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Dallo Streetwear a Louis Vuitton: l’incredibile parabola di Virgil Abloh, Mr Off-White

Virgil Abloh, il poliedrico fondatore di Off-White, è diventato il nuovo direttore creativo per la linea uomo di Louis Vuitton.

Due immaginari apparentemente contrastanti, quello della maison francese di lusso, riconosciuta in tutto il mondo per l’inconfondibile monogramma LV, e quello di Virgil Abloh, che ha ridefinito più di chiunque altro i codici della moda streetwear.

Due mondi che, però, i rapper e la cultura hip hop amano mischiare, specie negli ultimi anni di musica.

Si pensi a tutte le citazioni fatte in cui erano presenti riferimenti ai luxury brand, ai capi indossati e alle collaborazioni tra i marchi e artisti.

“She got a lotta Prada, that Dolce & Gabbana / I can’t forget Escada and that Balenciaga” – Fashion Killa, A$AP Rocky

in due barre, il membro dell’A$AP Mob cita quattro case di moda, e c’è persino chi ha fatto di peggio; basti pensare a Lil Pump e la famigeratissima Gucci Gang.
Lord Pretty Flacko è diventato a sua volta un’icona di stile, venendo scelto come volto della collezione primavera/estate 2017 da Dior Homme.

Anche nel novero delle rapper americane c’è una smodata passione per i brand di lusso, non ultima la sorprendente Cardi B che ha fatto delle sue “Bloody Shoes” (scarpe di Christian Louboutin note per la suola rossa) un marchio di fabbrica.

Chi, più di tutti, ha legato il suo nome alla moda (sia high end luxury che streetwear, talvolta mischiando i due target) è senza dubbio Kanye West: ha collaborato con noti marchi come Giuseppe Zanotti, Bape, Nike, Adidas (con la realizzazione di una linea di scarpe e abbigliamento tutto sotto il nome di “Yeezy”) e Louis Vuitton.

Ed è proprio da Kanye West che inizia la parabola ascendente di Virgil Abloh. Nel 2002, i due iniziano a lavorare insieme: collaborano per realizzare il merchandising, l’organizzazione e l’aspetto visivo delle live performance, e persino il design degli album; non a caso Virgil riceve una nomination ai GRAMMY Awards del 2012 per il design del famosissimo album Watch The Throne.

Nel 2008, collaborano per la mai rilasciata linea streetwear Pastelle, ma la vera svolta si ha a inizio anni ’10, quando i due fondano Pyrex Vision, brand embrionale (subito accantonato) che avrebbe poi ispirato per design e poetica del marchio il successivo Off-White.

Il marchio Off-White è entrato nell’immaginario grazie a una moltitudine di trademarks visivi diventati di culto, dalle tipiche virgolette alle strisce bianconere, fino alle quattro frecce inscritte in un quadrato, passando per una serie di pezzi d’abbigliamento eccentrici e al contempo così razionali nel design.

Ancor più nota è la supercollab assieme a Nike, dove il designer di Chicago ha rivisitato le più iconiche silhouettes baffute; joint venture che ha avvicinato ancor di più gli appassionati di streetwear a un brand ambizioso ed elitario come quello di Abloh.

Off-White, vuole offrirsi come alternativa estetica ai grandi designer dell’haute couture, proponendo i codici dello streetwear nell’alveo dell’alta moda.

Nel 2015, il mondo dell’alta moda inizia a riconoscere il suo prodotto ed è finalista al prestigioso premio del LVMH Young Designers Prize, mentre dovrà aspettare un paio d’anni per ricevere l’Urban Luxe Award ai British Fashion Awards.

Su Instagram, Off-White conta 3 milioni e 400mila seguaci e 2 milioni di contatti seguono il profilo personale del fondatore.

La così prepotente affermazione dell’estetica street e un sempre crescente bacino di giovani disposti a sperperare fortune hanno messo con le spalle al muro i colossi della moda che, chi più chi meno, stanno ora cercando di riammodernare la propria estetica senza entrare in conflitto con quelli che sono i tratti somatici dei propri marchi. 

Chi più di tutti sta cercando il punto di contatto con questo nuovo modo di vedere la moda è forse Louis Vuitton, che qualche mese fa rilasciò nelle proprie boutique la celebratissima collezione con il noto brand newyorkese Supreme e che recentemente ha fatto una delle più discusse scelte di management nell’ambito della moda: quello di affidare a Mr-Off White la scrivania di direttore artistico della linea maschile.

Abloh riuscirà a ridefinire le gerarchie dell’alta moda con la sua creatività e le sue scelte? Ai posteri l’ardua sentenza, quel che però appare chiara è l’importanza di Virgil nel ruolo di innovatore dei canoni estetici nel mondo dell’abbigliamento di lusso.

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