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Sfera Ebbasta, un anno da Popstar

Sfera Ebbasta è tornato sul mercato dal 7 dicembre con Popstar, la Deluxe Edition del suo ultimo album Rockstar

Non sono stati giorni facili gli ultimi per Sfera Ebbasta: parole, tante parole spese e opinioni più disparate, giudizi, sentenze e accuse. Di colpo il giovane artista di Cinisello si è trasformato nel bersaglio preferito dalla parte frustrata del web, unico colpevole di lanciare messaggi sbagliati e diseducativi per i giovani (e spesso giovanissimi) fan.

Tutto molto illogico e tutto molto irrispettoso, specialmente in momenti in cui l’unica cosa davvero sensata è il silenzio e, anche se sembra banale ripeterlo, l’unica grossa condanna va fatta a chi nel 2018 si permette di rovinare un momento che dovrebbe essere esclusivamente positivo e di gioia, come un concerto, dal quale come è già stato detto bisognerebbe tornare senza voce o ahimè senza soldi ma mai, mai senza vita.

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Sono stati giorni di silenzio e riflessione, anche per me. Non è facile trovare le parole giuste, non esistono parole giuste per descrivere il dolore che questa tragedia ha creato. Tutto quello che è successo mi ha stravolto, sapere che tutte quelle persone erano lì per me, per divertirsi insieme a me, non mi dà pace. In questi giorni ne ho sentite di ogni, anche contro di me, ma non è mia intenzione esprimermi sulle cattiverie che ho dovuto ascoltare, purtroppo si commentano da sole. Tutto ciò che ho provato e che provo, tutto quello che sto facendo e che ho in mente di fare rimarrà privato. Porterò per sempre nel cuore e sulla mia pelle il ricordo di queste persone. Ci tengo a ringraziare la mia famiglia, i miei amici e tutti i fan che mi sono stati vicini in questi giorni. Il 2018 è stato un anno pieno di emozioni per me e tutto questo non sarebbe stato possibile senza di voi, grazie davvero! Ci si vede ai concerti in giro per l’Italia, sono pronto per affrontare questo 2019 con ancora più grinta e passione di prima. $€ ?

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Già troppo si è detto e scritto riguardo questa situazione, ma quello che non ci siamo dimenticati è che prima di tutto Sfera resta un artista che fa della musica il proprio lavoro e di questo vogliamo parlare oggi, solo ed esclusivamente di musica.

Di musica, più o meno indirettamente, hanno trattato numerosi blog e siti, all’improvviso interessati alle tematiche di un genere mai sfiorato prima, spesso alimentando il fuoco e la guerra mediatica portata avanti dalla generazione pop, quella che non ascolta ma giudica.

Eppure Sfera, con il suo ultimo album Rockstar (certificato dalla Fimi con quattro dischi di platino), risulta l’artista con il maggior numero di vendite in Italia nel 2018, con un tour che per la prima volta lo porterà ad esibirsi nei più importanti palasport italiani: un successo che non si può più nascondere.

Rockstar è stato arricchito il 7 dicembre da una riedizione che per l’occasione prende il nome di Popstar Edition, 3 inediti e alcuni pezzi remixati con varie ospitate più o meno scontate.

Ma, andando con ordine, forse il paradosso è che chi si indigna per i testi di Sfera Ebbasta lo faccia proprio nel momento in cui l’artista esce con il progetto più soft e appunto “pop” della carriera.

Per fare ciò Sfera si appoggia ancora una volta ai beat del socio Charlie Charles, che per l’occasione sfodera un tappeto musicale vicino per certi aspetti agli ultimi lavori dell’altro socio Ghali, non a caso anch’esso entrato a pieno titolo nel regno del pop italiano.

Chi si aspettava un EP pieno di nuovi brani e fuochi d’artificio (alla Gran Turismo di Vegas Jones per esempio, molto apprezzato dal pubblico), probabilmente ne rimarrà deluso, Popstar è una deluxe edition pura e cruda, una nuova riedizione che completa lo straordinario successo della precedente e funge da traino per aumentare le vendite anche nel periodo natalizio.

Vero, probabilmente dalle collaborazioni ci si poteva aspettare di più, gli stessi Guè e Lacrim di fatto si adagiano comodamente su due pezzi che poco di più aggiungono rispetto alle edizioni originali, così come la nuova versione della conclamata hit Cupido, riproposta qui con l’intento di allargarne il mercato anche grazie agli interventi di Khea & Duki, operazione intuibile anche notando le altre influenze latine nei suoni sparsi qua e la tra i pezzi.

I tre inediti dal canto loro (escludendo la già nota Pablo), non faranno saltare dalla sedia gli ascoltatori random né i fan fedeli del giovane artista, mostrandosi più che altro come pezzi riempitivi del progetto Rockstar, con Uh Ah Hey che con molta probabilità diventerà la più apprezzata dallo zoccolo duro del pubblico del rapper di BHMG.

Quello che è certo però è che rimane inutile approcciarsi a questo nuovo progetto immaginandosi un ritorno del mood dei primi lavori del più famoso trap boy italiano, i tempi di OGNT appaiono lontani e di strada da allora, il giovane Sfera ne ha fatta tanta, eliminando alcuni tratti distintivi del proprio passato e proponendone di nuovi, per allargarsi, diventando l’artista con più successo del 2018.

Popstar di fatto completa e chiude il cerchio iniziato con lo scorso disco, proiettando e chiamando Sfera alla “prova” live che partirà con la prossima primavera, un progetto che si mostra esattamente per quello che è, una deluxe che non mira a rivoluzionare ma a completare.

Non sconvolge ma traina, quindi adempie perfettamente al suo dovere.

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