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Un parto nell’acqua: Mac Miller rinasce con Swimming

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori, diceva De Andrè. Ed è proprio questo che è successo a Mac Miller, che, da un periodo buio, ha trovato la forza di rialzarsi , ha trovato la forza di Nuotare per rimanere a galla, con il suo nuovo album: Swimming.

Gli ultimi mesi per il rapper Pittsburgh non sono stati per nulla semplici. La rottura, annunciata a Maggio ma probabilmente maturata in precedenza, con la PopStar Ariana Grande e, poche settimane dopo, l’arresto per guida in stato di ebrezza dopo essere finito con la sua auto contro un palo della luce hanno fatto presupporre il peggio ai suoi numerosi fans e agli addetti ai lavori. La rottura di una relazione non è mai una cosa semplice, a maggior ragione se lei si chiama Ariana Grande e tu le hai quasi interamente dedicato il tuo ultimo album, The Divine Feminine.

Chiunque probabilmente, in questa situazione, avrebbe avuto bisogno di molto più tempo per riprendersi, per leccarsi le ferite, per accettare il corso degli eventi. Per Miller invece no, non è stato così, a lui sono bastati pochi mesi per ritornare lucido, riflessivo, per scrivere un album di autoaccettazione per convertire i suoi guai in un album più triste del precedente ma allo stesso tempo più saggio.

Tredici  tracce nelle quali il rapper classe ’92 sceglie di non nuotare spasmodicamente verso un obiettivo, ne di lasciarsi cadere giù, ma bensì di restare a galla, di godere quello che si ha, conscio del fatto che quello che si ha è quello che si merita.

In una recente intervista il rapper ha affermato in maniera pacata e zen, che quello che gli è successo (il suo arresto in primis) è la cosa migliore che gli sarebbe potuta accadere. Come se avesse vissuto tutto ciò in terza persona, da una visuale preferenziale, senza essere coinvolto in nessun modo, con lo scopo di imparare, di farne tesoro.

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Mac Miller in quest’album sembra cresciuto. Scrollatosi di dosso i campanilismi ed i cliché dell’ Hip Hop tipici dei primi album, dopo aver approfondito amicizie, rapporti interpersonali in The Divine Feminine, ha scelto di dedicarsi a sé per conoscersi meglio.

Nel pezzo più significativo dell’album, Self Care, Miller ondeggia tra diversi stili, con rime pungenti e momenti di pausa contemplativa. Significativo il video che mostra il rapper all’interno di una bara, sveglio e attivo, che con un coltellino incide sul legno Memento Mori prima di colpire violentemente la superficie e uscire dalla bara aprendola a suon di pugni. Una metafora per l’intero album, che esplica come nonostante si  è consci del fatto che la morte, le cose brutte, il male possano sempre essere dietro l’angolo, si deve sempre combattere per resistere, si deve sempre nuotare per non affogare.

Nell’intro Come Back to Earth il rapper con un verso esplica il significato dell’intero disco: “I was drowning, now I’m swimming.”. Il disco in sé per sé alterna concetto e suono, musica e significato per tutta la sua durata, felicità e tristezza, spensieratezza e riflessione. L’ottimismo coesiste con rimpianti e intossicazioni, si alternano con chiarezza: un momento Miller si irradia di fiducia verso il mondo, e il giorno dopo, accetta che l’uomo saggio sappia di non sapere.

In altre parole, è un album che sa come si invecchia e accetta di farlo, abbandonare l’ideale della perfezione e imparare a vivere con se stessi per come si è. “Every day I wake up and breathe / I don’t have it all, but that’s all right with me” canta Miller in 2009 accompagnato da una melodica sensazionale.

Un disco che probabilmente può essere compreso a pieno solo al suo autore, racchiude in se frammenti di pensieri, di momenti, di emozioni, per questo può sembrare per certi aspetti un album noioso, a tratti ripetitivo, come se si fosse voluto allungare il brodo inutilmente. Miller in quest’album probabilmente vuole dimostrare, tramite un viaggio interiore, solitario, di non essere più il ragazzo festaiolo e superficiale di un tempo, che ha bisogno di una donna al suo fianco per stare bene, vuole dimostrare a se stesso e agli altri di essere cresciuto, di essere un uomo, di essere maturato.

Swimming termina con leggerezza, con serenità: in So It Goes, su delle chitarre smorzate in nostro Mac Miller canta quelle tre parole come un mantra prima di essere inghiottito da un muro di suoni. In qualche modo, questo, sembra un lieto fine, un’accettazione di ciò che è stato, e di ciò che deve venire.


Edoardo Mocellin

Edoardo Mocellin

Mi chiamo Edoardo, e vengo dal basso. Nel senso che le mie parole vi giungono dalla provincia di Lecce dove sono nato, cresciuto e tuttora vivo. Per me il passo dal cantautorato italiano, ascoltato in infanzia per merito dei miei genitori, ai rapper della penisola italica è stato breve. E questo è tutto. Amen.

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