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    Il 2020 del rap americano è una royal rumble

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    Intervista a Random: il suo primo ep tra Chiasso e Montagne Russe

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    Gemelli: svolta o passo indietro?

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    La poetica del disagio: Disme racconta le terre dell’introspezione

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  • Tyler, The Creator ha di nuovo mutato pelle

Tyler, The Creator ha di nuovo mutato pelle

Igor è il sesto album di Tyler, The Creator che si presta a diventare uno dei progetti più interessanti del 2019, soprattutto per il suo difficile inquadramento in un preciso settore musicale. È lo stesso artista a presentare il suo ultimo lavoro come un non album, raccomandando l’ascoltatore di non aspettarsi di avere davanti un progetto rap.

 

Istruzioni prima di iniziare l’ascolto di IGOR

Cosa si trova dunque nell’ultima fatica dell’artista di Los Angeles quindi?

Senza ombra di dubbio fin dall’introduzione di IGOR capiamo che l’itinerario creato da Tyler porterà l’ascoltatore ad abbassare le proprie difese e a farsi travolgere dai frammenti di vita descritti senza filtri, evocati tramite la costruzione di immagini definite. Un lavoro altamente introspettivo, creato per lasciare un forte segno in chi saprà accoglierlo nel modo giusto.

L’artista si mette a nudo e decide di raccontare tramite la creazione di un personaggio fittizio di nome IGOR i suoi sentimenti, l’approccio che ha con le persone che ama narrando il paradiso infernale e il celeste inferno che ha vissuto negli ultimi anni.

Il percorso è tutt’altro che idilliaco: quelli raccontati non sono sentimenti patinati da copertina ma dolorosi resoconti personali. Il disco è pervaso da forti emozioni incontrollabili, focalizzandosi su rapporti che passano da semplici infatuamenti a vere e proprie dipendenze verso il partner, nei confronti del quale nel corso del tempo sfocia una morbosa e malsana gelosia.

Si percepisce la paura della separazione di Igor dalla persona alla quale si lega talmente tanto in modo pericoloso diventandone una sua marionetta (PUPPET), lasciando tutto il controllo della relazione nelle mani del partner: questo a causa del rischio di perdere quel mondo costruito da emozioni che spesso e volentieri non rispecchiano la realtà dei fatti, quel mondo di menzogne ad hoc per far convincersi che c’è ancora del sentimento.

Un percorso di forte emotività che racconta intensamente i sentimenti dell’artista che passa dal desiderare di passare la sua intera vita al fianco di una persona che vuole sposare prendendo addirittura il suo cognome a provare a razionalizzare le sue emozioni capendo di essere stato eccessivamente ossessivo, ricordando solo i bei momenti e cercando di costruirsi un futuro migliore.

L’ultimo pezzo dell’album chiude il vaso di Pandora che Tyler stesso ha aperto, con la fatidica domanda che spesso le persone si fanno alla fine di una relazione: ARE WE STILL FRIENDS ?. Non vuole portarsi dietro rancori inutili, vuole chiudere questo cerchio rimanendo in contatto con l’individuo con cui ha condiviso tanto.

Questo disco come premesso all’inizio non può essere catalogato come album rap. Il progetto riesce a fluidificare le sue sonorità e a rendersi non definibile su una linea temporale: ascoltandolo non si percepiscono i tipici ritmi e suoni ai quali questo 2019 ci ha abituato.

Non ci sono influenze latine, non ci sono ritornelli creati per andare in radio. Quello che si sente è una forte ricerca nella nota stilistica della realizzazione di questo album che mescola elementi sia della cultura black come in THINK – dove usa il sample di Special Lady di Bibi Mascel, pezzo targato 1982 – o come in A BOY IS A GUN, uno dei migliori pezzi dell’album dove invece usa viene campionato Bound dei Ponderosa Twins Plus One, brano  del 1971. Ma ci sono anche inserti di generi musicali diversi, citando volti noti al pubblico come la musicista Janis Joplin nel brano NEW MAGIC WAND.

Troviamo nomi di spessore nei featuring come quelli di Kanye West, Solange e Playboi Carti che hanno un impatto corale nell’opera, creando una cornice narrativa adatta allo stile dell’album che mette al centro un personaggio dal quale ciascuno di noi può sentirsi rappresentato.

Featuring presenti nel disco

E se la sesta fatica di Ercole fu quella di scacciare le piume letali dall’insidiosa palude di stinfalo nella quale non si poteva passare per nave – azione che pareva impossibile sin dall’inizio – possiamo affermare che con questo lavoro Tyler ha scacciato definitivamente ogni dubbio sulle sue capacità come artista completo a 360 gradi, capace ogni volta di superare le aspettative senza lasciarsi mai demoralizzare proprio come l’eroe greco, creando uno dei progetti più interessanti di quest’anno: Igor, la sesta fatica di Tyler, The Creator.

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