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Prendi tre, paghi uno: offrono i Rae Sremmurd con il triplo album SR3MM

I Rae Sremmurd tornano in sella con il loro ultimo album, 27 tracce divise in tre progetti: SR3MM.

Da una parte amore e tenerezza, dall’altra indifferenza. Da un lato strumentali articolate e cullanti, dall’altro un minimalismo basato su suoni potenti. Prima tranquillità, poi casino. In sostanza, Swae Lee e Slim Jxmmi, i Rae Sremmurd. Composto da tre dischi, uno come gruppo, due da solisti, SR3MM  spiega le differenze tra i due membri, il modo in cui questi si completano a vicenda creando uno dei prodotti migliori della scena americana attuale, e perché funziona così dannatamente bene.

La prima parte, il vero e proprio SR3MM, è un blend degli stili dei due membri. Combinando i loro punti di forza, in collaborazione con altri artisti di rilievo, scrivono nove hit che toccano esclusivamente temi legati allo status raggiunto nel giro di appena due album, e di conseguenza il loro ruolo nella scena, dando un significato ulteriore all’idea di Sremmlife.

Questo disco rappresenta inevitabilmente la chiusura di un ciclo, e per il duo ciò richiede il dover dimostrare di essere qualcosa che rimarrà nel tempo. Per fare questo, è necessario dare una chiara idea all’ascoltatore dell’identità del gruppo, dell’immaginario che rappresenta, e della peculiarità di esso.

Nel secondo atto, Swaecation, viene fuori la parte piu gentile del duo. Swae Lee, noto per la delicatezza con cui tocca le basi, rivela un lato dolce e amoroso che raramente era venuto fuori lavorando con Jxmmi, dando l’impressione che proporre dischi solisti avesse come obiettivo principale la sperimentazione. Tracce come Hurt To Look e Guatemala sono al limite della sfera hip-hop, e permettono di esplorare maggiormente il potenziale solista dell’artista. Pragmaticamente parlando, poi, l’ulteriore merito di Swaecation è che permette uno “stacco” prima dell’inizio di Jxmtro.

Non è mistero, infatti, che ascoltare per intero dischi trap può stancare anche i fan più accaniti: ci ricordiamo tutti cosa è successo con Culture II, che ha cercato di fare il passo più lungo della gamba con la sua mole di 24 tracce. Per apprezzare il gran lavoro di Jxmmi, che si basa interamente su pattern minimali di suoni aggressivi, è davvero necessario non approcciarlo avendo già il mal di testa. Queste ultimi nove pezzi, infatti, raccontano l’evoluzione di Jxmmi, la sua passione per il lusso, e la nuova autoconsapevolezza derivata dal successo con un sottofondo di batterie potenti, strumentali poco complesse a livello di melodie e quantità di suoni ma straordinariamente accattivanti, in grado di portare quasi a uno stadio di ipnosi. Anche in questo caso lo stile è ben più estremizzato che quando adattato all’anima del duo, permettendo in tracce come Players Club un’aggressività che con Swae Lee stonerebbe, completando la triade di personalità che viene fuori nel disco.

Nota di merito va anche ovviamente a Mike Will-Made It, fondatore dell’etichetta Ear Drummers di cui i Rae stessi fanno parte, e artefice di metà delle strumentali del disco: non in molti sono in grado di dare un’anima a un album senza risultare monotoni, sapendo adattarsi a tre stili diversi, e creando un prodotto così valido. Questo progetto riconferma assolutamente il produttore come tra i migliori attualmente in circolazione e dà continuità al sodalizio musicale tra le parti sin dal primo Sremmlife.

Ora lo sguardo va al futuro, a vedere come il duo riuscirà ad evolversi ulteriormente dopo questo “punto e a capo” che è SR3MM. La speranza è che, nel bene o nel male, rimarremo stupiti. E chissà che non si vedano più progetti solisti.

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