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Il doppio. Una figura mitica del tutto identica ad un’altra persona che, spesso, ne incarna il lato oscuro. Un tema ampiamente esplorato nella letteratura – come nel cinema – lungo l’intera storia dell’umanità. Pensiamo all’Anfitrione di Plauto, una delle più classiche commedie degli equivoci, o alla triste vicenda del narcisista Dorian Grey, per non parlare del confuso rapporto tra il protagonista senza nome e Tyler Durden in Fight Club.

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Vita Vera Mixtape è il prologo che Tedua fornisce per aiutare il pubblico ad entrare nella sua personale Divina Commedia. Sono ormai lontani i tempi in cui il rapper di Cogoleto si barcamenava nella giungla urbana, superando ostacoli e crescendo giorno dopo giorno; adesso è finalmente uscito, non è più un cucciolo d’uomo, ed è pronto a guidare i suoi ascoltatori.

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“Ma capitano, il mio capo mi licenzierà se non parlo con lei. Dicono che lei sia un uomo con una visione”.

“Sì, una fottutissima visione”, disse Cal.

Dovette piantare lo sperone nel fianco del baio per allontanarsi dal ragazzo, che restava lì in piedi a scribacchiare sul suo taccuino.”

LarrMcMurtry, “Colomba Solitaria

 

Sid Vicious: sguardo stralunato, giacca stazzonata sopra il petto nudo, glabro, pallido mentre si esibisce in una versione sgangherata e scurrile di quella “My Way” resa famosa da Sinatra, armeggiando con una pistola. Andy Warhol: magro, apatico come una Sfinge, pallido, seduto al centro della sua Factory, motore immobile delle vampe ipercrome che gli danzano intorno. Marilyn Manson sulla cover di “Mechanical Animals: androgino, allo stesso tempo asessuato e ultrasensuale, pallido, con due occhi di brace conficcati dritti nelle pupille dell’ascoltatore, quasi un invito al voyeurismo.

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