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Rkomi ora è cresciuto e sta facendoti il posto

Dove Gli Occhi Non Arrivano è il battesimo di fuoco di Rkomi nel panorama musicale italiano. Proprio così. Rkomi è riuscito in qualcosa che molti prima di lui avevano cercato di fare, è riuscito a portare il Rap nel Pop, senza scendere a compromessi, senza farsi contaminare esageratamente da sonorità canoniche, senza farsi fagocitare dal sistema.

Sembra ieri che vedevamo sulla bacheca di Ghali (al tempo un emergente) il link di Youtube di un altro rapper emergente. Il rapper in questione rappa fitto sul beat di The Plug di Fabolous, è coperto da un cappuccio, non mostra completamente il viso, ma si vede subito che ha fame, che ha voglia di dimostrare, ha voglia di prendersi qualcosa. L’artista in questione è Rkomi ed il pezzo è Dasein Sollen.

In effetti non è passato neanche troppo tempo da quel giorno, appena tre anni, ma in questi tre anni Mirko ne ha fatta di strada. Un EP omonimo al pezzo già citato, che raccoglieva i singoli fino ad allora pubblicati; un primo disco ufficiale, Io in Terra; un altro Ep e un libro, Ossigeno; svariati featuring, fino al 22 Marzo (o Marzio Vendute), data di uscita del suo secondo album: Dove Gli Occhi Non Arrivano.

Tra tutti i vari artisti che si sono fatti notare tra il 2015 e il 2016, definiti erroneamente e frettolosamente dall’opinione pubblica “trapper”, Rkomi è sempre stato quello più benvisto dagli ascoltatori di Hip Hop. Sarà stato per il dare poca importanza all’immagine, sarà stato per i testi densi di significato, per le parole ricercate, per il modo di rappare, sarà per tutti questi motivi ma in poco tempo il rapper di Calvairate ottenne l’attenzione di pezzi grossi del rap game italiano come The Night Skinny, Noyz Narcos e Marracash, che lo prese sotto la sua ala protettiva facendolo entrare nella sua Label, Roccia Musica.

Dopo quindi una gavetta, se così la si vuole definire, a stretto contatto con il rap game della nostra penisola questa volta il nostro Mirko ha deciso di cambiare, di evolvere, di portare la propria musica al livello successivo. Dove Gli Occhi Non Arrivano è un lavoro più curato, più fresco, manca quella voglia spasmodica di dimostrare qualcosa, di dimostrare di essere qualcuno. Come lui stesso afferma in un post su Instagram:

“Nel periodo in cui ho scritto l’album ero stanco di giocare ad essere qualcuno o di giocare ad avere qualcosa. 
Noi siamo già qualcuno ed abbiamo già qualcosa.
È allora che ci si eleva e ci si arricchisce.”

“Gli occhi non arrivano, liberami il campo
Al limite mi ciberò dei limiti rimasti
Siamo solo io e te alla stessa altezza
Se riesci a veder la fine, è fine a se stessa”

Questi versi sono estratti dalla strofa di Rkomi nel pezzo Business Classpresente in Marracash – 10 Anni Dopo (Inediti e Rarità) del suo padrino musicale Marracash. Possiamo affermare con tutta tranquillità che il rapper di Z4 ha mantenuto la promessa. Per fare questo disco Rkomi ha buttato il cuore e gli occhi oltre l’ostacolo, ha preso visione di ciò che erano i suoi limiti e ne ha fatto un punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo, qualcosa diverso, ma che ha sempre fatto parte di sè.

Proprio così, perché Rkomi ci ha sempre mostrato questo suo lato che si discostava dal Rap, questa sua voglia di rappare su basi diverse, non canoniche, questa sua voglia di sperimentare, lo ha fatto in Io in Terra in pezzi come la titletrack Io in Terra, in Brr Brr, in Origami, in Farei un Figlio ed in Maddalena Corvaglia.

Ma Rkomi questa sua voglia di sperimentare, di spaziare ce l’aveva mostrata ancora di più nel lavoro più sottovalutato del 2018: Ossigeno. Un lavoro che non ha avuto la giusta attenzione forse per la sua natura poco ortodossa (un Ep accompagnato da un libro) e per il periodo di pubblicazione, piena Estate. Ma in ogni caso tutti i pezzi di questo EP ci mostrano la poliedricità stilistica di Rkomi e con il senno di poi si può affermare che Ossigeno sia un perfetto anello di congiunzione tra Io in Terra e Dove Gli Occhi Non Arrivano.

Rkomi era conscio di questo suo cambiamento e ce lo ha voluto anticipare, ha voluto preparare i propri fan prima con un  freestyle su Instagram sulla base di Another One Bites The Dust dei Queen e poi con un altro post 4 giorni prima dell’uscita del disco dove scriveva: “Nella parte finale del disco rappo anche.
Prima però avevo bisogno di valorizzare le parole, le emozioni e le pause.”

 

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L’attesa conta tanto quanto l’arrivo

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La verità è però che Rkomi rappa per tutto il disco, e lo fa come lo ha sempre fatto, con allitterazioni, ripetizioni, pause, separazioni in sillabe e parole troncate, creando quel mosaico di parole, di suoni e di emozioni che da sempre è stato il suo marchio di fabbrica, il suo elemento distintivo.

Il disco scorre fluido, senza intoppi, è un viaggio tranquillo, accogliente, rilassante le liriche di Rkomi sono mutate rispetto al passato, perdono quel velo di malinconia, di incertezza, di poca convinzione dei propri mezzi, ora sono più consce di loro stesse, raccontano un viaggio di autodeterminazione, il ragazzino ora è cresciuto è sta facendoti il posto, per davvero sta volta, e non ha paura di dirlo, di dimostrarlo.

Le basi per l’intero disco sono quasi tutte accompagnate da strumenti suonati il live session, tra i tanti citiamo Dardust e Generic Animal. In un pezzo sentiamo una tromba, in uno una chitarra, in un altro le percussioni in Per un No addirittura un carillon. Rkomi per la realizzazione di questo disco è andato fino in Sud Africa insieme a Shablo a collaborare con artisti di altre nazioni, per farsi influenzare, per entrare a contatto con musicalità nuove, per rendere la sua musica il più urban possibile, affinché il lavoro uscisse il più possibile unico nel suo genere.

Pubblicato da Rkomi su Martedì 12 marzo 2019

Il vero salto di qualità musicalmente a Rkomi lo fa fare Charlie Charles, nelle vesti di direttore artistico dell’intero progetto, come lo è stato per Sinatra di Guè e per i lavori di Sfera Ebbasta e Ghali. Charlie dona all’intero progetto quel qualcosa in più, lubrifica alla perfezione gli ingranaggi in modo che l’intero disco suoni alla perfezione. E di fatti è così. Il disco scorre che è una meraviglia, ogni featuring è posizionato alla perfezione, Boogie Nigths con Ghali è forse il pezzo con l’attitudine più cupa dell’intero album, Mon Cheri con Sfera quello più leggero, Carl Brave, che aveva già prodotto al tempo Apnea contenuta in Io in Terra, sembra essere tornato tematicamente quello di Polaroid ma con la musicalità di Notti Brave. In Mikado Rkomi dimostra ai più scettici che sa ancora rappare, Visti Dall’Alto è forse il pezzo più bello dell’album, Gioco, La U e Per un No presentano dei ritornelli pazzeschi. I pezzi con Elisa e Jovanotti sono quelli più radiofonici grazie ai ritornelli di due mostri sacri del pop italiano e alle strofe dense di significato del rapper milanese.

In particolar modo fa piacere come entrambi questi artisti abbiano speso parole di stima e apprezzamento verso Rkomi. Elisa commenta sotto il post del rapper: “Grazie della tua poesia”, Jovanotti, che già aveva mostrato interesse verso di lui invitandolo ad un live per promuovere il suo ultimo disco Oh, Vita, gli dedica un intero post definendolo:

“…uno degli artisti piu forti tra quelli usciti negli ultimi anni, uno che segue la sua strada fiutando la sua preda senza fermarsi a pisciare sullo stesso palo di tutti gli altri.”

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nel nuovo album di @rkomimirko che esce oggi c’è una canzone che si chiama Canzone (come il cane del tenente Colombo che si chiama Cane, e a me questo nome è sempre piaciuto). Questa canzone è un pezzo rap e Rkomi , di cui sono un ammiratore fin dalle sue prime rime, mi ha chiesto se mi andava di cantare l’inciso. Ho risposto che mi andava e sono contento di questa collaborazione perchè il pezzo mi piace, lui è uno degli artisti piu forti tra quelli usciti negli ultimi anni, uno che segue la sua strada fiutando la sua preda senza fermarsi a pisciare sullo stesso palo di tutti gli altri ( e torniamo al cane del mitico tenente) . L’album è l’opera di un artista vero che mette la sua vita nei pezzi e che ha la musica al primo posto. In bocca al lupo per il tuo viaggio Mirko! @charliecharles @umitalia #canzone #rkomi #vajo

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Può quindi cambiare l’attitudine, la musicalità, lo stile, ma la poetica rimane, ed è questo il vero pregio di tutti i lavori di Rkomi e a maggior ragione di quest’ultimo. Rkomi è riuscito a diventare Pop senza essere Pop, rimanendo se stesso, senza vendersi ad un mondo che vuole conquistare a modo suo, giocando il suo gioco, con le sue regole. Rkomi non cambia, rimane sempre il ragazzo di provincia anche se probabilmente ora ha la casa in centro con il tappeto in pelle che prometteva di prendere in Madonna dell’amico Ernia. Il verso che mostra il suo esser rimasto sempre lo stesso probabilmente è questo di La U, dove il rapper mostra che anche essendo famoso poi finisce sempre per cenare con un Kebab, anche se la macchina non è più una Panda Bordeaux:

“Voglio riempire l’Assago 
Poi portarti a cena da Hassan”

Parole Ghirigori, queste è il modo per spiegare al meglio Dove Gli Occhi Non Arrivano, ma in generale Rkomi stesso.

Questo disco è uno di quei dischi che se ascoltato mentre si va a scuola, in Università o al lavoro fa pesare meno il dover iniziare la routine quotidiana, fa pesare meno il tran tran della vita di tutti giorni. Perché Rkomi è estremamente quotidiano, semplice, in certi casi addirittura rassicurante.

Ci auguriamo che questo per il nostro Mirko sia un punto di inizio, e non di arrivo.

Perchè il ragazzino ora è cresciuto e sta facendoti il posto, per davvero sta volta.

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Edoardo Mocellin

Edoardo Mocellin

Mi chiamo Edoardo, e vengo dal basso. Nel senso che le mie parole vi giungono dalla provincia di Lecce dove sono nato, cresciuto e tuttora vivo e studio. Per me il passo dal cantautorato italiano, ascoltato in infanzia per merito dei miei genitori, ai rapper della penisola italica è stato breve. E questo è tutto. Amen.

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