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Smella d’adolescenza: il fenomeno Billie Eilish

Billie Eilish è il nome che sta dilagando nelle ultime settimane all’interno dell’industria musicale, con tutti i meriti del caso. All’interno di questo approfondimento abbiamo cercato di capire e di fornire una panoramica su quest’artista che sembra destinata a prendersi l’avvenire, musicalmente parlando.

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Prima di chiedersi cosa faccia Billie Eilish, forse è più opportuno domandarsi chi sia. Billie Eilish nasce a Los Angeles il 18 Dicembre 2001. La ragazza non nasce con la vocazione per il canto, bensì si avvicina alla danza. Il caso vuole sia che suo fratello Finneas sappia come prendere in mano uno strumento musicale, sia che l’istruttrice di danza di Billie fosse in cerca di una canzone per la coreografia del saggio della sua classe. Nasce così Ocean Eyes, il primo singolo di Billie Eilish che raggiunge incredibilmente la somma di 2 milioni di ascolti su Soundcloud in pochissimo tempo, garantendo alla ragazza il suo primo contratto discografico.

Nel 2017 esce invece, cavalcando l’onda del successo di Ocean Eyes prima, e Six Feet Under dopo, il primo EP di Billie Eilish: Don’t Smile At Me, contente anche una collaborazione con Vince Staples, un nome che dovrebbe suonare familiare agli ascoltatori della scena Rap USA.

L’EP raggiunge anche la top 40 della classifica Billboard mettendo Billie Eilish sotto la luce dei riflettori come la next big thing della musica USA. A due anni di distanza possiamo dire che i tempi sono maturi.

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Il 29 Marzo 2019 succede qualcosa di fuori dal mondo, anzi in realtà forse succede prima. Sì, perché WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO? (da qui in poi WWAFAWDWG), l’album d’esordio di Billie Eilish esce il 29 Marzo, ma è nelle settimane precedenti all’uscita che l’album diventa ufficialmente il disco più presalvato di tutti i tempi su Apple Music, con circa 800.000 utenti che attendevano il disco con trepidazione.

Il disco, secondo le parole di Billie, è incentrato attorno alla sua fascinazione nei confronti dei sogni e degli incubi. Sempre a detta dell’artista, il disco si sviluppa attorno alla traccia Bury A Friend, che racconta la classica storia del mostro sotto al letto, però dal punto di vista del mostro stesso. E’ la stessa classe 2001 ad affermare quanto l’immaginario horror abbia inciso nel forgiare questo disco, questa influenza è palese ed esemplificata visivamente nella copertina dell’album stesso.

Musicalmente parlando il disco, prodotto interamente dal già citato fratello, è una piccola perla. Ancora da sgrezzare, ma sicuramente una perla.
Sì, è ovvio che l’immagine da bella e dannata di Billie Eilish porti molta acqua al suo mulino, ma provando ad estrapolare il disco dal contesto del marketing e dell’immagine ci si accorge principalmente di due cose. La prima è che l’artista di Los Angeles ha una signora voce, e la seconda è che la giovane artista possiede, oltre a delle discrete corde vocali, una personalità ed un’attitudine artistica che la portano a sposarsi alla perfezione con qualsiasi tipo di strumentale, che siano quelle più vivide, come quelle di You Should See Me In A Crown, Bad Guy e My Strange Addiction, vere e proprie hit del disco,

ma anche in quelle più classiche e simil-acustiche come nel caso dei 3 brani che vanno a concludere il disco, i cui titoli, sempre a detta della giovane artista, vanno letti come un’unica frase: Listen Before I Go, I Love You e Goodbye.

Un altro pezzo del disco degno di nota è sicuramente Ilomilo. Non solamente per il valore musicale ma anche per quello semantico. Ilomilo è infatti il nome di un puzzle game del 2010 il cui scopo era quello di riunire i due personaggi, per l’appunto Ilo e Milo, all’interno dei vari livelli. Billie confessa così che Ilomilo parla della paura della separazione dalle persone amate. Forse è questo quello che colpisce di questa ragazza, la capacità di affrontare qualsiasi argomento, anche il più triste ed avvilente, sotto molteplici punti di vista. Da quello ludico a quello più crudo e diretto.

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Siamo probabilmente di fronte a quella che sarà una delle stelle della musica mondiale nei prossimi anni. Billie Eilish è forse quello che mancava ad una scena musicale satura di contenuti visti e rivisti, non a caso credo sia sintomatico che questa ragazza, pur avendo dei testi a tratti molto diretti, si stia facendo largo nel mainstream. I numeri parlano per lei, il disco ha debuttato al primo posto della classifica Billboard con 310.000 copie vendute, ma a parlare deve essere la musica, e quella di Billie non parla, urla.

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Leonardo Trinci

21 anni e sentirli fin troppo. Amo la musica, faccio musica, scrivo di musica.

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