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Alla scoperta di Eldorado, il nuovo album di Jangy Leeon

Il 23 giugno dell’anno scorso usciva L’Era della Bestia, album molto apprezzato dalla nostra redazione. Jangy Leeon adesso ritorna con il suo nuovo lavoro di otto tracce interamente prodotto da Weirdo, e noi di Chiamarsi MC abbiamo potuto ascoltarlo in anteprima, confidando nel bis. Siamo fieri di presentarvi Eldorado. 

Ci sono dei momenti in cui l’estate in città non è solo un passaggio transitorio verso l’autunno o, per i più fortunati, le vere e proprie vacanze, bensì diventa un limbo eterno in cui sciogliersi davanti al computer appare come un rischio concreto, o a tratti una comoda e definitiva via di fuga dal quotidiano. A ciò si aggiunga la marea di hit (rap e non) dai ritmi spagnoleggianti tutte uguali ed ecco che la voglia di ascoltare qualcosa di diverso dalla propria vitalità che va in frantumi passa definitivamente. In uno scenario così desolante Eldorado è una boccata di aria fresca, dal momento che è uno dei pochi casi in cui sonorità latinoamericane vengono interpretate in chiave diversa, unite a un rap fatto bene, idem per L’Era della Bestia a suo tempo.

Ma procediamo con ordine: l’album si apre con la titletrack, e il contributo di Dj Lil Cut (unico suo intervento nel disco) crea il perfetto connubio fra hip hop e suoni più esotici, che ritroviamo in tutte le tracce, contrariamente a quanto successo nel disco precedente, in cui c’erano anche canzoni come Ibrido.

Se vogliamo, è questo il difetto principale di Eldorado, che almeno nelle sonorità non si distacca troppo da L’Era della Bestia, tuttavia si tratta di una scelta già preannunciata dai singoli Mirame (Son Of The Morning), il cui beat porta anche la firma di Jack The Smoker, e, più indietro nel tempo, Santiago, prodotta da Bassi Maestro.

Nonostante quindi non vediamo grandi variazioni per quanto riguarda il tappeto sonoro, ancora una volta spiccano su tutto ricercatezza e gusto, specialmente nel campionamento, basti pensare alla traccia Payaso, stavolta con Jack The Smoker al microfono, in cui tralaltro il rapper milanese da il meglio di sè. Altra produzione degna di nota è sicuramente quella di Apprezzo il Consiglio, impossibile non notare il riferimento a Te Agradezco el Consejo, di Ricardo Fuentes. Insomma, non proprio i primi elementi a cui si pensa per un disco hip hop.

In un ambiente che “sa di niente tipo soia bio”, per citare lo stesso Jack, ci pensa Jangy a salvarci dalla deriva reggaeton tipicamente estiva, anche negli episodi più funny come Guantanamera, con l’inaspettato duo Ernia e Francikario. Ma a proposito di accoppiate vincenti, ritroviamo Axos Lanz Khan in Caracas, e come in Twin Peaks mostrano ancora una volta tutte le skills al microfono.

Pochi feat, com’è giusto che sia in un disco di sole otto tracce, tanto rap, tante barre roventi (proprio come l’estate in città) e tanti richiami alla cultura e alla musica latinoamericana, senza scadere nella banalità. Eldorado è una piacevole alternativa, nonchè ascolto estivo consigliatissimo a chi in queste settimane, fra una Settimana Enigmistica sotto all’ombrellone e l’altra, sta cercando disperatamente di sfuggire dalle numerose fotocopie musicali di Despacito.

 

 

 

 

 

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Gaia Di Paola

Gaia Di Paola

Mi chiamo Gaia, vivo a Milano e di milanese ho solo l' odio per la metro affollata e un paio di rapper nella mia playlist. Nel tempo libero adoro disegnare. Non sono brava con le presentazioni.

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