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Vita Vera Mixtape è il prologo che Tedua fornisce per aiutare il pubblico ad entrare nella sua personale Divina Commedia. Sono ormai lontani i tempi in cui il rapper di Cogoleto si barcamenava nella giungla urbana, superando ostacoli e crescendo giorno dopo giorno; adesso è finalmente uscito, non è più un cucciolo d’uomo, ed è pronto a guidare i suoi ascoltatori.

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In Italia la tradizione del mixtape è piuttosto ridotta rispetto agli altri paesi europei. Lo stesso senso di questo prodotto discografico, che originariamente nasce come un progetto da diffondere senza i canali di mercato legali per via dell’uso di strumentali o interpolazioni sonore edite (tra i più noti esempi esteri: la serie Dedication di Lil Wayne, Trap or Die di Young Jeezy o Down with the King di T.I.) ottenibile solo tramite gli amici o scaricandoli da internet, è andato perduto prima ancora di attecchire con successo.

Se persino in America ormai il termine mixtape viene associato a quello che semplicemente non è un disco ufficiale, così in Italia gli esempi più noti al pubblico attuale probabilmente sono dei tape solo di nome (ad esempio i volumi 3 e 4 della saga Machete Mixtape o la trilogy della Dark Polo Gang, di fatto prodotti commercializzati e presenti nei negozi di dischi).
Ma anche qui ci sono dei prodotti di stampo estero che nel tempo hanno cementificato la leggenda dei loro autori: dei lavori culto che nonostante una qualità sonora non eccelsa (o forse proprio a causa di quella) hanno acquisito quello street flavour che li rende dei veri e propri gioielli da scoprire.

Attenendoci alla premessa di elencare dei lavori che sia effettivamente dei mixtape nel senso originale del termine, ecco quindi i dieci migliori esempi di questa nobile tradizione prettamente hip hop.

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La Liguria, da qualche anno, è diventata una regione che ha saputo imporsi con grande vigore al centro della scena rap nostrana. Dall’estremo occidente dell’Italia una giovanissima generazione ha saputo rompere l’egemonia che da due decenni dominava il genere nella penisola, dominio presidiato da Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. Queste città hanno da sempre funto da centri di formazione e catalizzatori per i rapper di ogni dove, come grandi dojo separati in cui affinare le proprie abilità.

Genova, dal canto suo, ha sempre fornito al nostro paese la più grande scuola di cantautorato e forse l’impronta musicale più riconoscibile dello stivale, dentro e fuori i confini nazionali.

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