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Logic: quando il nemico sono i social media

Sir Robert Bryson Hall II, meglio conosciuto come Logic, ha scelto l’omonima pellicola diretta nel 2002 da George Clooney per presentare al pubblico il suo sesto album in studio, uscito il 10 maggio 2019: Confessions of a Dangerous Mind. Per il rapper statunitense si tratta già della seconda uscita dell’anno dopo Supermarket Soundtrack, colonna sonora del romanzo pubblicato il 26 marzo.

Che il 2019 potesse essere un’annata prolifica per Bobby Tarantino lo si poteva intuire da alcuni tweet sibillini pubblicati tra la fine dello scorso anno e la prima settimana di gennaio.

Con questo tweet l’artista scatenò la fantasia dei fan che invasero il web pregustando il tanto atteso terzo capitolo della serie di Bobby Tarantino o un sequel della quadrilogia di Young Sinatra. L’idea perpetrata tra il pubblico di un’imminente uscita di un mixtape viene però smentita poco dopo l’uscita del primo estratto: Keanu Reeves. Sarà lo stesso Logic ad annunciare infatti in un’intervista che il pezzo è il primo tassello che andrà a completare un progetto completamente nuovo.

Dopo la pubblicazione di altri due estratti – la title-track e Homicide con la collaborazione di Eminem – l’album vede la luce il 10 maggio e debutta al primo posto nella classifica Billboard200. Con questo riconoscimento Logic diventa il primo artista a raggiungere per tre anni consecutivi la posizione numero 1 nella chart del famoso magazine, avendo già tagliato questo ambito traguardo nel 2017 con Everybody e nel 2018 con Bobby Tarantino II.

Confessions of a Dangerous Mind si presenta con una tracklist di 16 tracce e featuring di grosso calibro: oltre al già citato Eminem sono presenti Will Smith, G-Eazy, Gucci Mane, Wiz Khalifa, YBN Cordae e nella penultima traccia Bobby per qualche battuta Smokey Legendary, che altri non è che suo padre. Il tappeto sonoro è preparato per la maggior parte delle tracce dal fidato 6ix, ma sono presenti anche altri producer che hanno contribuito alla buona riuscita di questo progetto, fra questi DJ Khalil, !llmind  e Frank Dukes.

Le tematiche toccate dall’artista sono diverse e vengono raccontate con molteplici sfaccettature, alcune per certi versi discordanti fra loro, ma anche questo è Logic e le sue differenti personalità emergono come non mai in questo progetto fin quasi a scontrarsi l’una con l’altra.

Nella title-track Young Sinatra mette a nudo le proprie debolezze, rievocando il pathos dei momenti più difficili della sua vita scanditi dalla depressione e da pensieri suicidi. Dopo aver trovato la luce in fondo al tunnel dedica nella seconda strofa alcuni versi ai colleghi vittime di overdose, come l’amico Mac Miller, affibbiando le colpe sì al successo e alla fama che molto spesso portano ad uno smarrimento interiore, ma accusando anche i social media di avere un impatto negativo verso chi è sotto i riflettori. Proprio il ruolo di antagonista svolto dai social media sarà il filo conduttore che tornerà più volte e legherà fra loro le varie tracce dell’album.

Dopo una traccia introspettiva e ricca di spunti riflessivi arriva Homicide. L’artista decide a questo punto di alleggerire l’ascoltatore con un banger dilettandosi in una vera e propria competizione di rime, incastri e flow spalleggiato dalla leggenda di Detroit. Quello di Homicide è un Logic furioso ma allo stesso tempo autoironico, ispirato all’alter ego violento di Eminem – Slim Shady – a cui rende omaggio richiamando più volte il ritornello del famoso pezzo del 1999 My Name Is. Nonostante i fini prettamente pirotecnici con cui è stata concepita la collaborazione, i due non risparmiano critiche e frecciatine nei confronti dei mumble rappers per i loro testi privi di significato.

Wannabe e Clickbait riprendono le fila del discorso lasciato in sospeso nell’opening: se nella prima Logic racconta di un giovane Robert che sogna di raggiungere la fama e il successo, è nella seconda che il rapper descrive dettagliatamente come il ruolo deviante dei social media, che talvolta creano una realtà parallela, possa alterare la salute mentale e portare a conseguenze incontrovertibili. Il riferimento è per chi si è approfittato della morte del rapper e amico Lil Peep per speculare e creare dei veri e propri clickbait sul web per raccogliere visibilità.

A questo punto del disco comincia uno stand-alone di cinque tracce collegate tra loro da un comune denominatore: l’ostentazione della sfarzosità. Gli ospiti non si fanno trovare impreparati e con tre strofe di alto livello G-Eazy, Gucci Mane e Wiz Khalifa creano, ognuno a modo loro, delle vere e proprie hit da club.

Il featuring con Will Smith è forse il più atteso dal momento in cui è stata pubblicata la tracklist. Don’t be afraid to be different, seppur breve, è ricco di good vibes a livello sonoro e rievoca un groove tipico degli anni ’80. La strofa di Willard comincia riprendendo i primi versi della sigla della famosa serie TV che lo consacrò a livello planetario: Willy, Il principe di Bel-Air. Il pezzo è un incoraggiamento a non omologarsi e invita l’ascoltatore a non aver paura di far emergere sempre la propria personalità.

Confessions of a Dangerous Mind è dunque un album vario e valido a livello di sonorità, tuttavia per quanto riguarda le tematiche affrontate si presenta forse poco coeso e spesso ridondanteLogic si conferma liricamente e tecnicamente dotato: non mancano nei testi incastri, punchline, citazioni e cambi di flow con cui ha abituato il pubblico in questi anni, vero e proprio marchio di fabbrica del rapper di Gaithersburg.

Si tratta tuttavia della terza pubblicazione in poco più di sette mesi, e Logic inizia senza dubbio ad accusare il prezzo di questa copiosità: l’artista sembra trovare delle ovvie difficoltà nel variegare gli argomenti e i mood, da cui deriva il forzato inserimento di tracce filler che oltre a rischiare di appesantire l’album rischiano di traviarne il reale concept, rendendo il progetto decisamente meno godibile.

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