Tag: vaz tè

Vita Vera Mixtape è il prologo che Tedua fornisce per aiutare il pubblico ad entrare nella sua personale Divina Commedia. Sono ormai lontani i tempi in cui il rapper di Cogoleto si barcamenava nella giungla urbana, superando ostacoli e crescendo giorno dopo giorno; adesso è finalmente uscito, non è più un cucciolo d’uomo, ed è pronto a guidare i suoi ascoltatori.

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La Liguria, da qualche anno, è diventata una regione che ha saputo imporsi con grande vigore al centro della scena rap nostrana. Dall’estremo occidente dell’Italia una giovanissima generazione ha saputo rompere l’egemonia che da due decenni dominava il genere nella penisola, dominio presidiato da Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna. Queste città hanno da sempre funto da centri di formazione e catalizzatori per i rapper di ogni dove, come grandi dojo separati in cui affinare le proprie abilità.

Genova, dal canto suo, ha sempre fornito al nostro paese la più grande scuola di cantautorato e forse l’impronta musicale più riconoscibile dello stivale, dentro e fuori i confini nazionali.

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Il GoaBoa Festival di Genova è giunto quest’anno alla sua 22esima edizione e, come prevedibile, non ha assolutamente deluso le aspettative. Lanciato dallo slogan “GoaBoa sulla Luna“, per celebrare i 50 anni dell’allunaggio e organizzato dall’associazione Psyco, in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria, il festival si è svolto tra il 5 e il 21 luglio, nella bellissima location dell’Arena del Mare, in pieno Porto Antico. Ospiti del festival sono stati artisti di tutti i generi, da Calcutta e Gazzelle, a Steve Hackett e Jethro Tull, passando per Fast Animals and Slow Kids e Carl Brave, fino ad arrivare a Salmo e Izi.

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Esiste una logica decisamente imprescindibile quando si parla del mercato odierno: per sopravvivere nel mondo della musica bisogna restare sempre sulla cresta dell’onda pubblicando il numero maggiore di singoli, featuring, album, possibili. Il rischio per un artista, rimanendo in silenzio, è che il pubblico si dimentichi di lui, rimpiazzandolo senza troppi problemi con il rapper del momento, reduce da un paio di hit da playlist e subito additato come la next big thing. Passano pochi mesi ed ecco che il ciclo si ripete.

Capita a volte, tuttavia, che qualcuno riesca a sfuggire alla macchina, inserendosi nelle pieghe del tempo e fluttuando al di sotto del mercato. Aspettando, attendendo qualcosa che dia lo slancio per tornare in superficie. Questo è esattamente quello che ha fatto Vaz Te, facendo crescere poco a poco l’hype intorno alla sua figura senza seguire alcuna tattica, senza retoriche volte a dilatare le tempistiche: l’attesa era il prezzo da pagare per studiarsi, per trovare la propria dimensione e sconfiggere gli spettri.

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