Tag: drilliguria

Era il 2017 quando Young Slash finì per la prima volta nelle cuffie di una buona parte degli ascoltatori di rap italiano, facendosi notare come uno dei volti più interessanti di quella scena genovese impegnata in quei mesi a sfornare un talento dietro l’altro. Diglielo, in collaborazione con Cromo, e il freestyle per Esse Magazine avevano fatto presagire un imminente affermazione sulla scena, ma il primo progetto di Young Slash non lo ha consacrato definitivamente.

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Vita Vera Mixtape è il prologo che Tedua fornisce per aiutare il pubblico ad entrare nella sua personale Divina Commedia. Sono ormai lontani i tempi in cui il rapper di Cogoleto si barcamenava nella giungla urbana, superando ostacoli e crescendo giorno dopo giorno; adesso è finalmente uscito, non è più un cucciolo d’uomo, ed è pronto a guidare i suoi ascoltatori.

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La Liguria, da qualche anno, è diventata una regione che ha saputo imporsi con grande vigore al centro della scena rap nostrana. Dall’estremo occidente dell’Italia una giovanissima generazione ha saputo rompere l’egemonia che da due decenni dominava il genere nella penisola, dominio presidiato da Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. Queste città hanno da sempre funto da centri di formazione e catalizzatori per i rapper di ogni dove, come grandi dojo separati in cui affinare le proprie abilità.

Genova, dal canto suo, ha sempre fornito al nostro paese la più grande scuola di cantautorato e forse l’impronta musicale più riconoscibile dello stivale, dentro e fuori i confini nazionali.

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Il GoaBoa Festival di Genova è giunto quest’anno alla sua 22esima edizione e, come prevedibile, non ha assolutamente deluso le aspettative. Lanciato dallo slogan “GoaBoa sulla Luna“, per celebrare i 50 anni dell’allunaggio e organizzato dall’associazione Psyco, in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria, il festival si è svolto tra il 5 e il 21 luglio, nella bellissima location dell’Arena del Mare, in pieno Porto Antico. Ospiti del festival sono stati artisti di tutti i generi, da Calcutta e Gazzelle, a Steve Hackett e Jethro Tull, passando per Fast Animals and Slow Kids e Carl Brave, fino ad arrivare a Salmo e Izi.

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