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    Non potete perdervi il documentario su Travis Scott

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Loyle Carner: quando l’Hip Hop diventa catarsi

Il 19 aprile è uscito il nuovo disco di Loyle Carner, Not Waving but Drowning. Un grande traguardo per il rapper britannico, che aggiuge un altro tassello a una carriera in ascesa. Ma chi è Loyle Carner?

Benjamin Coyle-Larner nasce il 6 ottobre del 1994 a Lambeth, un sobborgo di Londra a sud del Tamigi. Il nome d’arte, inversione delle iniziali del doppio cognome, è dovuto alla sua dislessia (disturbo di cui soffre assieme all’ADHD): infatti, da bambino pronunciava il cognome esattamente in questo modo. Figlio di madre inglese e padre guineano, il rapper cresce con la madre e il padre adottivo – il musicista Steven Vengeance – che gli trasmetterà la passione per la musica.

Una tappa fondamentale per la vita e la carriera di Ben è il febbraio 2014, quando la sua esistenza viene sconvolta da un grave lutto: il patrigno è stroncato da un attacco epilettico. Da quel momento Loyle, che inizialmente aveva scelto come stage name Mowgli, si dedica completamente alla musica abbandonando la scuola di recitazione.

A settembre dello stesso anno pubblica il suo primo EP A Little Late, un progetto dal quale si possono cogliere le caratteristiche principali della musica del giovane: intimismo, famiglia, malinconia, atmosfere jazz e liriche che spesso strizzano l’occhio alla spiritualità. Non a caso, il Guardian ha definito la musica di Loyle come confessional hip hop. Appare chiaro quindi come la musica di Loyle Carner si differenzi fortemente dall’influenza grime sul mainstream britannico. Come è facilmente intuibile, la prematura dipartita del patrigno è un tema ricorrente dell’EP e proprio a lui viene dedicato il lavoro. Il progetto si erge sulle produzioni di Rebel Kleff, emergente producer londinese.

Il progetto si apre con BFG, traccia in cui paragona il patrigno al Grande gigante buono di Robert Dahl (sì, quello del film GGG diretto da Steven Spielberg). In questa traccia è probabilmente riscontrabile il sunto dell’EP, in particolare nel refrain dove Loyle rappa:

“Everybody says I’m fucking sad

Of course I’m fucking sad, I miss my fucking dad”

Interessante è anche l’ultima traccia, Cantona, anche questa espressamente dedicata al padre. Eric Cantona era uno dei calciatori preferiti di Steven e anche questa sua passione, come quella per la musica, è stata ereditata dal figlio nonostante il tifo suggerirebbe il contrario: Ben è, infatti, tifoso del Liverpool, grande rivale del Manchester United in cui King Eric ha militato per cinque anni e chiuso la carriera. Nel brano, oltre ad esplicitare la componente spirituale delle sue liriche, Loyle mostra anche una certa tecnica, ricorrendo a un complesso schema metrico.

Dopo l’EP, oltre a lavorare al primo progetto ufficiale, Loyle ha anche aperto concerti di rapper statunitensi come Joey Bada$$ e Nas. Il disco ufficiale viene finalmente pubblicato il 20 gennaio 2017, dopo una lavorazione di più di due anni.

L’opera prende il nome di Yesterday’s gone, ossia “il passato se n’è andato”. Non è un caso se la title track sia anche l’ultima del disco, come a simboleggiare che solo alla fine del viaggio Loyle si riveli pronto a lasciare andare il suo trascorso. Infatti, le esperienze vissute (o sognate) da Ben sono al centro di un disco introspettivo ed intimo, accompagnati da interludi più “frivoli” che alleggeriscono un lavoro carico di elementi emotivi.

Il disco si apre con The Isle of Arran, un’isola al largo della Scozia in cui viveva il nonno di Loyle. Nel brano compare uno dei temi principali del disco: l’abbandono. L’abbandono del padre biologico che non lo ha voluto, l’abbandono del patrigno che è morto, l’abbandono di un Dio che non si è palesato nel momento del bisogno. Al tempo stesso, la traccia si rivela un omaggio ai padri veri che prendono seriamente il ruolo come il patrigno e il nonno.

Altra traccia fondamentale per la comprensione del disco è Florence. In questo caso, le esperienze di cui tratta il brano non sono reali ma sognate. Infatti, il brano parla di una sorella mai nata ma che Ben ha sempre voluto e a cui dà il nome di Florence. Loyle racconta come avrebbe vissuto il rapporto con lei, come le avrebbe guardata crescere. Il tutto viene unito a un video ufficiale in cui le prepara i pancake per colazione.

Le tre tracce finali sono quelle con il maggiore carico emotivo del disco. Mrs. C è dedicata a Eliza, una sua amica alla cui madre è stato diagnosticato un cancro. Segue Sun of Jean, scritta per la madre e in cui sia lei che il patrigno vengono accreditati come featuring. Il titolo è un wordplay tra “son of Jean”, ossia figlio di Jean, e “Sun of Jean”, il Sole di Jean. Infine, la già accennata title-track che si costruisce attorno al sample di un disco inedito del patrigno ritrovato in uno scatolone. È il sentito campionamento ad essere al centro della traccia, più delle liriche di Loyle che si limitano a due brevi strofe da quattro versi e un ritornello.

Il disco viene acclamato da pubblico e critica, tanto da essere nominato per i Mercury Prize (la versione britannica dei Grammy, premio poi vinto dal bellissimo Process di Sampha) ed eletto miglior disco del 2017 dal quotidiano The Indipendent.

Il secondo disco ufficiale, Not Waving, but Drowning, viene rilasciato il 19 aprile 2019. Il nome viene da un’omonima opera della poetessa di Hull Stevie Smith che viene campionata nella title track mentre spiega la suddetta poesia. È molto particolare che nel brano che da il nome del disco non ci sia alcun intervento di Loyle.

Per spiegare la principale differenza concettuale tra i due lavori, non c’è modo migliore che fare riferimento a un’intervista di Loyle rilasciata ad Apple Music, la piattaforma streaming dell’azienda di Cupertino. In questa intervista, Ben spiega di aver lavorato su sé stesso, ponendosi diverse domande rispetto a quelle che avevano ispirato il disco precedente. Aggiunge, inoltre, di sentirsi più in armonia con la sua persona e ciò gli ha permesso di analizzare meglio il mondo che lo circonda. Infatti Not Waving, but Drowning è un disco che rispetta in pieno l’attitudine fortemente riflessiva del rapper, ma allo stesso tempo di più ampio respiro.

Ancora una volta, il disco è un viaggio nel mondo di Carner con al centro non una persona ma le relazioni. Infatti l’album si apre con Dear Jean – una lettera scritta dal rapper a sua mamma – e si chiudhe con Dear Ben, una lettera della madre, da essa recitata. Non è più un racconto unidirezionale del mondo ma un interscambio di stimoli. Altro elemento comune fra i due dischi ufficiali è la presenza di alcuni interludi a smorzare i toni del disco come, per esempio, la skit It’s Coming Home?, una registrazione fatta dalla madre mentre lei, Ben e il fratello minore Ryan stavano guardando una partita dei Mondiali di calcio in Russia.

Il primo singolo estratto dal disco è Ottolenghi, omaggio all’omonimo cuoco israeliano. L’ispirazione per il brano viene da un episodio vissuto da Loyle. Mentre si trovava su un treno leggendo Jerusalem, un libro di cucina del cuoco (il passaggio in particolare parlava dell’antisemitismo in Siria), fato volle che un ragazzo sul treno lo attaccasse dicendogli che gli ebrei non erano ben accetti. Il ragazzo aveva scambiato il libro di cucina per una Bibbia ebraica. Un tema simile viene trattato anche in Looking Back, in cui Ben riflette sull’effetto che il razzismo esterno esercita su di sé, aumentando il senso di alienazione dal mondo.

Altro spunto interessante viene da Still, uno dei brani che Loyle preferisce, in cui riflette su sé stesso ma anche sul mondo che lo circonda. Molto particolari sono due barre: una su di sé in cui definisce l’ADHD come la contemporaneamente migliore e peggiore cosa della propria persona; l’altra sul mondo esterno, identificando il denaro come causa dei problemi di questa realtà.

A differenza di Yesterday’s Gone, in questo album Loyle collabora anche con artisti noti al grande pubblico come Sampha e Jorja Smith che ha conosciuto in un bar prima che entrambi diventassero famosi.

Infine, in entrambi i dischi c’è un po’ di Italia. In Yesterday’s Gone nel brano Ain’t Nothing Changed viene campionato Ricordati di Piero Umiliani, parte della colonna sonora del film La Ragazza dalla Pelle di Luna del 1972 curata dal compositore fiorentino. In Not Waving, but Drowning la penultima traccia, Carluccio, è dedicata al cuoco salernitano Antonio Carluccio, il cosiddetto padrino della cucina italiana attivo a Londra dal 1975 e morto nel novembre 2017 a 80 anni.

Il percorso di Loyle Carner è un monito rivolto a tutti, l’esempio che unendo talento, determinazione e perseveranza si possano raggiungere gli obiettivi a cui si aspira. Quel ragazzo abbandonato dal padre, dislessico e con un deficit dell’attenzione è ora un rapper affermato, con uno stile unico nella scena britannica, che organizza corsi di cucina per i ragazzi che soffrono del suo stesso disturbo. God save Loyle Carner.

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Matteo Merletti

Sono Matteo, ho 23 anni. Se non vi piace ciò che scrivo offritemi un gin tonic e ne parliamo.

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