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Logic riveste i panni di Young Sinatra in uno dei suoi album più belli: YSIV

In un 2018 ricchissimo per la scena statunitense, Logic rilascia YSIV, una gemma preziosa che si incastona perfettamente in questo grosso mosaico musicale.

Nel 2004, nella contea di Montgomery nel Maryland al 84 di West Dear Park, appartamento 203, un 14enne di nome Robert guarda per la prima volta Kill Bill, e affascinato dal rap di RZA presente nella colonna sonora si appassiona all’hip hop: quattordici anni dopo, quell’adolescente diventato ormai uomo, che in arte si fa chiamare Logic, presenta alla sesta traccia del suo album Wu Tang Forever, in collaborazione con gli idoli di sempre.

Questa è la sintesi di quella che è la parabola di Logic, oggi uno dei big indiscutibili della scena hip hop americana.

Per Logic la figura di Frank Sinatra è stata talmente fondamentale a tal punto da creare l’alter ego Young Sinatra e dedicargli 4 album: YSIV, l’album in questione, dovrebbe essere l’ultimo capitolo della saga.

In controtendenza alle recenti uscite statunitensi, dove il numero di tracce presenti negli album assomigliava molto più a quello di un EP, quest’album presenta 14 tracce e ci regala più di un’ora di sano Hip Hop vecchia maniera, fatto da sample, incastri, e prese di posizione su determinati temi.

Che il futuro sia sempre migliore del presente e del passato è un tema che da secoli coinvolge filosofi e intellettuali, di certo le opinioni in merito sono spesso inconciliabili e divisive. Come esiste una folla osannante dei passi in avanti fatti dalla Doppia Acca, c’è una forte corrente che sostiene l’opposto, accusando i vari interpreti di uno scadimento lirico rilevante.
Artisti come Logic sono diretta espressione di questi ultimi, fieri sostenitori del rap fatto su determinati cardini e strenui oppositori delle nuove tendenze come il mumble rap.
E’ lo stesso Logic a dire “Fuck a mumble, let’s make America rap again” facendo un gioco di parole con il celeberrimo slogan di Donald Trump, che viene nominato nella barra precedente sempre nel pezzo The Return, dove Logic prendendo posizione contro le dure linee politiche del presidente sulla questione dell’immigrazione.

Non solo sfacciataggine in quest’album, ma anche storytelling che raccontano il passato difficile dell’artista: cresciuto con entrambi i genitori tossicodipendenti non ha avuto un’infanzia semplice, lascia casa e si trasferisce nello scantinato di un amico dedicandosi solo alla musica, facendosi conoscere sempre di più per poi firmare con Def Jam: scalata al successo raccontata in The Glorious Five. Un Logic che, oltre a raccontare la sua storia, si cimenta anche nel narrare la storia di un qualsiasi lavoratore che per assicurarsi che alla propria famiglia non manchi niente, lavora talmente tanto da non essere più presente nella vita quotidiana dei propri cari perdendo adirittura i momenti più importanti in Legacy.

Un Logic riconoscente: alle produzioni spicca la figura amica di 6ix, che cura la maggior parte delle sue produzioni fin dal suo album d’esordio, è riconoscente verso Mac Miller, che ha ispirato la sua musica come racconta nell’outro della traccia omonima del disco YSIV, riconoscente verso Eminem che l’ha nominato in Fall e verso i fan: nella traccia che apre il disco Thank you ci sono vari messaggi da parte di essi.

Leggendo la tracklist non può che non saltare all’occhio il featurig con il WuTang Clan: un banger di 8 minuti dove i componenti della crew si riconfermano i capostipiti di questa musica,di questo genere.

E come in quella notte del 1938, quando un giovane Sinatra venne arrestato per seduzione con tanto di foto segnaletica (riprodotta come copertina di questo album), ottant’anni dopo Logic riesce nel tentativo di sedurci con un prodotto diverso da quelli che vanno per la maggiore. Well done, Mr Hall.

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