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Le Notti di Carl Brave

11 Maggio. Le ultime piogge primaverili servono solo a rinfrescare l’aria in vista dell’afa estiva, non di certo ad intimidire o ritardare la venuta della stagione più benvoluta dagli adolescenti su tutti. Ed è proprio da queste ultime piogge, dalla rugiada depositata sulle foglie, che si erge il probabile disco simbolo dell’Estate che incombe: Notti Brave di Carl Brave.

Prima di ascoltare quest’album è giusto entrare nel corretto mood. Munitevi di Peroni da 66, andate in spiaggia, in riva al fiume, andate a sedervi su di una panchina in un parco, stravaccatevi sul balcone o in veranda, mettete le cuffie, stappate la birra ed iniziate il viaggio.

Il rapper in questione Carl Brave, all’anagrafe Carlo Coraggio.

Ascoltate tutte e 15 le tracce che compongono quest’album? Ricominciate a vivere col sorriso sulle labbra, come questo album vuole promuovere.
Correte in contro al vostro cane, dimostrategli tutto il vostro amore, come fa Carl nell’ultima traccia dell’album: Accuccia, una canzone che tanto sembra una ballata popolare, simile per argomento alla poesia Galiffa di Eugenio Montale o a L’ode al Cane di Pablo Neruda.

Andate a prendere i vostri amici, la vostra ragazza o il vostro ragazzo, andate a bere, a ballare, a fare il bagno in spiaggia, andate a fare ‘caciara’ da qualsiasi parte, andate a divertirvi, andate a vivere.

Perché è proprio questo il messaggio di quest’album, tra milioni di fotogrammi di vita, che da Polaroid diventano Fotografia. Quest’album è una continua celebrazione alla vita, nel bene e nel male, nelle serate memorabile ed in quelle che peggio non potevano andare, negli amori sinceri, in quelli che ti lasciano un vuoto dentro, nelle storie di una notte, negli amici di una vita, nelle solite strade e nei soliti bar di Trastevere, nei viaggi a Corfù, a Malibu o in quelli a Gallipoli, a cercare l’ombra al Parco Gondar. Ovunque voi siate, con chiunque voi siate, ricordatevi di vivere coscientemente per ricordarvi ogni minimo particolare, perché ogni minimo particolare, ogni polaroid, ogni fotografia, ogni frammento di ogni avventura è un tassello nel mosaico di voi stessi. Notti Brave è un’Ode alla Vita. Un’Ode al vivere la Vita.

L’immaginario evocato da Carl è squisitamente abitudinario, normale, e con la sua poetica delle piccole cose riesce ad emozionare i cuori di chi ascolta. Mettere il termometro sotto la lampadina per riscaldarlo e far finta di avere la febbre pur di non andare a scuola, fischiare la carta bordeaux delle caramelle Mou, scottarsi con la plastica bollente quando si mette il braccio fuori dal finestrino mentre si è in coda in auto; cose di tutti i giorni che, raccontate in un contesto musicale dove non si parla mai di cose normali, ci sorprendono nella veracità con cui sono esposte.

Musicalmente il disco ondeggia magistralmente tra sonorità Rap, Pop ed Indie, Carletto è bravo a destreggiarsi tra questi generi senza perdere il proprio stile caratteristico, sia per quanto riguardano i versi che per quanto riguardano le basi musicali. È infatti giusto ricordare che l’intero album, come già è stato per Polaroid, è interamente prodotto dal rapper romano, che dimostra quindi di essere un artista completo e poliedrico, a tutti gli effetti. Gli ospiti di questo viaggio rispecchiano i vari generi mostrati, per il Rap: Fabri FibraGemitaiz ed Emis Killa, per l'”Indie Rap”: Coez e Frah Quintale, per l’Indie vero è proprio abbiamo Giorgio Poi, la quota Pop è invece rappresentata da Francesca Michelin, BFederica Abbate. 

Specchio riflesso?@fabri_fibra Fuori ? e NOTTI BRAVE a mezzanotte.

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Carl Brave si adatta allo stile di ogni artista ospite nel disco ed ognuno di loro si adatta allo stile di Carl, venendosi in contro reciprocamente creando un mix ed un’alchimia in grado di portare ogni artista in regioni fino ad allora inesplorate, creando diversi tipi di pezzi ognuno con un’impronta diversa, inconfondibile. Il disco si apre e si chiude con due pezzi particolari: il primo, Professorè, parla di amori adolescenziali, di litigi scolastici con i professori, l’ultimo invece è il già citato Accuccia. Il primo un pezzo allegro e leggero, l’ultimo un pezzo malinconico ed emozionale, come a chiudere un cerchio, come a ribadire che nella vita convivono momenti belli e momenti meno belli, gioia e dolore. Tra questi due pezzi vi sono una miriade di momenti, di esperienze, un turbinio di stati d’animo, ed ognuno di questi rappresenta una diversa sfaccettatura della vita di ogni ragazzo. Tra i featuring bisogna citare anche la presenza di alcuni artisti ed amici del collettivo Lovegang: il serio Ugo Borghetti, il raggiante Pretty Solero, ed inevitabilmente anche il compagno di mille avventure, artistiche e non, Franco126 che nel pezzo che vanta la sua presenza dimostra come l’affiatamento tra i due rapper sia ancora acceso, come già dimostrato in Interrail Borotalco, anticipandoci che insieme ce ne faranno vedere ancora delle belle.

TORINO????Prossima fermata Roma ?

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Carl Brave con quest’album ha scelto di celebrare la vita cantando della vita stessa, riportando nell’album ancora una volta delle immagini, delle foto, che non sono più polaroid, da ammirare in un ristretto gruppo di conoscenti, ma delle vere e proprio fotografie, da condividere con tutti, che toccano più persone. E queste persone in queste foto si ritrovano, da queste foto possono imparare, possono prendere spunto, grazie a queste, possono crescere. Perché Carl è questo, un ragazzo come tanti, che vuole solo cantare delle sue gesta comuni, dei suoi amori da ragazzo normale, dei suoi amici, dei Guasconi CXXVI, di serate Pellaria. Il tutto rimanendo se stesso, con il suo stile, al limite tra il Rap, l’Indie, il cantautorato e lo stornello.

Non mancano sensibili pecche, che segnano la via per diventare grandi artisti, ma per essere un album d’esordio, di fronte a dinamiche di mercato abbastanza esigenti (è il suo primo album solista pubblicato sotto major) il risultato cercato è stato conseguito con merito. Forse qualche cliché di troppo fa pensare ai più scettici che la sua scrittura sia un immenso discorrere di luoghi comuni, forse qualche collaborazione appare forzata (l’Emis Killa ascoltato in Bretelle è pressoché inedito), ma siamo di fronte a un disco con un’anima e uno scopo.

Notti Brave è un album della gente comune che fa cose normali per la gente normale che fa cose comuni, è un album della strada raccontata con gli occhi sognanti di un ragazzo di vent’anni piuttosto che da quelli di uno scapestrato, come invece ci insegna la grande tradizione del genere. Una spruzzata di ironia che non guasta mai, una risposta col sorriso sulle labbra a chi vuole il rap solo se crudo, solo se ghetto, solo se cupo.

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Edoardo Mocellin

Edoardo Mocellin

Mi chiamo Edoardo, e vengo dal basso. Nel senso che le mie parole vi giungono dalla provincia di Lecce dove sono nato, cresciuto e tuttora vivo e studio. Per me il passo dal cantautorato italiano, ascoltato in infanzia per merito dei miei genitori, ai rapper della penisola italica è stato breve. E questo è tutto. Amen.

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