passati col gangsta rap. In quest’ottica la presenza nei credit del disco di due mostri sacri di questo genere di rap, come Tyler The Creator e Pharrell Williams in veste di co-produttori, risulta più che calzante, oltre che essere un sogno che si realizza per i ragazzi della band, che hanno avuto la fortuna di lavorare fianco a fianco con due delle loro maggiori fonti di ispirazione.

Se volessimo accostare i Brockhampton a degli artisti esistenti i nomi da fare sarebbero quelli di Death Grips e JPEGMAFIA (tra i tanti fan illustri della band), che condividono con i Brockhampton una forte tendenza alla sperimentazione ma che differiscono da loro per gli elementi melodici riconducibili alla musica pop, che rendono i Brockhampton più accessibili rispetto agli artisti sopracitati. Rispetto alla trilogia dei Saturation, in Iridescence si perde inevitabilmente un po’ di quella vena spensierata che caratterizzava il gruppo, anche alla luce della situazione che hanno dovuto affrontare, insieme all’ansia e alla pressione dovute al debutto in label. Non a caso se dovessimo scegliere un pezzo che riassume l’impianto tematico di tutto l’album questo sarebbe certamente WEIGHT, in cui si parla appunto del peso delle aspettative che i Brockhampton sentono intorno a loro, e la paura di deludere queste aspettative che li attanaglia. Brano interessante anche perché racchiude le due anime di questo disco, melodico all’inizio fino al cambio di beat finale.

Parlando di performance singole, oltre a Kevin Abstract, che si conferma come uno degli artisti più interessanti tra le giovani promesse della scena statunitense, spicca Joba, che mostra una maturità artistica spiazzante e una versatilità che già lo contraddistingueva ma alzando decisamente l’asticella. I suoi hook spesso in falsetto, che ci accompagnano per l’intero disco, sono indimenticabili, e nella sua strofa di J’OUVERT suona come se si fosse mangiato Peggy e Eminem. Bearface è la rivelazione di Iridescence, se prima la sua presenza era relegata a circostanze episodiche, infatti nei tre Saturation c’era un brano per ogni album dedicato alle sue sortite chitarra e voce da Ed Sheeran irlandese, in questo disco anche per via dell’assenza di Ameer ha un ruolo più centrale, è presente in diversi brani e in alcuni di questi si cimenta anche nel rap, non sfigurando e risultando molto credibile, anche grazie ad un uso sapiente dell’autotune, contribuendo con il suo accento esotico a conferire a Iridescence un’atmosfera british. MerlynDom Mclennon si confermano sui livelli dei precedenti lavori, il primo torna con le sue strofe urlate in accento ghanese che i fan amano tanto, ma esce anche dal suo seminato a tal punto che in alcuni passaggi bisogna andare su Genius per rendersi conto che quello che hai appena ascoltato era proprio lui, il secondo rimane il vero e proprio MC del gruppo, con una marcia in più dal punto di vista lirico e metrico, è senz’altro la sua la penna più fine dei Brockhampton, anche se a voler essere proprio pignoli i suoi continui rimandi alla sfera spirituale alla lunga possono risultare monotoni. L’unico membro che sembra subire un’involuzione è Matt Champion, vuoi perché la sua presenza all’interno di Iridescence è meno frequente rispetto agli altri lavori, fatto sta che escludendo forse la sua strofa in VIVID non raggiunge mai le vette che aveva visto con pezzi come JUNKY o BUMP, BUMP che ritroviamo anche in Iridescence sotto forma di sample per chiudere il brano HONEY.

Il disco è diviso in due parti dall’interlude LOOPHOLE, e mentre nella prima parte ci sono brani che risultano alcune volte incompleti, e in alcuni passaggi emergono troppo le singole personalità e si fa fatica a ritrovare la proverbiale coesione e la chimica che sono uno dei maggiori punti di forza dei Brockhampton, nella seconda non c’è un brano che non sia curato nei minimi dettagli, in pieno stile Brockhampton, il secondo blocco di quest’album è da prendere interamente e mettere in cima alle cose migliori fatte da questa band dal momento in cui è nata, con l’ultimo pezzo, FABRIC, che è il perfetto riassunto di cosa siano musicalmente i Brockhampton, e lascia l’ascoltatore in fibrillante attesa di ciò che verrà in futuro.

Dopo la prima settimana i Brockhampton debuttano al primo posto della top100 di Billboard, il che è quasi un miracolo considerando che i Brockhampton per aspetti tematici e musicali sono molto diversi da ciò che impone il mainstream attualmente nel rap. In pochi avrebbero puntato sulla più grande boyband dopo i One Direction, come loro amano definirsi, ma alla fine è successo: questi ragazzi che si sono conosciuti su internet hanno conquistato l’America.

Tag: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici