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Il Bimbo Magico cresce: Pizzicato è la consacrazione artistica di Izi

La storia narra di un rapper emergente che giusto un anno fa pubblicava il suo primo album. Fra critiche da un lato e approvazioni dall’altro, il giovane Diego inizia a farsi strada tra i grandi nomi, ottenendo, contestualmente ai suoi amici della scena trap, notorietà. Tra un feat e l’altro la convinzione riguardo alle sue capacità aumenta, raggiungendo l’apice nella strofa de “Il Ritorno delle Stelle“. Ormai il momento è giunto: è ora di pubblicare un nuovo lavoro. Così oggi la storia narra di quel Diego che è diventato IZI e che col suo nuovo album Pizzicato entra di diritto tra i grandi della scena rap, consacrandosi artisticamente.

Se lo aspettavano un po’ tutti, ma nessuno aveva il pieno coraggio di affermare che Pizzicato sarebbe stata la consacrazione artistica di Izi. Tuttavia le premesse sono state accontentate e il giovane di Cogoleto ha tirato fuori un album stellare. Prima di parlare della potenza musicale di quest’ultimo, però, soffermiamoci per un attimo sulla sua copertina.

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Cover di Pizzicato

Essa è composta principalmente da tre cose: degli esseri deformi che ricordano dei demoni, un marasma di persone che cerca di scappare ma viene bloccato dai precedenti e infine un uomo inondato da un fascio di luce, la quale sembra farlo lievitare verso l’altro, allontanandolo da quell’incubo che lo circonda. Quell’uomo è Izi che viene salvato dalla musica (rappresentata dal fascio di luce) liberandosi di tutte la paure, le ansie e i demoni che lo hanno tenuto ancorato al suolo fino ad oggi. Insomma, partiamo bene: la copertina è profetica.

Cosa rende Pizzicato un album stellare?

PRODUZIONI MUSICALI

Sono diversi i producer che hanno messo mano su questo disco: il grande factotum del suono Marco Zangirolami, EstremoSick Luke, Shablo, Simoo, Noise, Marz e il Dj di Izi Davide Ice. Indipendentemente da chi di loro si prenda in considerazione, tutte le produzioni hanno in comune la stessa caratteristica: SPERIMENTALISMO. Mossa azzardata comporre sonorità e ritmi così alternativi e ricercati, ma il gioco è valso la candela: le produzioni portano una ventata innovativa come poche e stendono un tappeto perfetto per lo stile altrettanto sperimentale e frenetico di Izi. Gli architetti del suono sopra citati sono stati capaci di realizzare un ottimo compromesso tra inventiva e composizione, ottenendo dei beat che in un modo o nell’altro lasciano l’impronta. Particolarmente degna di nota è la scelta di Shablo di utilizzare un batteria registrata in studio per accompagnare Pianto, dando alla composizione un ritmo decisamente incalzante.

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Primo piano di Izi nel film “Zeta”

CONSAPEVOLEZZA STILISTICA

Alla larga tutte le critiche e le malelingue che si sono accostate ad Izi da un anno a questa parte. Il buon Diego in quest’album ci dimostra quanto sia capace di usare in modo consapevole il suo stile e quanto questo stile sia maledettamente efficace. Izi è un treno, non si ferma mai, compone liriche intrecciate che danzano letteralmente sulla base ed imprime la sua impronta vocale in modo deciso. Peculiare l’uso degli schemi metrici: il rapper infatti preferisce spesso le assonanze/consonanze alle rime vere e proprie il che produce un effetto caratteristico di movimento che si accompagna decisamente bene alla struttura dei pezzi. Inoltre questo suo andare come un treno gli permette di incastonare rime interne nascoste che spezzano i ritmi e li ricostruiscono di volta in volta. Propositivo anche l’utilizzo dell’Autotune, non troppo invasivo come nel precedente Fenicescelta che permette all’artista di calibrare in maniera più autentica l’intonazione. L’uso oculato di quest’ultimo gli permette infatti di oscillare bene tra le sonorità più crude e quelle più orecchiabili “da ritornello”. Non esiste una traccia in quest’album dove Izi non si sia messo in gioco; e se questo è il suo modo di giocare, beh, speriamo anche che si diverta.

FEATURINGS

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Tedua e Vaz Tè, in un’istantanea del singolo “Medaglia d’oro”. I rapper genovesi hanno partecipato al disco di IZI in “Wild Bandana”

 

La questione featuring ha suscitato molta curiosità tra i fan, soprattutto per i nomi annunciati. Andiamo ad analizzarli uno per uno.

  • Enzo Dong: buona prova del napoletano, il quale ha saputo interpretare bene il mood della canzone ed ha impresso con efficacia il suo stile.
  • Fabri Fibra: purtroppo il buon Fabrizio è apparso leggermente sottotono, producendo una strofa che si mantiene sulla soglia della mediocrità ma di certo poco memorabile. Il suo “problema” principale è stato lo stesso Izi, che lo ha eclissato letteralmente facendoci quasi scordare della sua presenza.
  • Caneda: impressionante la prova dell’ex Dogo Gang: ottima attitudine sulla traccia e una non indifferente profondità lirica.
  • Vaz Tè e Tedua: benino il primo, benissimo il secondo. Vaz Tè ha composto una bella strofa che però resta comunque di qualche gradino inferiore ai suoi due compagni. Tedua invece ha dato prova ancora una volta delle sue capacità di scrittura che regalano sempre emozioni facendo a spallate con Izi per decidere chi abbia avuto la meglio.

 

MATURITÀ ARTISTICA

Ciò che più ha convinto di questo Pizzicato è stata la conferma del raggiungimento della piena maturità artistica di Izi. Il ragazzo non ha nessuna paura a mostrarsi: regala pezzi di sé nei testi che scrive e imprime una poetica toccante su ogni parola, sa essere arrogante e a tratti incontrollabile, aggredisce la base e non lascia nessun dubbio sulle sue capacità tecniche. Egli è stato bravo a dimostrare che d’ora in poi sarà anche lui uno da battere e che quest’album rappresenta la sua consacrazione definitiva. I fan aspettavano solo che la Fenice spiccasse il volo, e Diego li ha accontentati. E dunque è vero che, alla fine, tutto torna.

 

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