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    MATTONI: IL GIOCO DI SKINNY

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  • Atlanta come Oz, il viaggio della EarthGang in Mirrorland

Atlanta come Oz, il viaggio della EarthGang in Mirrorland

Il 6 settembre la EarthGang ha rilasciato Mirrorland, il suo terzo disco nonché primo sotto Dreamville, l’etichetta di J.Cole. Per il duo di Atlanta composto dai rapper Olu (Johnny Venus) e WowGr8 (Doctor Dot) si tratta del progetto più importante nei tredici anni di carriera. Innanzitutto, perché esce sotto un’importante label e, soprattutto, perché segue il disco dell’etichetta Revenge of Dreamers III, uscito a luglio, che ha permesso al gruppo di raggiungere un’ampia gamma di pubblico.

Il disco ha una genesi molto complessa. Nel 2017 e nel 2018 il duo ha rilasciato tre EP (Rags, Robot e Royalty) per anticipare l’album che, almeno per titolo e concept, nasce nell’agosto 2017. Come affermato dai due rapper, il disco ha l’ambizione di fornire tramite la musica un’esperienza quasi cinematografica, sul modello del film The Wiz, adattamento di una pièce broadwayiana sul Mago di Oz.

Questa ambizione è chiara già in La La Challenge, la prima delle quattordici tracce, nel quale la EarthGang cerca di creare e presentare il mondo alternativo in cui il disco verrà ambientato, ispirato all’Atlanta estiva che altro che non è che il magico mondo di Oz. L’obiettivo è sicuramente compiuto, riuscendo a lanciare l’ascoltatore nel viaggio nella terra degli specchi anche grazie alla produzione opera di Johnny e del norvegese Lido.

Atlanta con la sua cultura, musicale ma non solo, è un caposaldo del disco. Dai riferimenti a Lil Wayne al feat con Young Thug in Proud of U (forse la migliore traccia del disco) passando per atmosfere che strizzano l’occhio al blues georgiano. E il tutto viene fuso assieme. Per esempio, una canzone come Bank parte come una traccia trap ma, mantenendo coerenza di fondo, si evolve continuamente nell’arco dei tre minuti scarsi di durata.

Altro leitmotiv del disco è l’originalità. Johnny e Dot sono consapevoli della loro unicità artistica e che essa è dovuta non solo al talento ma, soprattutto, ai loro difetti che non temono di mettere in mostra. Per esempio, nell’intro, è lo stesso Olu a lamentarsi del troppo tempo di lavorazione che il disco ha richiesto. Ed erano solo a metà del viaggio.

Oltre al già citato Thugga, i feat del disco sono, coerentemente, molto vari. T-Pain collabora, realizzando la terza strofa, a Tequila, traccia latineggiante che tratta dell’alcol come fonte di relax dallo stress quotidiano. Kehlani compare in Trippin che tratta di una relazione non finita bene con un sound quasi R&B. Il tema relazionale torna, con altra intenzione, in Stuck, feat con Arin Ray dalle sfumature soul che è stato il primo singolo estratto dal progetto. Infine, in Fields, interviene Brian Malik Baptiste a cantare un ritornello.

Mirrorland è un viaggio attraverso Atlanta, attraverso la musica e attraverso le vite di Olu e WowGr8. Un viaggio riuscito alla perfezione che trasporta l’ascoltatore in una dimensione nuova, esattamente come Dorothy a Oz. L’ambizione nel voler concepire un simile disco era sicuramente alta, come il rischio di fallire, ma forse solo l’EarthGang con la sua dose di unicità, con la sua fame di riuscire e con la sua umiltà nel non nascondere i propri difetti poteva compiere il risultato alla perfezione. Ora la sfida si fa più dura, come paventa lo stesso Dot in Swivel: I pray for the hunger to be permanent, no matter what that make”.

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Matteo Merletti

Sono Matteo, ho 23 anni. Se non vi piace ciò che scrivo offritemi un gin tonic e ne parliamo.

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