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WWCD è il coronamento del viaggio della Griselda

Il 29 novembre è uscito WWCD, il primo joint album della crew Griselda, composta da Westside Gunn, Conway the Machine e Benny the Butcher. L’acronimo del titolo significa “What Would ChineGun Do”, una barra che ritorna nelle tracce del disco come nella strofa di Westside in Scotties e nell’outro di May Store realizzato dalla storica collaboratrice Keisha Plum. Per i tre rapper di Buffalo si tratta del coronamento di un percorso che li ha portati in tre anni a firmare per la Shady Records di Eminem ed a collaborare con leggende della scena rap statunitense – da Ghostface Killah a Pusha T.

A proposito di leggende, i feat di WWCD annoverano Reakwon, 50 Cent e lo stesso Eminem, senza dimenticare i meno noti Novel, Tiona Deniece, Bro A.A. Rashid e la già citata Keisha. Per capire l’importanza che la Griselda ha raggiunto nella scena underground, basta leggere un feat di un membro del Wu-Tang dopo che Westside Gunn si è autoincoronato come il “nuovo re di New York” nel suo album Flygod is an Awesome God – rilasciato a maggio e ribadito più volte nel settimo capitolo della saga mixtape Hitler Wears Hermes pubblicato ad Halloween.

 

Il disco si apre con un’intro (Marchello) di Raekwon, con il sapore della benedizione di un maestro che non ha più nulla da insegnare agli allievi. Poi l’album prosegue come ci si poteva aspettare: i tre di Buffalo che rappano divinamente su beat essenziali ma mai scontati, con sample e kick di batteria. Rispetto ai progetti precedenti, le basi sono leggermente più classiche, senza però che venga snaturata l’essenza del rap “a la Griselda”.

 

WWCD è la testimonianza sia dello status raggiunto dalla crew, sia della difficoltà di riuscire ad essere credibili ed a proprio agio su queste sonorità. Le performance di rapper storici come 50 Cent (City on the Map) e Eminem (Bang Remix, tecnicamente una bonus track) ci mostrano come lo stile Griselda non sia facilmente adottabile e le strofe dei due – soprattutto del gigante di Detroit – appaiono come scollate dal resto del progetto. Fra gli ospiti, oltre alla bellissima introduzione dello Chef, spicca soprattutto il lavoro di Novel (The Old Grove), che realizza una delle migliori strofe del progetto in quella che è forse la migliore traccia.

 

Per quel che riguarda i tre membri della crew, ognuno di loro fa un’ottima figura che conferma le impressioni antecedenti al progetto: Westside, fra i tre, è quello con più personalità e gusto per le strumentali; Benny è probabilmente il rapper più in forma, e non solo all’interno della sua crew, ma almeno dalla pubblicazione di Tana Talk 3 l’anno scorso, come testimoniano le strofe killer dispensate in questo 2019; Conway è, dal punto di vista della rappata stretta, forse il più forte, e in questo disco gode delle strumentali – interamente prodotte a quattro mani da Daringer e Beat Butcha – di alto livello, a differenza dei suoi dischi solisti che spesso sono conditi da basi non all’altezza del performer che rappa su di esse.

 

WWCD è anche la rappresentazione di una delle grandi differenze fra la scena italiana e quella statunitense. Il lavoro è il compimento di un viaggio di artisti underground che tali rimarranno senza tanti dubbi, anche degli stessi rapper. Nonostante ciò, la trinità di Buffalo ha negli anni ricevuto props dai più disparati elementi della scena, è stata messa sotto contratto da uno dei rapper di maggior successo di sempre, Eminem, e ha collaborato con leggende storiche dell’hip hop (Black Thought, il Wu-Tang) e con i top artists del momento (Pusha T, Anderson .Paak).

In Italia, invece, permane la divisione fra mainstream e non mainstream, non solo per volontà dei secondi. Quanti rapper sulla cresta dell’onda propsano artisti che, per stile e attitudine ma anche per anagrafe, non raggiungeranno mai certi numeri anche se la stima è presente?

 

WWCD è, come detto, il coronamento del viaggio ma non sarà il suo apogeo. Westside Gunn ha annunciato che il 2020 sarà il suo ultimo anno da rapper ma anche quello in cui pubblicherà un progetto in collaborazione con Madlib, un signore fra i migliori producer di sempre che, fra gli altri, ha prodotto gente come Kanye West.  Il disco è contemporaneamente l’incarnazione del progetto Griselda, un tassello fondamentale per l’intera scena underground oltreoceanica e un ottimo punto di partenza per coloro che ancora non si sono avventurati in questo mondo costituito da punchline, sample e sporche.

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Matteo Merletti

Sono Matteo, ho 23 anni. Se non vi piace ciò che scrivo offritemi un gin tonic e ne parliamo.

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