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Fuggire ed esportare il Made in NY: Beast Coast come il Wu Tang Clan?

Il 24 maggio 2019 viene pubblicato Escape from New York, primo album del collettivo newyorkese Beast Coast. Il mega gruppo guidato da Joey Bada$$ ha l’obiettivo di portare in chiave moderna un tipo di suono che ha fatto la storia dell’hip hop d’oltreoceano degli anni ‘90 come quello dell’East Coast.

Nonostante questo sia solo il loro primo album ufficiale, le radici del gruppo affondano a 7 anni prima. Nel 2012 infatti alcuni gruppi di Brooklyn – Pro Era, Flatbush Zombies e il duo The Underachievers – legati tra loro dallo stesso quartiere di provenienza, Flatbush, decisero di fondare il collettivo ottenendo fin da subito discreti consensi a livello locale esibendosi principalmente live a eventi e festival.

Left Hand, il primo estratto pubblicato l’11 marzo, fornisce fin da subito alcuni elementi interessanti per poter definire a livello strutturale il concept dell’album.

Gli 11 membri del collettivo infatti si alternano fra di loro e ognuno, con le poche barre a disposizione, racconta delle proprie vicissitudini e delle difficoltà della vita di strada. Questo approccio particolarmente street di immergersi e catapultare direttamente l’ascoltatore nelle problematiche dei vicoli di Brooklyn si può considerare come una rivisitazione delle posse track che fecero le fortune di uno dei gruppi hip hop più influenti di New York: i Wu Tang Clan.

Il concetto di Posse nella musica odierna è definito quasi retrogrado e inevitabilmente legato all’epoca classica del rap, complici differenti scelte e strategie del mercato musicale ma anche ad un’evoluzione del genere in sè, che non contempla un ritorno a determinate strutture ed approcci alla materia. 

I Beast Coast vanno invece controcorrente: l’obiettivo è quello di ispirarsi ai mostri sacri ed intoccabili de La Grande Mela – come appunto i Wu Tang Clan, ma anche Nas, Notorious B.I.G e Jay Z per nominarne alcuni – e rinnovare quel tipo di suono che, grazie a questi artisti, è oggi universalmente riconosciuto.

La tracklist finale contiene 13 tracce, le produzioni sono affidate principalmente a Erick The Architect, Powers Pleasant e Tyler Dopps. Quest’ultimo conosciuto per aver collaborato con Macklemore curandosi delle produzioni della maggior parte delle tracce di Gemini, album pubblicato nel 2017 dal rapper di Seattle. L’obiettivo dei produttori in questo disco non è solo quello di richiamare uno stile tutto newyorkese, ma anche quello di poter stendere un tappeto musicale snello e per nulla invasivo che possa mettere in condizione i vari MC’s di poter esprimersi al meglio.

L’album nel complesso è abbastanza scorrevole e godibile, soprattutto per la numerosità di artisti presenti che permettono all’ascoltatore di godersi con un unico prodotto diverse varietà di flow, liriche e attitudini legate ad un contesto storico-musicale cardine per la storia di questo genere. Escape from New York può essere un giusto compromesso per mettere d’accordo un pubblico più tradizionalista poco incline ad allargare i propri ascolti alle nuove generazioni e un pubblico più giovane desideroso di scoprire le radici del genere in maniera più graduale mantenendo un suono verosimilmente attuale.

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