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V per Vendetta: Il ritorno di Ensi sulla scena

“V” è il titolo del mio nuovo album che uscirà il 1° Settembre.

“V” come Vincent, mio figlio. “V” come Vella, il mio cognome, la mia famiglia, le mie radici. “V” come Vendetta, il mio primo album. “V” come numero romano, perché questo è il mio quinto disco.

Con questo post su Facebook Ensi, nome d’arte di Jari Ivan Vella, classe 1985, ha annunciato il suo prossimo disco in uscita il primo Settembre. Ma cosa dobbiamo aspettarci? Abbiamo deciso di provare a basarci su questo breve annuncio e su quello che sappiamo un po’ del background del rapper alpignanese per provare a fare delle previsioni.

Vincent & Vella

Da sempre il concetto di famiglia per la produzione musicale di Ensi trascende dal concetto classico, lui la famiglia l’ha portata direttamente all’interno del rap game. Non è certo comune che nello stesso nucleo nascano due talenti del calibro di Jari e Alex (nome vero di Raige). Il fatto di essere fratelli è stata sicuramente una spinta vicendevole importante per le loro prime produzioni ai tempi dei OneMic, come da loro stessi dichiarato in diverse circostanze.

I OneMic (da sx a dx): Rayden, Ensi, Raige

Nella sua produzione più recente, sopratutto in Rock Steady, si è visto un Ensi molto introspettivo nei confronti della famiglia, sopratutto in brani come VIP e, anche se in maniera più laterale perchè legato alla sua fidanzata, nel brano Rocky e Adriana. E’ quindi più che probabile, come anche la tracklist fa evincere, che in questo disco i riferimenti al figlio Vincent, nato nel 2015, saranno abbondanti e siamo curiosi di sapere come affronterà un pezzo che presumibilmente sarà una dedica a suo figlio. Un argomento che può sembrare banale ma che serve comunque una certa sensibilità e inventiva per gestirlo con rispetto e allo stesso senza sembrare retorico e non scadere in eccessività come quelle in America di DJ Khaled.

Ensi col figlio Vincent

Ma il concetto di Vella non vuole rappresentare solo un ambiente famigliare, si ricollega anche alle radici più profonde di Ensi, come il suo luogo di nascita, Alpignano, piccolo comune facente parte della cintura torinese. Uno di quei comuni cresciuti a dismisura per dare da dormire durante gli anni della grande immigrazione meridionale verso le città del nord italia. Un posto dove quindi è più facile essere insultati in un paio di dialetti meridionali diversi piuttosto che in piemontese per intenderci.

Non stupisce quindi che si sia creato quell’ambiente di “meridionalità periferica” che ha permesso a Ensi di trovare ispirazione per creare hit come Terrone e di creare barre che tuttora sono un cult come quella che chiude la sua strofa nel pezzo dei Club Dogo Ragazzo della piazza:

e quando ritorno in quartiere mi offrono da bere
ma mica perché mi hanno visto in tele
ma perché hanno visto che in tele ho portato il quartiere, il nostro quartiere
sanno che faccio il cantante ma il mio nome d’arte non lo sanno dire bene
chi è? E’ il nipote di Calogero, il figlio di Michele.

Vendetta & V

Il nome di Ensi è da sempre legato alle sue sfide freestyle che lo hanno reso leggenda in tutta la penisola. Più sottovaluta è invece la sua produzione discografica.

C’è da dire che effettivamente, a livello di dischi ufficiali Ensi, è stato il meno prolifico dei OneMic con solo due dischi ufficiali all’attivo (Era tutto un sogno e Rock Steady) anche se ha seguito diversi progetti indipendenti ed EP di cui sicuramente il più curioso e sperimentale è Freestyle Roulette Mixtape, un disco rappato quasi esclusivamente in freestyle improvvisato sul momento. Al di fuori di questo Mixtape tuttavia rimane un disco che da sempre amano tutti i fan del rapper alpignanese: Vendetta.

Vendetta è un disco molto semplice, completamente autoprodotto e che a un occhio meno esperto potrebbe sembrare un disco qualsiasi di un emergente ventenne di inizio 2000. Tuttavia quello che il disco ha in più è un senso di rabbia profondo che ricorda il rap east coast più crudo e una tecnica che, benchè molto grezza se paragonata a quella attuale, funziona e mantiene il livello di attenzione dell’ascoltatore sempre molto alto.

Se Ensi ha citato nuovamente questo disco potrebbe significare un’intenzione di ritorno verso un flow e delle tematiche più crude e taglienti rispetto a quelle usate in Rock Steady che gli avevano procurato qualche (seppur rara) critica da parte della fanbase più affezionata ai suoi lavori precedenti.

Ma che cosa dobbiamo quindi davvero aspettarci da “V”?

Sicuramente un ritorno in grande stile. Di fatto Ensi è lontano dal mondo delle grandi produzioni da quasi 3 anni (ad esclusione del breve EP One by One) e in un mercato discografico che pare radicalmente cambiato negli ultimi due anni ha bisogno di (ri)prendersi la sua fetta di pubblico. I presupposti tuttavia non sembrano vederlo intenzionato a snaturarsi, nella tracklist, a differenza di quanto ci si aspettava, ci sono pochi featuring e nessuno con membri della “nuova scuola”. Anzi, la presenza di Clementino, Luchè, Gemitaiz e Madman sembrano voler assicurare un prodotto molto classico.

La cover di “V”

C’è il rischio ovviamente, all’interno dell’attuale panorama musicale (nonostante i successi di dischi come Mia Maestà di Bassi), che un disco del genere possa suonare un po’ anonimo  e venire snobbato dal grande pubblico. La fiducia nelle doti liriche di Ensi tuttavia è enorme e l’unico estratto per ora uscito Tutto il mondo è quartiere suona comunque molto fresco nel suo insieme e sembra confermare l’intenzione del rapper di non scostarsi molto dai percorsi precedentemente seguiti senza però ripetersi uguale al passato.

Attendiamo quindi trepidanti il primo settembre per scoprire se Ensi si riprenderà davvero la sua Vendetta, senza dimenticare ormai di essere un Vella molto cresciuto dai suoi primi dischi e con delle responsabilità di padre sul piccolo Vincent ormai.

 

 

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Filippo Montanari

Filippo Montanari

Cinema, hip- hop, football americano e internet sono i quattro ingredienti principali della mia giornata. Amo il sano dibattito e sogno un internet in cui si possano avere discussioni che non necessitino subito un reportage sulle abitudini serali delle proprie madri.

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