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Dopo il successo della prima edizione, che ha visto centinaia di video arrivare da tutt’Italia, la Jamrock Records lancia la seconda edizione dello #StayJamrock Contest.

Il regolamento è semplice: dopo aver messo “Mi piace” alla pagina Facebook Jamrock e dopo aver iniziato a seguire il profilo Jamrock su Instagram, basta andare sulla pagina http://www.jamrockrecords.com/stayjamrock e scegliere uno dei due beat a disposizione, entrambi realizzati da Ju Frenz. A questo punto si registra un video in presa diretta in cui si rappa una strofa da 16 – ed eventualmente un ritornello – sul beat scelto; niente microfoni, niente autotuni, niente effetti in post, bisogna solo rappare davanti alla videocamera. Il video va quindi condiviso su Facebook o Instagram, taggando la pagina o il profilo Jamrock, e inserendo l’hashtag #STAYJAMROCK.

A decretare il vincitore ci penserà una giuria d’eccezione: DannoClaver Gold e Frenk, il vincitore della precedente edizione del contest. In palio, per il vincitore, c’è l’utilizzo in esclusiva del beat selezionato, rec, mix e master di un pezzo, la realizzazione di un videoclip e la promozione stampa e social del pezzo.

Dentro i nostri guai è il titolo del secondo estratto da Dead Poets II, il nuovo producer album di Dj FastCut fuori per Glory Hole Records – disponibile in copia fisica su www.bucodelrap.it e su Spotify e digital store.

Il nuovo singolo estratto dal nuovo disco di Dj FastCut – dopo La risposta è sì con gli ATPC – vede protagonisti 3 rapper di caratura assoluta, considerati tra i migliori liricisti del panorama underground (e non solo) contemporaneo: Il TurcoClaver Gold Lucci. Dentro i nostri guai è un flusso di coscienza, una confessione a cuore aperto dei tre artisti, che parlano del rap e parlano al rap, rivendicandone con forza l’incisività. Il suono classico di Dj FastCut si fa deciso, scuro e incalzante, cornice perfetta per le liriche incisive del trio al microfono.

Il video di Dentro i nostri guai, che vede protagonisti i tre rapper, è firmato da Nicola Corradino.

 

Errare Umano” è il titolo del nuovo album di Tmhh, fuori per la Glory Hole Records in copia fisica su www.bucodelrap.it e prossimamente su Spotify e digital store.

A poco più di quattro anni di distanza da “Roor Roulette”, il suo disco d’esordio, e dopo aver trascorso gli ultimi tre anni sui palchi di tutt’Italia insieme a Claver Gold, il rapper originario di Recanati Tmhh torna con un progetto che rappresenta l’evoluzione della sua musica, tanto dal punto di vista sonoro quanto da quello lirico. Anticipato dai tre singoli “Campione”, “Il passeggero” e “Quello che non ho”, “Errare Umano” è infatti il disco della maturità per Tmhh, che a 27 anni sente di aver vissuto esperienze, gioie e dolori, vittorie, sconfitte ed errori in grado di dar vita ad un disco profondo, sfaccettato, in grado di essere al contempo autobiografico e di analisi della società. Il legame indissolubile tra l’essere umano e il commettere degli errori è infatti il perno centrale attorno al quale si sviluppa il concept principale – ma non l’unico – del disco. Ha senso inseguire la tanto agognata perfezione, se per sperare di raggiungerla dovremmo sacrificare la nostra umanità? Fortemente ispirato dalla scrittura e dalla lirica di De Andrè, Tmhh ha messo nero su bianco i propri sogni, le proprie incertezze, dubbi e domande a tratti esistenziali, valide per lui ma per tantissimi altri; il disco non si ferma però a questi aspetti. Il solido beackground hip hop del rapper fa capolino più volte all’interno del disco, con brani più diretti, d’impatto, a tratti quasi hardcore, su sonorità che spaziano da quelle più classiche a quelle più recenti, passando anche per momenti più leggeri, mantenendo però una forte matrice rap nella scrittura.

Abissi” è il titolo del primo album ufficiale di Schiele, fuori per Glory Hole Records e disponibile su Spotify, digital store e in copia fisica su www.bucodelrap.it

Dopo aver esordito nel 2016 con “Schiele-ria”, EP del 2016 trascinato dal singolo “Calma”, realizzato in collaborazione con Claver Gold, il giovane rapper marchigiano Schiele torna con un album intimo, personale, dalla forte impronta introspettiva ma in grado al contempo di parlare a molti. “Ho messo in quest’album tutti i pensieri legati alla mia adolescenza: mi sono sempre sentito solo, attratto da ciò che non interessava alla massa, e chiunque sia cresciuto in una piccola realtà di provincia sa di cosa parlo”: Schiele si rivolge agli outsider, a chi si sentiva fuori luogo nella massa, a chi era roso dal dubbio che il proprio percorso fosse sbagliato, solo perché diverso da quello degli altri. Gli “abissi” diventano quindi una metafora d’impatto: oscuri, spaventosi, inesplorati, ma allo stesso tempo custodi di meraviglie indescrivibili, sconosciute agli occhi di chi preferisce galleggiare in superficie. “Nei 12 pezzi che compongono l’album ho scelto di affrontare le problematiche e le sensazioni che i giovani vivono, dal senso d’abbandono alla volubilità dei rapporti, dalla corsa per avere un proprio posto nel mondo al senso di reclusione”: un ventaglio di tematiche ampio ed emotivamente impegnativo, legate da una sorta di filo rosso, rappresentato dal dubbio amletico che giace nella scelta tra il rischiare di essere unici e l’accontentarsi di essere come tanti, come tutti.

In occasione del primo album, Schiele ha deciso di collaborare con diverse figure, tutte a lui affini non sono da un punto di vista musicale ma anche e soprattutto personale. Ecco perché molti dei nomi coinvolti provengono dalla sua città natale – San Bendetto del Tronto – o in generale dalle Marche, con qualche piacevole sorpresa. Al microfono compaiono infatti Tmhh, Cristiano Pagani, Drimer, Tosk, SPH, Claver Gold e Stephkill; le produzioni sono invece curate da Dj West, ad eccezione di quelle di “Intro”, “Desideri” e “A pezzi”, le prime due realizzate da Vacuo e la terza a quattro mani da West e Kuma19 – spaziano da sonorità leggere ed evocative a soluzioni più hardcore, senza timore di sperimentare.

È un disco che ho immaginato per anni e scritto in 30 giorni, come il percorso fosse già tracciato; nell’acqua però non ci sono percorsi tracciati… Spero che l’ascoltatore, consapevole di ciò, si diverta a scegliere in che direzione guardare: verso la luce o verso il buio?”

My Favorite Song” è il titolo del brano nato dalla collaborazione tra Junior V e Claver Gold, fuori su Spotify, digital store e su YouTube con video ufficiale.

I due artisti provengono da mondi diversi, con Junior V legato al cantautorato, in lingua inglese, e Claver proveniente dal rap: il punto d’incontro tra i due è rappresentato dalla capacità di scrivere e cantare delle emozioni, delle sensazioni e dell’intimità in maniera leggera, poetica e al contempo verosimile. “My Favorite Song” è infatti un pezzo dedicato all’amore, al potere che le relazioni hanno di stravolgere – in meglio – la vita di chiunque, di renderla completa e serena. L’atmosfera del brano è perfettamente esaltata dalla produzione, alla quale ha lavorato, insieme a Junior V, un team di musicisti dal curriculum di caratura elevata – tra le loro collaborazioni figura infatti anche Nina Zilli – composto da Fabio Visocchi (tastiera), Nicola Roccamo (batteria) e Riccardo ‘Jeeba’ Gibertini nelle vesti di produttore artistico. Il risultato è una strumentale in grado di toccare le note giuste nell’ascoltatore, lasciando al contempo spazio alle liriche ricercate dei due artisti.

Il video di “My Favorite Song” è stato realizzato da Nicola Corradino ed è un inno all’amore cieco, a quel tipo di amore che travolge tutte le barriere, siano esse legate al sesso, al colore della pelle o ad altro, caratterizzato da atmosfere vintage.

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