• Music To Be Murdered By: Eminem è davvero finito?

    Music To Be Murdered By: Eminem è davvero finito?

    Sono passate giusto un paio di settimane dall’inizio del nuovo decennio, ed è già arrivato il primo scossone dell’anno: Eminem ha rilasciato completamente a sorpresa Music To Be Murdered By, il suo undicesimo album. Il successo di Kamikaze, anch’esso droppato senz’alcun preavviso, ha fatto sì che il rapper di Detroit ripetesse la medesima mossa di mercato, che ancora una volta sembra dare i suoi frutti. Ma se non ci si sorprende dal punto di vista delle vendite, si può dire la stessa cosa dal lato qualitativo?

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  • Il disco postumo di Mac Miller è destinato a diventare un classico

    Il disco postumo di Mac Miller è destinato a diventare un classico

    Quando il 7 settembre 2018 si diffuse la notizia della morte di Mac Miller – causata da un’overdose accidentale – il dolore per la scomparsa di questo artista non colpì solamente i fan del rap, ma coinvolse un pubblico decisamente più ampio, a testimonianza di come la sua musica riuscisse a toccare i fan dei più svariati generi, grazie ad uno stile elaborato che esplorava trasversalmente rap, funk, jazz e rock, proponendo un’importante componente strumentale, spesso curata personalmente dallo stesso Mac – rinomato pluristrumentista.

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  • Il 2020 di Tredici Pietro inizia con “Vestiti D’Odio”

    Il 2020 di Tredici Pietro inizia con “Vestiti D’Odio”

    Il giovane Morandi sorprende ancora una volta, trovando una collaborazione che mette in luce le sue capacità vocali e l’abilità nella sperimentazione musicale, uscendo dai propri schemi con un pezzo romantico e sonoramente pop al punto giusto.

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  • Discovery Album: Danger

    Discovery Album: Danger

    Il primo lustro degli anni Dieci, in fattispecie il periodo 2011-2014, ha visto l’ascesa e l’affermazione della Machete Crew, collettivo fondato da Salmo, En?gma, El Raton e DJ Slait.
    Il grande merito del gruppo è stato quello di attirare l’attenzione dei giovani per la musica rap in un momento di forte stallo all’interno della scena. L’aver mischiato le sonorità hip-hop a quelle della dubstep, proponendo una tipo di rap molto aggressivo, e trasposto il proprio materiale con dei video di ottima qualità e col tempo divenuti iconici, è stata la chiave del loro successo.
    Il 2013 è stato testimone di due progetti targati Machete piuttosto interessanti: Midnite e Danger. Nel Discovery Album di oggi ci occuperemo dell’album d’esordio di Nicola Alberi, in arte Nitro.

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  • ZUU: Denzel Curry celebra Miami nel suo nuovo album

ZUU: Denzel Curry celebra Miami nel suo nuovo album

Non è passato neanche un anno dalla pubblicazione dell’acclamatissimo TABOO e Denzel Curry ha ripreso in mano il microfono per tornare sulle scene con il suo nuovo disco, ZUU.

Per il rapper originario di Carol City, in Florida, si tratta del quarto album in studio, anticipato dai due singoli Ricky e Speedboat, pubblicati rispettivamente l’8 e il 22 maggio. Tra le collaborazioni spicca la presenza di Rick Ross – già presente in Imperial nel 2016 – oltre agli interventi di Kiddo Marv, Ice Billion Berg e Sam Sneak.

Come affermato su Twitter dallo stesso Denzel Curry, ZUU is all Miami: non a caso tutti i rapper sopracitati provengono dalla città della Florida, a dimostrazione di come l’artista sia molto legato al luogo che gli ha dato i natali.

Nonostante i soli 24 anni, l’artista di Ultimate presenta una maturità artistica e non invidiabile, caratteristica dimostrata anche dalla grande qualità dei lavori precedenti. Nei suoi 29 minuti, spalmati in 12 tracce, ZUU, affronta in maniera esaustiva numerose tematiche, che vanno dalla rappresentazione e celebrazione della scena rap di Miami, al racconto della vita passata e presente di Denzel e dei suoi amici, fino al racconto delle persone che hanno segnato di più la vita del rapper di Carol City.

Il disco si apre con ZUU, ottima intro che presenta le tematiche principali del disco, seguita da RICKY, la traccia che prende il nome dal padre di Denzel e che raccoglie tutti i suoi insegnamenti ed esperienze dall’infanzia fino ad oggi. Ricky non è l’unica figura importante nella vita del rapper, perché in più tracce, tra le quali WISH e SPEEDBOAT, Denzel ricorda l’amico XXXTENTACION, con il quale ha vissuto per molto tempo, e il fratello Treon “Tree” Johnson, morto nel 2014 in circostanze ancora oggi non del tutto chiare.

A queste tracce si affianca l’anima più spaccona e spensierata del disco, dove il rapper della Florida mette in mostra i suoi grandi punti di forza: l’eccellente capacità tecnica e l’incredibile abilità nel saper giocare con le parole. Birdz è accompagnata da un beat straordinario degli FnZ, su cui Denzel invita l’ascoltatore a dare un’occhiata alla sua città e alla sua cultura, cultura che comprende gangsters that’s stickin’ to the code toasters, slang americano che identifica un fucile. La strofa di Rick Ross con continui riferimenti a droga e macchine di lusso fornisce un valore aggiunto alla traccia.

Denzel si è dimostrato capace di sperimentare anche nel sound e nei testi, perché SHAKE 88 è un pezzo che non rientra nei canoni della sua discografia: un beat da club che rimanda molto ai primi anni 2010 accompagna un romanticismo nettamente fuori dagli schemi da parte del rapper, che dedica il pezzo ad una stripper, affermando di poter soddisfare tutti i suoi desideri.

Poteva mancare la produzione spaccacasse del fidato Ronny J? Assolutamente no: P.A.T. chiude il disco in un tripudio di bassi distorti e barre assassine sputate senza pietà da Denzel e PlayThatBoiZay – che non sfigura affatto di fianco al suo più affermato collega. Il rapper di Carol City riesce a modulare alla perfezione il suo timbro, a cambiare flow una barra sì e l’altra pure, in una traccia che non può che certe follie musicali di cui si era fatto portavoce XXXTENTACION – ascoltare RIP Roach e YuNg BrAtZ per credere.

ZUU arriva al momento giusto nella carriera di Denzel Curry: dopo l’exploit dell’anno scorso con TABOO, apprezzato dalla maggioranza di critica e ascoltatori, il rapper di Carol City ha fatto la scelta giusta, quella mantenere l’hype attorno a lui sempre vivo, consegnando alle folle un disco che, pur nella sua breve durata, si afferma come un lavoro esauriente, capace di sviluppare più tematiche insieme, mantenendo sempre Miami e Carol City al centro del progetto. Inoltre, la qualità di questo lavoro aumenta vertiginosamente considerando che è stato praticamente registrato tutto in freestyle: lo stesso Denzel Curry ha svelato questa curiosità in un’intervista per HotNewHipHop pochi giorni dopo l’uscita del disco, a dimostrazione di come il modus operandi di questo lavoro sia molto diverso dall’album precedente, più ragionato e introspettivo rispetto a ZUU.

Finora, le mosse sbagliate da parte di Denzel Curry si contano sulla dita di una mano: la sua stella continua a splendere, con tutte le carte in regola per diventare una delle più brillanti oltreoceano e non.

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Jacopo Gotti

Jacopo Gotti

Ho 22 anni, sono genovese e sono innamorato della musica. Forse un po' troppo.

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