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Egreen non fa rap per rimastoni con la nostalgia, ecco Entropia 3

Se Egreen è una garanzia, Entropia 3 è stato un rischio. Fantini trascina sulle spalle il peso di innumerevoli dischi e mixtape, sostenuto da un pubblico fedele e appassionato, che però non ha riconosciuto il valore dell’ultimo disco More Hate. Entropia 3 è arrivato all’improvviso con il compito di superare le aspettative per riconfermare ciò che il rapper ha sempre dichiarato di essere: il fucking campeón di questo gioco. Ci è riuscito?

Innanzitutto, a Egreen non interessa. Se cercavate un disco che vi stupisse, che vi facesse respirare un’aria di innovazione… quest’album non è quello che fa per voi. D’altronde, se vi aspettate un’evoluzione epocale da un lavoro di Fantini, è chiaro che della sua filosofia avete compreso poco o niente. Ogni disco inciso da rapper di Busto va in una sola direzione, ossia confermare che esistono “due categorie di ascoltatori: chi mi apprezza adesso e chi lo farà dopo”.

 

Non è semplice recensire Egreen quando non si è Philippe Daverio. Per sviscerare la sua carriera ci vorrebbe molto più di una recensione, anche per un limite di caratteri. More Hate, nel complesso un buon disco, non aveva sbancato, affondando nel confronto con i due colossi della discografia fantiniana: Il Cuore E La Fame e Beats & Hate.

Non si può procedere ad un effettivo confronto tra i vari lavori perché, per quanto sia maturato mixtape dopo mixtape, sembra inseguire sempre una cifra stilistica e una sola chiave interpretativa per tutti i suoi progetti. Quello che tutti sogniamo di ascoltare, quando mettiamo le cuffiette e facciamo partire una canzone di Egreen, è la fotta che l’mc di Busto Arsizio/Varese/Milano ha da trasmetterci. Ed è il motivo per cui non vediamo l’ora del prossimo concerto nella nostra città per vederlo spaccare il palco sulle note di Giù La Porta.

Sentirlo rappare sulle basi di Yazee e Dj 2P è un piacere. Il disco si affaccia sulla scena di oggi con la prepotenza di chi ha ancora odio da sputare sul foglio e l’affanno di chi vuole chiuderle tutte in one take. Quest’impulsività, che è alla base della sua potenza lirica, è tipica di chi si impone di stare fuori dal coro. C’è chi dice che “questo suono non ha più futuro”, tuttavia riesce a non apparire vecchio nonostante faccia questa roba da anni. Egreen è tornato per rappresentare quel che di più lontano esiste dalla scena di oggi: un rap sempre grezzo che rigetta qualsiasi trend, non cerca approvazione sulla superficie e si inchina solo a un tipo di suono.

È vero Gigi, ci hai abituati troppo bene. L’album è una chicca per gli amanti del rap americano, come al solito Fantini non si fa mancare qualche citazione d’oltreoceano: a questo giro tocca agli immancabili miti Rakim, Tim Dog e i Gang Starr.

Accogliamo con gioia un lato più introspettivo che emerge solo in Fuori Posto e forse proprio per questo assume valore. Certamente non è un concept album, l’unica costante che ci accompagna traccia dopo traccia è l’impulso di rappresentare qualcosa, che sia Busto Arsizio, Milano o un immenso amore per la doppia H. Entropia 3 è stato un rischio dal risultato poco sorprendente: non sarà un instant classic ma una lezione di stile per chiunque si approcci a questo genere.

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Eleonora Sironi

Eleonora Sironi

Classe '99. Nel tempo libero scrivo cose e giro per Milano con Neffa nelle Sennheiser.

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